<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066</id><updated>2012-02-16T14:58:21.090-08:00</updated><category term='matrimonio'/><category term='femminismo'/><category term='barbarie'/><category term='sesso'/><category term='procreazione'/><category term='anticoncezionali'/><category term='aborto'/><category term='omicidio'/><category term='morte'/><title type='text'>COMITATO PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI AUGUST</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>40</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-6699863090330711751</id><published>2011-08-28T10:33:00.001-07:00</published><updated>2011-08-28T10:33:58.120-07:00</updated><title type='text'>La verità storica fondamento dell’identità e dell'unità nazionale - Paolo Martinucci</title><content type='html'>Paolo Martinucci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità storica fondamento dell’identità e dell'unità nazionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conferenza tenuta a Pistoia il 13 maggio 2011 organizzata da associazione Sant'Ignazio di Loyola in collaborazione con Alleanza Cattolica e Studenti per le libertà- Pistoia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Premessa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     In questo periodo di celebrazioni del centocinquantesimo anniversario della proclamazione del Regno d'Italia, i termini Unità e Risorgimento sono frequentemente confusi, in una significazione non univoca, e vengono richiamati con un’enfasi  che ora contagia anche gli eredi del partito che, per buona parte del secolo scorso, costituì il partito anti-nazionale e filo-sovietico, il Partito comunista italiano. Occorre quindi, prima di affrontare il tema in oggetto, rendere compiutamente comprensibili i due vocaboli, assegnando loro un preciso senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     L’ “Unità” è un fatto essenzialmente militare e politico, che ha comportato  modificazioni di carattere territoriale, istituzionale ed amministrativo. Essa rappresentò  un’esigenza diffusa, esplicitata nel dibattito politico del tempo con una serie di proposte di soluzioni istituzionali che avevano coinvolto anche la Santa Sede[1]. Una forma di unificazione del Paese si rendeva quindi necessaria, in conseguenza dei problemi sociali e politici del tempo: la difficile convivenza tra le grandi potenze, data dalle rispettive politiche di spregiudicata rivalità militare e mercantile, nuoceva pure alle piccole entità statali italiane; queste erano poste ai margini di quello sviluppo economico ed industriale che allora caratterizzava l’Europa, relegate quindi in una condizione commerciale asfittica e contrastata da una miriade di barriere doganali. Inoltre non era privo di conseguenze per la nostra Penisola il nuovo contesto geo-politico, dato dal venir meno della “protezione” e della “mediazione” delle due grandi realtà sovranazionali, l’Impero e la Chiesa cattolica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Il Risorgimento, invece, è un fenomeno preminentemente culturale, anzi una rivoluzione culturale che ha preceduto, accompagnato, guidato il processo di unificazione che ha cambiato profondamente l’identità italiana, nella prospettiva di una modernizzazione, che mirava al superamento di una presunta arretratezza e decadenza dell'Italia, ritenuta questa una conseguenza della Controriforma, per avvicinare il Paese agli Stati di cultura protestante2,.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Nel considerare l’Unità come un dato di fatto, è necessario fare subito una sottolineatura che sgombrerà da ogni possibile equivoco il senso di questo intervento. Occorre evitare due contrapposte posizioni retoriche: «da un lato l’acritica apologia dell’evento unitario, dall’altro lato il vittimismo e il rivendicazionismo, sia nella versione nordista del “chi ce l’ha fatto fare di caricarci il Sud?”, sia nella versione meridionalista del “maledetto il giorno in cui siete scesi!”»3. Se nel 1861 l’unificazione del territorio italiano in un'unica entità statale, in dispregio di ogni dato storico, istituzionale e culturale, costituì un’operazione giacobina, sarebbe altrettanto rivoluzionario pensare ora ad una disgregazione di un Paese, i cui abitanti da secoli hanno percepito, e tuttora percepiscono, di essere espressione di una unità culturale e religiosa, al di là delle frammentazioni politiche, delle differenze regionali e dei “mille campanili” che lo caratterizzano4.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Lo stesso Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha recentemente affermato: «[…] le celebrazioni di questo storico anniversario [siano] occasione di riflessione seria e non acritica, e insieme una valorizzazione di tutto quel che ci unisce come nazione»5.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Allora subito una domanda: il Risorgimento è l’unico punto di riferimento imprescindibile per determinare il sentimento di appartenenza nazionale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i vertici istituzionali, ma anche, in generale, per gli storici accademici, sembrerebbe di sì. Sempre dal Quirinale, si è parlato del processo unitario, senza distinguerlo dal Risorgimento, come di «una grande stella polare»6 che ha guidato il cambiamento dell’Italia; per il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, gli elementi culturali ed identitari alla base dell’unità sono «un dato socialmente e culturalmente assai forte»7. Se queste affermazioni, citate ad esempio, possono risultare quasi una scontata difesa d’ufficio dell’Unità/Risorgimento, in considerazione della “ragione sociale” della carica ricoperta, il dibattito in corso nel Paese, invece, registra un pluralità di opinioni e di valutazioni. Registriamo di seguito, ed in forma certamente selettiva e, quindi, non esaustiva della disamina del fenomeno, tra le innumerevoli pubblicazioni e gli articoli apparsi sulle pagine culturali dei maggiori quotidiani nazionali, alcune opinioni sulla disputa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Aveva iniziato, nel lontano 1996, l’on. Luciano Violante a smuovere le acque stagnanti della questione, affermando: «[…] a differenza di altri Paesi europei [l’Italia] non ha ancora valori nazionali comunemente condivisi. […] Le due grandi vicende della storia nazionale, il Risorgimento e la Resistenza, hanno coinvolto solo una parte del Paese ed una parte delle forze politiche»8. Con l’avvicinarsi della ricorrenza del centocinquantesimo, si sono moltiplicate le analisi più veritiere dal punto di vista storiografico, ben diverse dalla vulgata risorgimentale proposta sui testi scolastici o nei corsi universitari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Espressioni di una lettura critica di questa pagina della nostra storia sono gli  scritti dello storico ed editorialista del Corriere della Sera Ernesto Galli Della Loggia, secondo il quale l’identità “nazionale” è ancora percepita come “fragile” e lo Stato unitario ha mantenuto un carattere ideologico, essendosi originato da una rivoluzione/guerra civile9. Sullo stesso giornale, Aldo Cazzullo parla di «italiani controvoglia» e di «scetticismo con cui i partiti e ambienti culturali diversi guardano ai 150 anni della nostra nazione»; e sottolinea come per la sinistra marxista-gramsciana, il Risorgimento è «non una rivoluzione sociale ma una rivoluzione nazionale», mentre per i cattolici, precisa, «si fece contro il Papa»10. Umberto Eco presenta il Risorgimento come una lotta fratricida: «Nel nostro Paese non c’è l’uccisione del padre come è successo altrove [Carlo I, Luigi XVI], ma il fratricidio: tutti sono abituati a combattersi tra loro»11. Il professor Gianpaolo Romanato analizzando la legislazione anticattolica dello Stato unitario, sostiene: «Italia liberale? Non con la Chiesa»12.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Nel Paese poi la discussione e la polemica hanno assunto colorazioni, a volte folcloristiche, che esprimono un viscerale disagio per come si è svolto il processo unitario; le posizioni leghiste e neoborboniche sono alimentate anche dalla cosiddetta storiografia revisionistica, che si è proposta con numerosissime pubblicazioni, le quali, come è stato detto, non costituiscono tutta la verità sul Risorgimento, ma di certo,  presentano un «brutta verità»13. E che dire del ritratto di Garibaldi bruciato, alcuni mesi fa, in una piazza di una città veneta? O del rifiuto del presidente della provincia di Bolzano a partecipare alle celebrazioni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Eppure, proprio da parte dei maggiori critici del processo risorgimentale, i cattolici, vengono forti richiami ad una maggiore coesione e solidarietà, ad una effettiva condivisione di quei valori che costituiscono il patrimonio identitario della nostra nazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     La Grande preghiera per l’Italia di Giovanni Paolo II, recitata il 15 marzo 1994, nel corso della concelebrazione eucaristica con i vescovi italiani presso la tomba dell’Apostolo Pietro, è stata preceduta da una meditazione sulle radici dell’Italia stessa, che indicava, questa sì, una pluralità di “stelle polari” che dovevano essere poste a fondamento del nostro convivere civile: l’Italia, terra particolarmente benedetta dalla Provvidenza, custodisce l’eredità degli apostoli Pietro e Paolo, conserva un patrimonio di fede e di cultura, dato dalla compenetrazione delle civiltà greca e latina inverate nel Cristianesimo, che, nel corso del Medioevo, definito un periodo d’oro per la storia d’Italia,  ha permeato la vita sociale e civile del Paese, attraverso l’esempio e la parola dei suoi innumerevoli Santi — tra cui San Benedetto, San Francesco, San Tommaso d’Aquinio, Santa Caterina da Siena — che ne hanno plasmato le caratteristiche culturali e religiose. La presenza del segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone, a Porta Pia e la prolusione all’Assemblea generale della CEI del 24 maggio 2010, del card. Angelo Bagnasco, manifestano disponibilità ad un sano dialogo ed offrono un aiuto a un Paese che non riesce a definire una propria identità e non sa scorgere nella sua secolare storia le proprie radici. L’omelia del cardinale Camillo Ruini, pronunciata il 18 novembre 2003, davanti alle bare dei diciannove caduti di Nassirya, ha rappresentato una delle non molte occasioni in cui tanti italiani hanno vissuto un forte sentimento di appartenenza nazionale, forse mai provato nella loro esistenza. Interventi nobili e generosi, questi, che manifestano l’alto senso di responsabilità della Chiesa nei confronti dell’Italia ed una forma di amore di italiani verso la loro patria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     In ogni caso, se il contenuto del dibattito “laico” attorno al fenomeno in esame è quello espresso dalle affermazioni prima riportate, occorre constatare che, nonostante le lezioni di educazione civica e di storia sul tema siano da molti decenni impartite secondo la vulgata agiografica, obbligatoriamente in tutte le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, il Risorgimento non ha ancora conquistato la mente ed il cuore di tutti gli italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. La natura ideologica del Risorgimento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual è il motivo di questo continuo “processo” al Risorgimento?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che esso sia da ricercare nel fatto che l’unificazione è avvenuta attraverso lotte sanguinose ed una mitizzazione dei fatti e dei personaggi che ha alterato o nascosto la verità storica. Il carattere mitologico, ideologico, che caratterizzò questo momento della storia italiana, diede origine ad un culto, ad una liturgia, ad una religione civile, che generarono una rivoluzione odonomastica, una spropositata collocazione di monumenti, di lapidi e di epigrafi; in poco tempo l’Italia diventò «un monumento pietrificato pressoché immutabile»14, «ondata monumentalistica di massa che, a partire dagli anni settanta, materializza gli alfabeti civili dell’Unità messa in posa»15. Questo vero e proprio culto dei “padri della Patria”, Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele II, Mazzini, associato alla mitizzazione della monarchia sabauda in generale, è stato imposto nella prospettiva di dare concretezza politico-istituzionale-culturale a delle visioni del mondo e della società mutuate da filosofie sociali utopistiche, importate dalla Francia e dal Regno Unito. Lo stesso Cavour, che non conosceva il territorio italiano, ma molto bene l’Europa, aveva, secondo  Vincenzo Gioberti, una formazione culturale anglo-francese16. Sostanzialmente il processo risorgimentale non era rispondente ai sentimenti e agl’interessi concreti della maggioranza dei popoli italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Risorgimento o “Rivoluzione italiana”?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Il Risorgimento aveva come punto di riferimento ideale la Rivoluzione francese. E, dal punto di vista ideologico, il Risorgimento è conseguenza della Rivoluzione francese, anzi è la Rivoluzione francese in Italia; su questo gli storici concordano: è evidente un filo rosso che lega il cosiddetto “dispotismo illuminato” al giacobinismo, e questo alla rivoluzione italiana17, così come la Rivoluzione francese è figlia per molti aspetti dell’assolutismo monarchico, almeno per quanto riguarda la “pianificazione”, la “razionalizzazione” della vita sociale. I programmi di riforma sociale dei principi “illuminati”, studiati “a tavolino”, sono fatti propri e resi più radicali dai giacobini, adattati poi alle nuove circostanze ed esigenze dal cesarismo napoleonico, e, in parte, mantenuti anche dalle forze della restaurazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Invece, per coloro che ritengono l’Unità come fatto eminentemente politico e non ideologico, il moto risorgimentale ha radici e protagonisti autoctoni: è questa l’interpretazione moderata, nazionalista e sabauda18. Queste ultime radici indubbiamente vi furono e possono essere ascritte ad uno dei termini in questione, l’Unità. L’unificazione della Penisola fu una delle due motivazioni che hanno portato alla nascita dell’Italia moderna ed è una caratteristica che non è conseguenza diretta dell’ideologia che ha alimentato gli avvenimenti francesi del 1789. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     L’Unità, tuttavia, poteva essere realizzata in modi diversi, ad esempio secondo lo schema federalistico, che prevedeva la conservazione delle legittime monarchie, proposto da Gianfrancesco Galeani Napione (1748-1830), dal movimento neo-guelfo dell'abate Vincenzo Gioberti (1801-1852), ma anche da Cesare Balbo (1789-1953), che inizialmente era "unitario" sotto la guida dei Savoia, e dal beato Antonio Rosmini-Serbati (1797-1855); oppure, tralasciando la forma repubblicana centralista e radicale di Giuseppe Mazzini (1805-1872), il processo unitario poteva seguire la prospettiva federale repubblicana, di Carlo Cattaneo (1801-1869) — che, in  un primo tempo, non prevedeva l’unità politica della Penisola, bensì un patto federale che inglobasse il Nord all’Austria, sposando solo dopo i moti del 1848 la causa di un federalismo nazionale — e di Giuseppe Ferrari (1811-1876). Al contrario l’Unità venne realizzata in funzione degli interessi geo-politici del Regno di Sardegna, secondo la prospettiva ideologica, liberale e fortemente nazionalistica, ereditata dalla Rivoluzione francese e, in particolare, dal ventennio della dominazione napoleonica in Italia (1796-1815), quando venne attuata una trasformazione delle strutture politiche e degli assetti culturali, eversiva del plurisecolare passato della popolazione italiana19.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Per il sociologo Massimo Introvigne, la modernizzazione italiana, nelle sue dimensioni politiche, economiche, culturali, si è svolta sotto l’influenza del partito “anti-italiano”, cioè di élite secondo le quali l’ethos cattolico era la causa della presunta arretratezza culturale, civile ed economica dell’Italia; per costoro il Paese scontava il fatto di non aver aderito alla rivoluzione protestante e di essere rimasto fedele al Papato e, conseguentemente, di essere stato permeato della cultura controriformista. Queste élite volevano non tanto “fare” gli italiani, quanto piuttosto fare un’Italia “ideale” contro gli italiani “reali”20. E poiché tale ethos era radicato nei localismi e nelle peculiarità regionali, per consolidare le deboli basi dello Stato unitario, si diede corso ad una vigorosa azione anti-municipalistica  ed anti-federativa, contro ogni forma di decentramento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Il Risorgimento dell’Italia, quello che avvenne nella realtà, si tradusse invece nell’esautorazione delle classi politiche pre-unitarie, nella mortificazione delle antiche capitali, nello sconvolgimento delle strutture economico-sociali. Il tessuto connettivo della «nazione spontanea»21 venne lacerato, in conseguenza della demolizione delle antiche istituzioni e delle consolidate forme di amministrazione del territorio22. In questo modo, nel tentativo di dar corpo ad una nazione ideale, vennero distrutte le nazionalità reali23. A fronte di tale opera di devastazione istituzionale-economico-sociale, venne creato uno Stato fortemente centralizzato, caratterizzato da uniformità amministrativa e fiscale e da una esasperata secolarizzazione. La legislazione antireligiosa dei primi governi del Regno d’Italia24 — già, per molti aspetti, attuata dalla Repubblica Romana (1848-1849)25,  dal Regno di Sardegna, con le leggi di Giuseppe Siccardi (1802-1857)26 e del governo del “connubio”, costituito dal centro di Camillo Benso conte di Cavour (1810-1861) e dal centrosinistra di Urbano Rattazzi (1808-1873)27 —,  portò inevitabilmente ad uno scontro diretto con la Chiesa cattolica, che si oppose al tentativo dell’ideologia risorgimentale di allontanare il Paese dalle sue radici cristiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Il lascito del Risorgimento: le tre “questioni”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Si apriva così una serie di questioni, meglio di ferite, che la comunità nazionale non ha ancora risolto centocinquant’anni dopo la sua unificazione politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.1- La "questione cattolica"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Nacque allora — certamente almeno a partire dal 1848, dopo il rifiuto di Papa Pio IX  di muovere guerra a fianco dei piemontesi contro l’Impero austriaco — una "questione cattolica", contesa ben più ampia di quella che verrà chiamata "questione romana", nata a seguito della conquista militare di Roma nel 1870 da parte dell’esercito italiano. Questa è stata risolta compiutamente dai Patti Lateranensi del 1929, che hanno sanato gli aspetti giuridici e politici, accettando l’esistenza di un minuscolo, ma reale, Stato vaticano e regolamentando, con il Concordato, i rapporti nelle materie miste fra Stato italiano e Santa Sede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     La "questione cattolica" è più ampia, perché affonda nel corpo sociale italiano, inerendo al ruolo ed agli spazi che i cattolici possono avere nella società e nello Stato. Essa “questione”, nel nuovo Stato unitario, si esplicò in una completa separazione fra Stato e Chiesa28, nella scristianizzazione della società, soprattutto della sua sfera pubblica, e nell’emarginazione o nel ridimensionamento della presenza organizzata dei cattolici:  il “Paese reale”, cioè il mondo cattolico italiano, nel primo decennio seguito all’unificazione, ma ancor di più dopo il 1870 e fino al patto Gentiloni29, non ebbe voce nel “Paese legale”, che, al momento della proclamazione del Regno d’Italia,  rappresentava circa il 2% della popolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     L’eclissi politica dei cattolici è comunque continuata anche durante il fascismo, al quale, di fatto, essi delegarono la rappresentanza politica, nonostante i ripetuti contrasti del regime fascista con la Santa Sede, specie in tema di educazione della gioventù. Dopo il secondo conflitto mondiale, il cattolicesimo venne indubbiamente rispettato; tuttavia, nonostante l’epocale vittoria cattolica alle elezioni politiche del 18 aprile 1948, esso non fu mai effettivamente ripreso dalla Democrazia Cristiana come riconosciuto fondamento della nazione italiana. Gli intellettuali, che erano l’espressione del mondo cattolico, non fecero propria la polemica antirisorgimentale, che caratterizzò il magistero italiano dei pontefici, a partire dal beato Papa Pio IX, e che era stata l’anima di quel movimento cattolico intransigente e che lo storico liberale Giovanni Spadolini (1925-1994) ha definito  come ”opposizione cattolica”30. Così il Risorgimento non fu più considerato un momento fondamentale del processo di scristianizzazione della nazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.2 - La "questione meridionale"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Essa è stata originata dalla guerra civile che sconvolse il Mezzogiorno nel decennio 1860-1870 e  che costò migliaia e migliaia di morti. Oltre ai lutti, il conflitto lasciò in eredità un seguito di contrasti etnico-classisti, un’insofferenza popolare verso lo Stato, data dal senso di persecuzione ed esclusione che afflisse la popolazione; conseguentemente, questa ricercò la protezione delle organizzazioni criminali di tipo mafioso31.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Alla conquista seguì la spoliazione economica, giustificata dai costi dell’unificazione e dalla gestione finanziaria della dittatura garibaldina al Sud. Venne istituito il Gran Libro del debito pubblico, in cui furono iscritti i debiti degli antichi Stati, oltre la metà dei quali ascrivibili al Regno di Sardegna; pertanto le spese sostenute per l’invasione furono affibbiate alle popolazioni dette terre conquistate32. Il carico fiscale lievitò enormemente, a causa di una nuova legislazione tributaria che applicò le tariffe doganali del Regno di Sardegna. Le industrie meridionali persero anche le commesse statali che furono assegnate a quelle settentrionali, rompendo gli equilibri dell’economia del Mezzogiorno con esiti disastrosi. Non marginale fu l’intensificazione del flusso emigratorio verso le Americhe; tra il 1876 e il 1914 ben 5.400.000 meridionali lasciarono il proprio territorio alla ricerca di maggior fortuna33.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.3 - La "questione federalista"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     È questione attualissima, retaggio della forma dello Stato che i primi governi italiani adottarono: una forma fortemente centralizzata sulla base del modello francese, quando invece il "vestito" politico adatto al Paese doveva   palesemente essere di carattere federale, nel rispetto delle profonde diversità delle popolazioni, delle loro varie storie e dei rispettivi governi pre-unitari34. Problemi che l’istituzione delle regioni nel 1970 non ha affatto risolto, visto l’impronta verticistica (è stato decentrato il centralismo!), burocratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. La verità storica fondamento dell’identità e dell’unità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Allora, cosa manca alla ricostruzione di una memoria nazionale condivisa? Quali aspetti occorre evidenziare al fine della definizione di una memoria almeno accettata? Serve recuperare la verità storica, cioè presentare la verità sulla storia d’Italia, senza mettere in discussione un’unità che esiste da centocinquant’anni anni, ma evidenziando ciò che è stato taciuto, nascosto o sminuito. La nostra storia va studiata, ma non con i paraocchi della ideologia risorgimentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     La prima operazione culturalmente seria è quella di liberarci da narrazioni che non appartengono all’ethos italiano. La vicenda politica e culturale degli ultimi due presidenti della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano che hanno notevolmente contribuito alla diffusione ed al rilancio del mito risorgimentale, comunque riconosciuti e rispettati per l’alta funzione esercitata, non è rappresentativa della vera identità italiana. L’azionismo e il comunismo sono, dal punto di vista  sociale e politico, la negazione dei riferimenti valoriali propri della tradizione culturale e civile italiana e alla base della nostra convivenza. Nemmeno il cosiddetto “patriottismo costituzionale” esprime l’identità della nostra nazione: esso esalta la costituzione come un totem immodificabile, ma è pronto, sui temi per un cattolico non negoziabili, a forzare la lettura della costituzione. L’identità italiana deve avere come riferimento la condivisione dei “valori” espressi dalla nostra storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Attuare questa ricerca della verità storica favorirà la riscoperta di una identità nazionale: un’identità italiana svincolata da ogni ideologia, che può accomunare laici e cattolici, perché centrata  sui valori espressi dalla storia del Paese, sulle profonde radici del medesimo che non è nato nel 1861.  L’Italia è nata nell’Alto Medioevo, è frutto dell’incontro della cultura classica e del Cristianesimo, che in Roma ha posto la sede del proprio capo spirituale; la sua identità si è irrobustita nella resistenza all’espansionismo islamico e al protestantesimo, si è rafforzata durante la Controriforma e si è manifestata nel periodo della grande Insorgenza, dal 1792 al 1814, antirivoluzionaria e antinapoleonica, e nelle forme oppositive al processo di scristianizzazione e di centralizzazione del potere attuato durante il Risorgimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] Per movimento neoguelfo, il Papato doveva essere alla guida di un processo unitario federale; Pio IX (1846-1878) si fece promotore di una lega doganale fra gli Stati italiani sul modello di quella tedesca (deutscher Zollverein). Circa la distinzione tra Unità e Risorgimento, cfr. Francesco Pappalardo, L’Unità d’Italia e il Risorgimento, D’Ettoris Editori, Crotone 2010, p. 9; Idem, Il Risorgimento, i Quaderni del Timone, Edizioni Art, Novara 2010, p. 7; Giovanni Cantoni,  Conclusioni «Unità sì, Risorgimento no», in Francesco Pappalardo - Oscar Sanguinetti (a cura di), 1861-2011. A centocinquant’anni dall’Unità d’Italia. Quale identità?, Cantagalli, Siena 2011, p. 187.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 Cfr. Massimo Introvigne, Introduzione. Centocinquant’anni dopo: identità cattolica e unità degli italiani, in Francesco Pappalardo - Oscar Sanguinetti (a cura di), op. cit., pp. 5-33; Francesco Pappalardo, L’Unità d’Italia e il Risorgimento, cit., pp. 8-9.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3  Alfredo Mantovano, Presentazione, in Francesco Pappalardo, Il mito di Garibaldi. Una religione civile per una nuova Italia, Sugarco, Milano 2010, p. 7.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4  È sempre Alfredo Mantovano a richiamare, a p. 7 del testo di cui alla nota 3, il senso di appartenenza alla medesima «comunità di destino» che caratterizza la popolazione italiana; concetto, questo, introdotto dal saggista e polemista francese Gustave Thibon (1903-2001), in Idem, Ritorno al reale. Prime e seconde diagnosi in tema di fisiologia sociale, con Prefazione di Gabriel Marcel (1889-1973), a cura e con Considerazioni introduttive di Marco Respinti , trad. it., Effedieffe, Milano 1998, pp. 123-145.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5  Lettera a quotidiano la Repubblica del 19 febbraio 2011.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6  Discorso del 15.04. 2010 ai componenti della Consulta per l'emissione di Carte valori postali e la filatelia e della Commissione per lo studio e l'elaborazione delle carte valori postali, in occasione della presentazione dei quattro francobolli celebrativi del 150° anniversario della Spedizione dei Mille.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7  Discorso del 15.11.2010, in occasione della presentazione, da parte dell’Associazione Italiadecide, del rapporto “L’Italia che c’è”, presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8  Discorso di insediamento alla presidenza della Camera dei deputati il 9 maggio 1996.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9  Cfr. Ernesto Galli  Della Loggia, L’identità italiana, Il Mulino, Bologna 1998, pp. 176 e Idem, La morte della patria. La crisi dell’idea di nazione, Laterza, Bari 2003, pp. 145.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10   Cfr. Corriere della sera del 13 febbraio 2011.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11   Cfr. la Repubblica  del 18 febbraio 2011.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12  Cfr. Avvenire del 1 marzo 2011.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13  Cfr. Maurizio Blondet in Avvenire del 19 agosto 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14   Romano Ugolini, Garibaldi. Genesi di un mito, Edizioni dell’Ateneo, Roma 1982, p. 13.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15  Mario Isnenghi, Garibaldi fu ferito. Storia e mito di un rivoluzionario disciplinato, Donzelli, Roma 2007, p. 143.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16  Circa questi aspetti  («anglico nelle idee, gallico nella lingua», diceva Gioberti riferito a Cavour) e la sua non estraneità al mondo religioso riformato ed alla massoneria, cfr. Francesco Pappalardo, Il mito di Garibaldi. Una religione civile per una nuova Italia, cit., pp. 101-111.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;17  Wenzel Anton von Kaunitz (1711-1794), cancelliere dell’imperatrice Maria Teresa e di Giuseppe II, affermava: «Per alzare una buona fabbrica bisogna atterrare la vecchia» (cfr. Franco Valsecchi, Dispotismo illuminato, in AA. VV., Nuove questioni di Storia del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, vol. I, Marzorati, Milano 1961, p. 190.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18  La politica conciliativa austriaca, seguita al Congresso di Vienna (1814-1815) e ispirata da Clemens Wenzel Lothar di Metternich (1773-1859), in particolare in Lombardia e nel Veneto,  manteneva il potere statale nella burocrazia a discapito delle articolazioni sociali, lasciando nella sostanza intatte le strutture amministrative del periodo napoleonico, esautorando la borghesia e la nobiltà dalla gestione del potere; questi ceti si opponevano ad una monarchia amministrativa, burocratica, a volte odiosamente poliziesca, e si riconoscevano nel costituzionalismo, ritenuto maggiormente rappresentativo dei loro interessi. Cfr. Robertino Ghiringhelli - Oscar Sanguinetti, Il cattolicesimo lombardo tra Rivoluzione francese, Impero e Unità, Edizioni Scientifiche Abruzzesi, Pescara 2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;19  Relativamente agli avvenimenti ed alle insorgenze popolari nei periodo giacobino e napoleonico, cfr. Carlo Zaghi, L'Italia giacobina, Utet Libreria, Torino, 1989; Idem, L’Italia di Napoleone, Utet Libreria, Torino 1989; Francesco Mario Agnoli, Guida introduttiva alle Insorgenze contro-rivoluzionarie in Italia durante il periodo napoleonico (1796-1815), Mimep-Docete, Pessano (Milano), 1996; Massimo Viglione, La "Vandea Italiana", Edizioni FdF, Milano, 1995; Idem, Rivolte dimenticate, Città Nuova Editrice, Roma, 1999; Oscar Sanguinetti (a cura di), Insorgenze antigiacobine in Italia (1796-1799). Saggi per un bicentenario, Istituto per la Storia delle Insorgenze, Milano 2001; Idem, Le insorgenze contro-rivoluzionarie in Lombardia nel primo anno della dominazione napoleonica.1796, Cristianità, Piacenza, 1996,Chiara Continisio (a cura di), Le insorgenze popolari nell’Italia napoleonica. Crisi dell’antico regime e alternative di costruzione del nuovo ordine sociale, Ares, Milano 2001; Giacomo Lumbroso, I moti popolari contro i francesi alla fine del secolo XVIII (1796.1800), Maurizio Minchella Editore, Milano 1997; Francesco Pappalardo - Oscar Sanguinetti, Insorgenti e sanfedisti: dalla parte del popolo. Storie e ragioni delle Insorgenze anti-napoleoniche in Italia, Tekna, Potenza 2000. Per quanto concerne gli aspetti istituzionali e politici dello stesso periodo, cfr. Carlo Ghisalberti, Le costituzioni "giacobine" (1796-1799), Giuffré, Milano, 1957; Melchiorre Roberti, Stato costituzionale e stato autoritario in Italia nel periodo napoleonico, IUS, Rivista di Scienze Giuridiche, Università Cattolica del Sacro Cuore, fasc. gennaio- marzo 1941-XIX- Anno II- Fasc. I; Idem, Milano capitale napoleonica, la formazione di uno stato moderno 1796-1814, Fondazione Treccani degli Alfieri per la storia di Milano, voll. I, II, III, Milano 1946.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20   Massimo Introvigne,  op. cit., pp. 5-33&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;21  L’espressione “nazione spontanea” è stata coniata da Mario Albertini (1919-1997), politologo federalista e si trova in Mario Albertini, Il Risorgimento e l’unità europea, in Idem, Tutti gli scritti, vol. III. 1958-1961, il Mulino, Bologna 2007, p. 784.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;22  Cfr. Intervento al Parlamento del giurista Pasquale Stanislao Mancini (1817-1888) dell’8 dicembre 1861, in Atti del Parlamento italiano. Discussioni della Camera dei Deputati. Sessione del 1861, Eredi Botta, Torino 1862, p. 218.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;23  Cfr. Giacinto de’ Sivo, I Napolitani al cospetto delle nazioni civili, Borzi, Roma 1967, p. 43.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;24  La tensione tra Papato e Regno d’Italia non fu tanto determinata dalle rivendicazioni territoriali, anche se il tema della conquista di Roma da parte dei piemontesi, prima e dopo Porta Pia, ebbe molto peso, quanto piuttosto dalla legislazione fortemente limitante la libertas Ecclesiae, tra cui le leggi vessatorie e persecutorie nei confronti del clero e quelle miranti alla laicizzazione della società. Furono imprigionati molti vescovi, altri esiliati; le perquisizioni e le  spoliazioni erano continue. Nel 1865: su 229 sedi vescovili, ben 108 (tra cui quelle di Torino, di Milano e di Bologna) erano senza pastore; 45 vescovi si trovavano in esilio; ad altri 17 nominati dal Papa non era stato permesso di insediarsi in diocesi. Fondamentale in quest’opera di laicizzazione della società fu l’attività dei circoli anticlericali e delle logge massoniche  che influenzarono la classe politica, la scuola, la burocrazia, l’esercito e la magistratura; a nulla servì la norma che proibiva alle logge di occuparsi di politica. Due furono le leggi maggiormente persecutorie: quelle del 7 luglio 1866 e del 15 agosto 1867 che rimasero in vigore fino al 1929: esse portarono alla soppressione, cioè privati del riconoscimento giuridico, circa 2.000 ordini, corporazioni e congregazioni religiose, le collegiate (cioè i capitoli formati da ecclesiastici di chiese non cattedrali), i canonicati, le abbazie e i priorati. Non fu permessa, nelle poche congregazioni femminili rimaste, l’ammissione di novizie. La legge del 1867 in particolare privò di personalità giuridica circa 25.000 enti ecclesiastici, le cui proprietà passarono alla borghesia fondiaria (più di un 1.000.000 di ettari furono messi all’asta entro il 1870); nel Mezzogiorno quasi 1.300.000 ettari di demani comunali furono ceduti ai privati. Grandi speculatori fecero affari a danno dei contadini, recidendo così le radici sociali della Chiesa, ed accelerando il processo di secolarizzazione, aprendo la strada al socialismo in vasti strati della popolazione. Su queste tematiche cfr. pure Antonio Socci, La dittatura anticattolica. Il caso don Bosco e l’altra faccia del Risorgimento, Sugarco, Milano 2005.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;25  Questi gli aspetti persecutori e anticattolici della Repubblica Romana (1848), guidata da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi (1819-1890) e Carlo Armellini (1777-1863): vennero confiscate le proprietà ecclesiastiche e dichiarati nulli i voti religiosi; furono rese obbligatorie le celebrazioni dei riti per la repubblica, occupati i conventi, profanate le chiese; imprigionati numerosi sacerdoti, tra i quali san Vincenzo Pallotti (1795-1850), il card. Filippo de Angelis (1792-1877) vescovo di Fermo, il vescovo di Orvieto mons. Giuseppe Maria Vespignani (1800-1865) e il vescovo di Gubbio mons. Giuseppe Pecci (1776-1855); molti preti vennero uccisi nel convento di San Calisto in Trastevere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;26  Con le leggi Siccardi del 1850, furono aboliti il foro ecclesiastico, il diritto d’asilo nelle chiese e nei conventi e limitate di numero le feste religiose; venne pure introdotto l’obbligo di chiedere allo Stato, da parte degli enti morali ed ecclesiastici, l'autorizzazione prima di procedere ad acquisti o di accettare donazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;27  Il governo del “connubio” attuò un programma ancora più radicale; furono arrestati l’arcivescovo di Torino, mons. Luigi Fransoni (1789-1862) e l’arcivescovo di Sassari, mons. Alessandro Domenico Varesino (1798-1864); fu espulso dal territorio del Regno l’arcivescovo di Cagliari, mons. Giovanni Emanuele Morongiu Nurra (1794-1866); ridotte le pene per il reato di vilipendio alla religione, si introdussero sanzioni nei confronti dei sacerdoti che nell’esercizio del loro ministero avessero criticato le leggi dello Stato; cessò l’erogazione dei contributi statali alle spese per il culto. La legge 29 maggio 1855 soppresse le comunità religiose che non avevano lo scopo di predicazione, di educazione o di assistenza: persero la personalità giuridica gli enti non utili allo Stato, 34 ordini su 56, e furono chiuse 335 case su 604. Lo Stato, quindi, decideva quali fossero le istituzioni ecclesiastiche “utili” alla Chiesa o alla società, assicurando più denaro all’erario. Non si trattava, tuttavia, di una questione economica, bensì ideologica. Infatti il governo, nel 1855, respinse la proposta dell’episcopato subalpino, guidato dal vescovo di Casale, senatore, Luigi Nazari di Calabiana (1808-1892), il quale aveva offerto una somma che avrebbe coperto le spese per il culto, purché lo Stato non incamerasse i beni ecclesiastici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;28  Nella sostanza  la formula cavouriana “Libera Chiesa in libero Stato” fu sostituita da quella, coniata da Luigi Luzzatti (1841-1927), di «“religioni libere nello Stato sovrano”»; la Chiesa fu libera di esistere e di agire, ma all’interno di una cornice fissata in modo unilaterale dallo Stato sovrano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;29  Vincenzo Ottorino Gentiloni (1865-1916), presidente dell’Unione elettorale cattolica, dal 1909 al 1916, si accordò coi liberali moderati in occasione delle elezioni politiche del 1913: i cattolici avrebbero appoggiato i candidati liberali che si assumevano l’impegno di non promuovere leggi anticattoliche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;30  Cfr. Giovanni Spadolini, L’opposizione cattolica, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1994. Circa le tematiche del movimento cattolico ed i rapporti dello stesso con il nuovo Stato unitario, cfr. anche Marco Invernizzi, L'Unione Elettorale Cattolica Italiana 1906-1919. Un modello di impegno politico unitario dei cattolici, Cristianità, Piacenza 1993; Idem, Il movimento cattolico in Italia dalla fondazione dell'Opera dei Congressi all'inizio della seconda guerra mondiale (1874-1939), Mimep-Docete, Pessano 1995, 2 ed.; Idem, I cattolici contro l'Unità d'Italia? L'Opera dei Congressi (1874-1904), Piemme, Casale Monferrato 2002; Giorgio Candeloro, Il movimento cattolico in Italia, Editori Riuniti, Roma 1974.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;31 L’antecedente storico del ricorso alle organizzazioni malavitose per la difesa dei propri interessi è da ravvisarsi nell’operato del massone Liborio Romano (1793-1867) che, nominato ministro di polizia da Francesco II, affidò alla camorra l’organizzazione della guardia nazionale di Napoli, consegnando la capitale ai delinquenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;32 Cfr. Gustavo Rinaldi, Il Regno delle Due Sicilie. Tutta la verità, Controccorrente, Napoli 2009, pp. 299-318. A pagina 361 del volume, è riportata una significativa valutazione di Giacinto de’ Sivo (1814-1867) storico del periodo, tratta da I Napolitani al cospetto delle nazioni civili: «L’unità per noi è ruina […] Siam costretti a pagare i debiti fatti dal Piemonte appunto per corrompere e comprare il nostro paese. Con la fusione de’ debiti pubblici, noi nove milioni d’anime, con un lieve debito di 550 milioni di lire, ci fondiamo con quattro milioni d’anime ch’hanno l’enorme debito che sopravanza i mille milioni; vale a dire che noi pagheremo quattro volte i nostri debiti. Avezzi alla pace, saremo trascinati a combattere le frequenti guerre europee. E a fare i soldati, lontani di casa, in luoghi nevosi e mortiferi a mille miglia distinti»; nella quarta di copertina dello stesso volume, è riportata una riflessione di Luigi Einaudi (1874-1961): «Sì è vero che noi settentrionali abbiamo contribuito di meno ed abbiamo profittato di più delle spese fatte dallo stato italiano dopo la conquista dell’unità e dell’indipendenza nazionale. Peccammo, è vero, di egoismo quando il settentrione riuscì a cingere di una forte barriera doganale il territorio nazionale e ad assicurare così alle proprie industrie il monopolio del mercato nazionale. Noi riuscimmo così a fare affluire dal sud al nord una enorme quantità di ricchezza, nel momento appunto in cui la chiusura dei mercati esteri, conseguenza della nostra politica protezionista, impoveriva l’agricoltura, unica e progrediente industria del sud» (dal saggio Il buongoverno).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;33 Cfr. Gustavo Rinaldi, op. cit., p. 376&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;34  Il Cavour, il 15 gennaio 1861, scriveva al Governatore della Sicilia: «Noi siamo […] amanti della discentralizzazione in quanto le nostre teorie sullo Stato non comportano la tirannia di una capitale sulle province, né la creazione di un centro artificiale contro cui lotterebbero sempre le tradizioni, le abitudini dell’Italia» E il 13 marzo 1861, Marco Minghetti (1818-1886), ministro degli Interni dell’ultimo governo Cavour, dichiarava: «non vogliamo la centralità francese […] noi dobbiamo evitare accuratamente questo sistema» . Egli voleva la ripartizione di “sei consorzi di province” grosso modo corrispondenti alle realtà politiche preunitarie, in salvaguardia di una certa autonomia, come prevista dalla creazione delle luogotenenze. La Camera respingeva le proposte di Minghetti e il 29 marzo 1865 estendeva a tutto il Regno le leggi del Regno di Sardegna [Cfr. Un tempo da riscrivere: Il risorgimento italiano, a cura dell’Associazione Culturale Identità Europea, Itaca, Castelbolognese (Ra) 2000, p. 30]. Cfr. inoltre Giuseppe Brienza, Unità senza identità. Come il Risorgimento ha schiacciato le differenze fra gli Stati italiani, Solfanelli, Chieti 2010, pp. 28-29: «[…] lo storico dell’Amministrazione Alessandro Taradel (1930-2008) ha dimostrato come “[…] la riorganizzazione dell’amministrazione centrale sarda venne effettuata non secondo lo schema autonomamente elaborato in sede governativa e/o parlamentare, ma letteralmente “copiando” molte delle disposizioni contenute nei decreti leopoldini del 1846”, vale a dire emanati da re Leopoldo I dei Belgi (1831-1865) il 21 novembre 1846, a loro volta ispirati dall’assetto napoleonico (poi progressivamente diluito in Francia) del 1809».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;31 L’antecedente storico del ricorso alle organizzazioni malavitose per la difesa dei propri interessi è da ravvisarsi nell’operato del massone Liborio Romano (1793-1867) che, nominato ministro di polizia da Francesco II, affidò alla camorra l’organizzazione della guardia nazionale di Napoli, consegnando la capitale ai delinquenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;32 Cfr. Gustavo Rinaldi, Il Regno delle Due Sicilie. Tutta la verità, Controccorrente, Napoli 2009, pp. 299-318. A pagina 361 del volume, è riportata una significativa valutazione di Giacinto de’ Sivo (1814-1867) storico del periodo, tratta da I Napolitani al cospetto delle nazioni civili: «L’unità per noi è ruina […] Siam costretti a pagare i debiti fatti dal Piemonte appunto per corrompere e comprare il nostro paese. Con la fusione de’ debiti pubblici, noi nove milioni d’anime, con un lieve debito di 550 milioni di lire, ci fondiamo con quattro milioni d’anime ch’hanno l’enorme debito che sopravanza i mille milioni; vale a dire che noi pagheremo quattro volte i nostri debiti. Avezzi alla pace, saremo trascinati a combattere le frequenti guerre europee. E a fare i soldati, lontani di casa, in luoghi nevosi e mortiferi a mille miglia distinti»; nella quarta di copertina dello stesso volume, è riportata una riflessione di Luigi Einaudi (1874-1961): «Sì è vero che noi settentrionali abbiamo contribuito di meno ed abbiamo profittato di più delle spese fatte dallo stato italiano dopo la conquista dell’unità e dell’indipendenza nazionale. Peccammo, è vero, di egoismo quando il settentrione riuscì a cingere di una forte barriera doganale il territorio nazionale e ad assicurare così alle proprie industrie il monopolio del mercato nazionale. Noi riuscimmo così a fare affluire dal sud al nord una enorme quantità di ricchezza, nel momento appunto in cui la chiusura dei mercati esteri, conseguenza della nostra politica protezionista, impoveriva l’agricoltura, unica e progrediente industria del sud» (dal saggio Il buongoverno).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;33 Cfr. Gustavo Rinaldi, op. cit., p. 376&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;34  Il Cavour, il 15 gennaio 1861, scriveva al Governatore della Sicilia: «Noi siamo […] amanti della discentralizzazione in quanto le nostre teorie sullo Stato non comportano la tirannia di una capitale sulle province, né la creazione di un centro artificiale contro cui lotterebbero sempre le tradizioni, le abitudini dell’Italia» E il 13 marzo 1861, Marco Minghetti (1818-1886), ministro degli Interni dell’ultimo governo Cavour, dichiarava: «non vogliamo la centralità francese […] noi dobbiamo evitare accuratamente questo sistema» . Egli voleva la ripartizione di “sei consorzi di province” grosso modo corrispondenti alle realtà politiche preunitarie, in salvaguardia di una certa autonomia, come prevista dalla creazione delle luogotenenze. La Camera respingeva le proposte di Minghetti e il 29 marzo 1865 estendeva a tutto il Regno le leggi del Regno di Sardegna [Cfr. Un tempo da riscrivere: Il risorgimento italiano, a cura dell’Associazione Culturale Identità Europea, Itaca, Castelbolognese (Ra) 2000, p. 30]. Cfr. inoltre Giuseppe Brienza, Unità senza identità. Come il Risorgimento ha schiacciato le differenze fra gli Stati italiani, Solfanelli, Chieti 2010, pp. 28-29: «[…] lo storico dell’Amministrazione Alessandro Taradel (1930-2008) ha dimostrato come “[…] la riorganizzazione dell’amministrazione centrale sarda venne effettuata non secondo lo schema autonomamente elaborato in sede governativa e/o parlamentare, ma letteralmente “copiando” molte delle disposizioni contenute nei decreti leopoldini del 1846”, vale a dire emanati da re Leopoldo I dei Belgi (1831-1865) il 21 novembre 1846, a loro volta ispirati dall’assetto napoleonico (poi progressivamente diluito in Francia) del 1809».&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-6699863090330711751?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/6699863090330711751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2011/08/la-verita-storica-fondamento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6699863090330711751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6699863090330711751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2011/08/la-verita-storica-fondamento.html' title='La verità storica fondamento dell’identità e dell&apos;unità nazionale - Paolo Martinucci'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-803473954079937027</id><published>2010-12-02T09:14:00.000-08:00</published><updated>2010-12-02T09:15:17.434-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aborto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anticoncezionali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sesso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='matrimonio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='procreazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='barbarie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='omicidio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='morte'/><title type='text'>conferenza "La Procreazione è finita: dalla legge 194 all'aborto-fai-da-te" 1</title><content type='html'>&lt;object width="400" height="300"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true" /&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always" /&gt;&lt;param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=17338055&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=1&amp;amp;color=00ADEF&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;loop=0" /&gt;&lt;embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=17338055&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=1&amp;amp;color=00ADEF&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;loop=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/17338055"&gt;conferenza "La Procreazione è finita: dalla legge 194 all'aborto-fai-da-te" 1&lt;/a&gt; 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1'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-4225210544470162246</id><published>2010-12-02T09:13:00.000-08:00</published><updated>2010-12-02T09:14:38.177-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aborto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anticoncezionali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sesso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='matrimonio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='procreazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='barbarie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='omicidio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='morte'/><title type='text'>conferenza "La Procreazione è finita: dalla legge 194 all'aborto-fai-da-te" 2</title><content type='html'>&lt;object width="400" height="300"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true" /&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always" /&gt;&lt;param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=17340086&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=1&amp;amp;color=00ADEF&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;loop=0" /&gt;&lt;embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=17340086&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=1&amp;amp;color=00ADEF&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;loop=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/17340086"&gt;conferenza "La Procreazione è finita: dalla legge 194 all'aborto-fai-da-te" 2&lt;/a&gt; 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2'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-6566051478864656535</id><published>2010-12-02T09:12:00.000-08:00</published><updated>2010-12-02T09:13:48.978-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aborto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anticoncezionali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sesso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='matrimonio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='procreazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='barbarie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='omicidio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='morte'/><title type='text'>conferenza "La Procreazione è finita: dalla legge 194 all'aborto-fai-da-te" 3</title><content type='html'>&lt;object width="400" height="300"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=17370710&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=1&amp;amp;color=00ADEF&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;loop=0"&gt;&lt;embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=17370710&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=1&amp;amp;color=00ADEF&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;loop=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/17370710"&gt;conferenza "La Procreazione è finita: dalla legge 194 all'aborto-fai-da-te" 3&lt;/a&gt; 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3'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-143198259134576686</id><published>2010-11-22T06:58:00.000-08:00</published><updated>2010-11-22T07:01:02.528-08:00</updated><title type='text'>Su vimeo tutto il Convegno</title><content type='html'>guarda tutti video del convegno su:&lt;br /&gt;http://www.vimeo.com/centdelnoce&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Augusto Del Noce: cultura e politica di fronte al suicidio della rivoluzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;partners&lt;br /&gt;Alleanza Cattolica, Associazione John Locke, Biagioni Media&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Congresso si è tenuto domenica 16 maggio 2010 presso il Residence Artemura in Via Pietro Bozzi 6/8 a Pistoia.&lt;br /&gt;presenta Franco Biagioni&lt;br /&gt;ore 9 e 30 saluti e introduzione generale&lt;br /&gt;Intervento dell'On. Rocco Buttiglione&lt;br /&gt;Introduzione di Giovanni Cantoni&lt;br /&gt;ore 10 e 40 prima sessione&lt;br /&gt;Massimo Introvigne “Due centenari s’incontrano. Augusto Del Noce e il magistero di Leone XIII”&lt;br /&gt;Mauro Ronco "La linea di Vico- Rosmini come risposta all'ateismo nel pensiero di Augusto Del Noce."&lt;br /&gt;ore 13 pausa pranzo con buffet&lt;br /&gt;ore 15 seconda sessione&lt;br /&gt;Maurizio Schoepflin "Del Noce filosofo inascoltato e controcorrente"&lt;br /&gt;Lucia Palumbo "L'irreligione occidentale come affermazione della semplice tecnica"&lt;br /&gt;Lavinia Peserico "Del Noce e il 1968"&lt;br /&gt;Lettura comunicazione di Mons. Antonio Livi "Del Noce e Gilson"&lt;br /&gt;Ore 18 Santa Messa in Cattedrale di San Zeno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;si ringraziano:&lt;br /&gt;Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fondazionecrpt.it/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;fondazionecrpt.it/​&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fondazione Giorgio Tesi&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.giorgiotesivivai.it/it/azienda/fondazione-giorgio-tesi/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;giorgiotesivivai.it/​it/​azienda/​fondazione-giorgio-tesi/​&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ottica Bruni Aligi&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.otticabrunialigi.it/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;otticabrunialigi.it/​&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Agraria Checchi Silvano&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.agrariachecchi.it/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;agrariachecchi.it/​&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://centenariodelnoce.blogspot.com/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;centenariodelnoce.blogspot.com/​&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.alleanzacattolica.org/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;alleanzacattolica.org/​&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.associazionejohnlocke.com/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;associazionejohnlocke.com/​&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a href="http://www.myspace.com/sophiakaiagape" target="_blank" rel="nofollow"&gt;myspace.com/​sophiakaiagape&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sophiakaiagape.blogspot.com/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;sophiakaiagape.blogspot.com/​&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://agapekaisophia.spaces.live.com/" target="_blank" rel="nofollow"&gt;agapekaisophia.spaces.live.com/​&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vimeo.com/actoscana" target="_blank" rel="nofollow"&gt;vimeo.com/​actoscana&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-143198259134576686?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/143198259134576686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/su-vimeo-tutto-il-convegno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/143198259134576686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/143198259134576686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/su-vimeo-tutto-il-convegno.html' title='Su vimeo tutto il Convegno'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-5526413550211750356</id><published>2010-11-22T06:57:00.000-08:00</published><updated>2010-11-22T06:58:26.930-08:00</updated><title type='text'>Legge e morale</title><content type='html'>Ecco, serenamente e senza certamnete pretendere di esaurire un argomento su cui c'è molto da dire, vorrei solo invitarvi a una riflessione, su cose di cui viene sparlato, sproloquiato o si rimane sul sentito dire, ma poche volte nei mezzi di informazione ufficiali sentiamo dire le cose con chiarezza e cognizione di causa.Mi tornava appunto in mente l'uscita del Professor Lombardi Vallauri, mio docente di filosofia del diritto all'Università di Firenze, il quale ha scritto un libro di testo che può essere un buono spunto per molte riflessioni, ma poi ha sviluppato le sue riflessioni evadendo dalla cultura cristiana occidentale e cercando rifugio ad oriente. tralascio le polemiche susseguite al perchè non si trovasse più alla Cattolica di Milano ma all'Università di firenze...L'affermazione del Professore è la seguente: l'inferno è una pena anticostituzionaleLe motivazioni uno studioso di diritto penale le comprenderebbe bene, un cattolico che pensi con cognizioni di causa, ci sorride su scuotendo la testa, ma credo che debba anche riflettere sul perchè in una università da un professore e non al bar di Uzzano da un vecchietto con la quinta elementare sia stata fatta questa affermazioneLa ragione è facile da capire, basta analizzare la frase. La condizione dell'uomo dopo morto, ovvero l'inferno viene ritenuta una pena e il parametro a cui si rapporta la pena è proprio la costituzione, ovvero una legge fondamentale, ma comunque una legge.Il piano morale, ovvero il male, viene interpretato con parametri giuridici (pena e legge)La morale in pratica viene ritenuto una branca del diritto in cui ci sono leggi e pene e perciò sottoposta alle regole proprie al dirittoL'affermazione è sicuramente provocatoria, ma noi accogliamo la provocazione e analizziamo l'errore di fondoMerita analizzarlo perchè questo errore, ovvero vedere nella morale un sistema di leggi e pene è un po' un vizio in cui incorre la gran parte dell'opinione pubblica, anche perchè forse la nostra cultura giudidica è tutta basata sul diritto positivo e non conosce più il diritto naturale, poi la riduzione di tutto a politica ha come conseguenza la riduzione di tutto a una questione di diritto positivo, cosa chiaramente lontana dalla realtàLegge e morale stanno su due piani diversiLa morale è fatta sì di regole, ma le regole non sono dettate da un legislatore, bensì scoperte e interpretate dalla naturaLa morale non è posta nè dalla Chiesa nè dalla convenzione umana, ma è già scritta nella nostra natura, fa parte della nostra natura e di noi.Il discorso quindi è prima ontologico poi gnoseologico, infine etico, ma l'etica è un derivato da gnoseologia e ontologia. Questo punto è importante.Il bene quale realizzazione della persona umana non è nient'altro che l'obbiettivo che ha l'essere uomo, ovvero realizzare la propria essenza Dio è già realizzato perchè in Lui essere e essenza coincidono, essendo perfezioneL'uomo non è perfetto per cui il suo essere - oggi non realizza completamente la sua essenza, ma nel divenire, nel tempo cerca la stabilità, cerca la realizzazione di se stesso e della sua naturaL'essere dell'uomo soffre l'imperfezione, è per questo che cerca il beneIl male è una diminuzione della sua essenza è una deviazione dalla sua natura, può sì sceglierlo, ma per un errore di percezione di quale sia la cosa più conveniente (io povero uccido mio fratello single ricco per avere l'eredità) quindi si capisce la fondamentalità della conoscenza (una ragazza accetta di prostitursi perchè nella sua famiglia libertina e di basso rango ha visto il sesso solo come fonte di piacere e di guadagno)Queste cose non si studiano a giurisprudenza, no? :)Cos'è allora la morale? è un'insieme di precetti di esperienza, oppure il frutto di studi filosofici e/o teologici, che ci guidano nella scelta fra il bene e il male, ergo fra la realizzazione del nostro essere o l'accontentarsi di una soddisfazione o di una risoluzione momentanea dei nostri problemiQui il problema diventa gnoseologico perchè dobbiamo sapere in casi non limite (caso limite è l'uccisione del fratello di cui tutti ben sappiamo la malvagità del gesto, caso non limite può essere oggi la masturbazione, visto che l'opinione pubblica tende a sospendere ogni giudizio sulla sfera privata, questo sempre per il positivismo giuridco applicato a ogni sfera della vita) se quello che faccio è bene o male. per questo la Chiesa o le consuetudini morali si esprimono in precetti perchè degli studosi o delle tradizioni hanno scoperto (non fondato) un sistema di regole che possono aiutare le nostre scelte concrete di tutti i giorni.Queste regole possono essere magari anche codificate, ma non saranno mai una legge posta da un sovrano, sono frutto di conoscenza non di obbedienza, l'obbedienza viene dopo la loro scopertaMa non è un'obbedienza per la pace civile o per non incorrere in sanzioni. è obbedienza per realizzare la nostra naturaLa differenza con la legge del diritto positivo direi che a questo punto è palesePer il cristiano la realizzazione è chiaramente l'eterna visione di Dio. Ma il cristiano appunto ha qualcosa in più perchè può sperare nella piena e eterna conoscenza della Verità ovvero anche della sua essenza. La persona realizza la sua essenza quando corpo e anima potranno essere a cospetto di Dio Questa è la scelta morale: realizzare se stessi o accontentarsi di essere eternamente un essere che non trova la sua essenzaAccettare Dio nel nostro cuore o non accettarloQuindi sono io che scelgo di andare all'inferno, non sono sottoposto a una pena nel senso del diritto positivo, la mia pena è non aver realizzato la mia essenza di eprsona, di essermi accontentato di soddisfare la mie sole esigenze materiali, di non aver mai avuto un vero amico perchè son stato un ladro, un arrivista, un persecutore, un traditore della moglie, dei figli, della patria, dei genitori, non ho rispettato Dio, il mio prossimo. per questo io ho ottenuto vantaggi momentanei, ma ho vissuto da infelice perchè non ho mai avuto un vero amico, ma soprattutto mi sono ridotto a animale inteligente e non a persona come immagine di Dio e la cui essenza è essere corpo e anima entrambi degni di risorgere nel Regno di DioInsomma ho rinunciato alla mia essenza, in termini più duri, ho fallito la mia vita (e fra l'altro anche il Professore nel suo libro vedeva il fallire la vita come il massimo inferno)La pena di diritto positivo è una privazione pecuniaria o di un diritto di libertà. La pena dell'inferno è più esistenziale perchè mi viene negata la visione di Dio e della VeritàPer il cristiano io tendo a Dio e alla Verità, ma anche chi non crede, essendo persona, tende alla conoscenza e comunque alla realizzazione del suo essere imperfetto. La Rivelazione ci rende edotti del Regno di Dio, del Paradiso, della fine dei tempiMa credo che anche chi non crede, con il solo aiuto della ragione, può capire che la morale è in realtà legata alla realizzazione del nostro essere. Poi se illuminato dalla fede saprà ciò a cui anela, ma la sola ragione può certo elaborare insieme questi tre concetti: natura - essenza - imperfezionela morale è l'insieme di regole studiate da teologi e/o filosofi o forgiate dalle consuetudini che derivano dalla nostra natura e che permettono al nostro essere imperfetto di raggiungere la sua essenzachi non crede sa bene che ciò è impossibile in questa vita, ma potrà vivere da giusto cercando all'infinito tale raggiungimento. Anche chi crede non arriverà a realizzarsi nella vita, ma la Rivelazione gli insegna che potrà partecièpare dopo la morte alla VeritàDirei, finendo qui il discorso fra fede e ragione non essendo questa la sede, che, data tale tensione dell'essere, la ragione può certo accogliere come razionali le Verità Rivelate, non dimostarbili ma comunque intuibiliResta il fatto che se si ammette la vita dopo la morte è facile capire cosa siano inferno e paradisoNon toccando il tema del libero arbitrio, ma solo rimettendo in sesto certe cose incasinate dal riduzionismo al gusto di positivismo giuridico, riassumo, senza, come premesso presunzione di aver esaurito con questo bereve discorso l'argomento:La morale è una scelta, la legge è una regola di convivenza civile temporaneaLa morale si lega all'essenza dell'uomo, è ontologiaLa legge è una convenzioneLa morale va conosciuta, la legge viene forgiata appunto dalle convenzioni umaneLa morale sta perciò alla scienza come la legge sta alla tecnicaCome la scienza la morale fino alla fine dei tempi sarà oggetto di studio, ovvero lo studio di come sono le cose, come vanno le cose. La sua dignità è perciò pari a quella della scienza e va di pari passo. Il sapere non deve per forza essere enciclopedico in volumi separati e in ordine alfabetico, ma conviene che sia interlocutorio, ovvero le varie discipline devono dialogare fra di loroAccostando la morale alla gnoseologia e all'ontologia si recupera dignità all'uomo e alla natura in quanto io studio l'uomo dal punto di visa biologico, ma dialogando col punto di vista eticoIl diritto e la legge d'altronde essendo convenzioni umane non dovranno certo essere immorali in quanto andrebbero contro la natura umana e sarebbero o al servizio di una casta o dello stato di per sè &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://sophiakaiagape.blogspot.com/2009/07/legge-e-morale.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-5526413550211750356?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/5526413550211750356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/legge-e-morale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/5526413550211750356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/5526413550211750356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/legge-e-morale.html' title='Legge e morale'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-1832457250267397779</id><published>2010-11-22T06:56:00.000-08:00</published><updated>2010-11-22T06:57:35.561-08:00</updated><title type='text'>Immigrazione: vediamo di affrontare il problema senza demagogia</title><content type='html'>"Tutti siamo testimoni del carico di sofferenza, di disagio e di aspirazioni che accompagna i flussi migratori. Il fenomeno, com'è noto, è di gestione complessa; resta tuttavia accertato che i lavoratori stranieri, nonostante le difficoltà connesse con la loro integrazione, recano un contributo significativo allo sviluppo economico del Paese ospite con il loro lavoro, oltre che a quello del Paese d'origine grazie alle rimesse finanziarie. Ovviamente, tali lavoratori non possono essere considerati come una merce o una mera forza lavoro. Non devono, quindi, essere trattati come qualsiasi altro fattore di produzione. Ogni migrante è una persona umana che, in quanto tale, possiede diritti fondamentali inalienabili che vanno rispettati da tutti e in ogni situazione" Caritas in Veritate, lett. enc. magistero Benedetto XVIQuesta vacanza al mare mi ha permesso di riflettere su un bel po' di cose, volevo anche prendere qualche appunto, ma poi ho tralasciato, ho quindi un bel po' di cose in mente da scrivere basta decidere da dove partire. certo è facile partire da certi problemi che vi aspettate già che io affronti e come lo affronterei, per cui io mi metterò a parlare di un problema reale e imponente di cui si sente sempre parlare e con una certa veemenza. A me pare però che quando si parla di questo rpoblema ci si riempia la bocca di tanti termini ma in realtà non si sfiori nemmeno nelle sue origini storiche, nella sua attualità, nelle sue implicazioni politiche culturali. Ovvero si fa demagogia. questo da parte di tutti coloro che ne parlanoEcco questo è il problema dell'immigrazioneLe parole su riportate del Santo Padre (posteriori ai miei pensieri estivi ma che integrano benissimo- per forza!- le mie riflessioni) mettono l'accento su tre fattori: difficoltà - lavoro - dignitàIl tema quindi è di difficile soluzione, è collegato al problema del lavoro, la sua soluzione non può mai perdere di vista la dignità della persona umanaIl tema è emblematicamente da spiaggia perchè le ultime estati degli anni 80 furono colorate dall'arrivo dei vu' cumprà. Il nome subito affibbiato a questi ragazzi di colore che attraversavano la spiaggia affaticati da borsono pieni di cose inutili la dice lunga sulle parole analizzate: difficoltà, lavoro, dignità...Siccome sono di moda le domande, io nonostante fossi un infante me ne facevo anche allora e le propongo a voi:Perchè persone laureate o abilitate al lavoro vendono cavolate sulla spiaggia?CHI fornisce loro la roba da vendere?Chi gli insegna l'italiano?Perchè i finanzieri non vanno mai a prendere il sole?E da ultimo Perchè questa cosa dura da venti anni?Perchè non hanno ancora trovato lavoro?Perchè ne arrivano altri nonostante non ci sia lavoro?Comunque se non muoiono di fame e allora c'è un mercato, insomma CHI controlla questo mercato? Qual è o' sistema di questo mercato...!!!???!!!Anni 90, stavolta non siamo in vacanza siamo a casa, fra i vivai di Pistoia. ecco che c'è una rivoluzione in Albania e arrivano questi poveracci che scappano da persecuzioni politiche, fame, disgrazie ecc eccl'aspirazione più grande di un vivaista è avere una persona senza orari, una persona che non abbia da tornare a casa a giocare con i figli, che la domenica non debba portare la moglie al mare E' nato l'albanese, ovvero l'uomo che fa 16 ore di lavoro al giorno, è nato l'oltreuomo nieztchano perchè è più di Dio in quanto non si riposa neppure il settimo giornoContemporaneamente a Prato i telai scoprono un essere fantastico un essere che non dorme mai perchè è uno ma anche molti, non pensa, è una grande testa con mille braccia, lavora, lavora solo lavora. se muore il giorno dopo ce n'è un altro uguale che sa fare le stesse cose di quello che è morto, questo è il cinese, altro superuomopoi il cinese e l'albanese hanno imparato il lavoro hanno comprato ditte, fanno coooperative di lavoro, controllano il lavoro dei loro compaesaniAltri arrivano sempre di più, poi qualcuno si accorge che l'immigrazione è un problema. Carità nella Verità è il nome dell'Enciclica. Carità nella Verità è il modo di affrontare i problemi sociali fra cui quello dell'immigrazione"La carità é paziente, é benigna; la carità non invidia; la carità non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non si inasprisce, non sospetta il male, non gode della ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa"Gli anni 80 hanno costruito l'animale più utile all'uomo, dai tempi dell'invenzione della ruota non è stata fatta una scoperta socio-polico-economica di più grande portata, ecco è stato inventato il vu' cumpràNon importa cosa venda importa solo che esista. non importa se ha lasciato figli, mogli, genitori, non importa se è partito dal proprio paese con una speranza importa solo che ci sia, poco importa che sia una persona a quanto pare...Come quando ho scritto nella nota sul sessismo che il sesso mette tutte le ideologie d'accordo e la cosa mi fa insospettire, la stessa sensazione la provo adesso parlando di questo vu cumpràe stavolta questa sensazione si accompagna a forse magari maggiore schifo morale, visto che la presa per i fondelli è fatta proprio in nome di una carità che non è quella di 1° Corinzi 12, 31 - 13, 1-7Il vu cumprà ècreatore di un mercato controllato dalla camorra (le prove se si cercassero ci sarebbero...)inflazionatore del mercato del lavorocreatore di un sottoproletariato scontento poi potenziale elettore di chi propaganda l'immigrazionemolte volte un islamico in terra straniera a uso e consumo di guerre sante varie tante volte capitasse...Sindacati, comunisti, radical chic, imprenditori, islamici, camorristi sono tutti felici di avere vu cumpràOgnuno per la propria battaglia ha questo residuo (non risorsa, residuo) umano da utilizzare per il breve termine (abbassamento costo del lavoro, problemi sociali che i governi cattivi non risolvono, ovvero poveri che devono esserci per creare scontento) e per il lungo termine (potenziali elettori o guerrieri di Allah)Poi gli imprenditori hanno allargato il campo prendendo i più abili al lavoro per assumerli al nero o sottopagarli o facendo fare ore in più (al nero) La mafia prende i più bastardi per vendere droga o per ricettare ecc eccSe uno segue l'udienza penale di un tribunale delle mie parti nota bene la cosa:la ricettazione: cognomi toscanispaccio ad alti livelli e furti organizzati: cognomi meridionaliesecutori spaccio e furti più facili: cognomi stranieriin pratica la manovalanza viene da fuori, è questa la richiesta di immigratila situazione poi è sfuggiata di mani a tutti, ma nessuno lo vuole ammettere. che si lamentino pure a Prato, ma un cinese non nasce imprenditore tessile che vende sottocosto, è tale perchè qualcuno lo ha abituato a sfruttare il lavoro e gli ha insegnato a lavorare bene per 20 ore al giornoma la cosa più inquietante e più schifosa è che l'immigrazione serve per mantenere un sottoproletariatoa nessuno interessa l'integrazione, questo è provato dal fatto che gli immigrati sono islamici, cristiani, ecc ma quando sono qua la loro religione viene chiamata in causa solo per sminuire il cristianesimo in nome di un relativismo religioso. Ma soprattutto è il relativismo culturale che viene imposto a questa gente, nessuno difende le loro tradizioni, ovvero tendono (in nome sempre di presunta carità) a dar loro degli spazi ovvero a ghettizarli. Non esiste una cultura o religione che sia una cosa personale, relegata ai fatti suoi . Una chiesa è in piazza, una scuola è aperta al pubblicoSi chiama in causa il pluralismo culturale ma poi si fa del relativismo relegando religioni e tradizioni alla coscienza di ognunoInsomma si fa della demagogia e prima o poi qualcuno farà della demagogia di rezione ovvero dirà che li stiamo ghettizzando e gli stiamo imponendo i modelli di Corona e Luxuria e se si incazzano hanno proprio ragioneQuello che serve è solo avere degli scontenti perchè un giorno se non si sa come attaccare un governo si potrà sempre avere l'asso nella manica dell'esistenza di poveri, di disoccupati. chissenefrega del sentimento religioso di questi disoccupati, importa solo che ci sianomagari se si rischia di perdere una regione una parte politica potrà fare una legge regionale con cui promette il voto a questi poveri emarginati, ah ma l'hanno già fatto, peccato per diventare famoso dovrò inventarmene un'altra!&lt;..Il Papa ci ricorda che "L'economia infatti ha bisogno dell'etica per il suo corretto funzionamento; non di un'etica qualsiasi, bensì di un'etica amica della persona"la questione lavoro perciò è una questione lavoro come momento di sviluppo della persona umana, non una prerogativa dei socialcomunisti che possono usarla come scusa ogni volta che debbano raggiungere i loro obiettivi politici, non una scusa per i sindacati per gli stessi obiettivi, non una scusa per gli impenditori quando hanno bisogno di personale che non rompa troppo le palleEcco com'è stato affrontato il problema dell'immigrazione, con il ricatto e con il compromesso tra forze economiche e mafioseio quindi non mi rivolgo ai comunisti nè agli imprenditori, mi rivolgo con questa mia nota solo ai cattolici, a chi si sente davvero parte della Chiesa E' veramente rispettata la dignità umana nel far entrare gente qui in Italia per essere o sfruttata dal lavoro nero o arruolata nella criminalità o destinata a vagabondare per le strade della città senza speranza?E' veramente giusto permettere l'aumento della disoccupazione fra i cittadini e fra gli stessi nuovi immigrati che arrivano?E' giusto eprmettere che gli immigrati già prsenti sfruttino i loro concittadini creando un illegittimo mercato el lavoro?E' carità accogliere persone da lasciare per la strada?altro problema, non ci avevo epnsato ma viene da testimonianza diretta di amici di bar, gli immigrati che hanno la fortuna di lavorare e integrati (ovvero torno a ripetere occidentalizzati stile Corona, Costantino, Luxuria) guadagnano uno stipendio che è cento volte il reddito di una persona nella corrispondente classe sociale del loro paese. Cosa succede? che se mandi 200 euro al mese alla famiglia nel loro paese vivono come ricchi e non hanno neppure bisogno di lavorare, se mandi poi qualche foto di come si vivono le vacanze e il sabato sera da noi... yes avete capito bene &lt;..&gt;Ecco l'integrazione ecco il pluralismo culturalenell'Enciclica ultima viene poi affrontato anche il problema dell'assitenzialismo, che è non solo statale verso i paesi poveri ma anche statale verso i cittadini e gli immigrati poveri e quello privato e incontrollato che ho appena descritto (facendo la spia, ma mi perdoneranno)I punti negativi dell'assistenzialismo sono: concentrarsi su problemi strettamente materiali e sempre il solito riduzionismo culturale per cui viene fatto con la mentalità tronista o velinianaMa poi anche se fosse ce n'è proprio bisogno di pluralismo culturale? Cosa significa integrazione? Forse l'integrazione esclude il pluralismo culturale?La cosa certa è che il cattolico non può accettare il relativismo culturale e religioso. La Verità viene prima di tutto, è un concetto che va a braccetto con l'amore"l’amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell’amore in una cultura senza verità. Esso è preda delle emozioni e delle opinioni contingenti dei soggetti, una parola abusata e distorta fino a significare il contrario"Queste parole si possono applicare anche in ambito culturale. La tolleranza deve ritirarsi quando la legge naturale viene offesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://sophiakaiagape.blogspot.com/2009/07/immigrazione-vediamo-di-affrontare-il.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-1832457250267397779?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/1832457250267397779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/immigrazione-vediamo-di-affrontare-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/1832457250267397779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/1832457250267397779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/immigrazione-vediamo-di-affrontare-il.html' title='Immigrazione: vediamo di affrontare il problema senza demagogia'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-1235332808958259471</id><published>2010-11-22T06:55:00.002-08:00</published><updated>2010-11-22T06:56:45.204-08:00</updated><title type='text'>O Carità o mentalità comunista, scegliamo</title><content type='html'>er i nostalgici di teologie della liberazione e cose varie voglio solo fermare un concetto semplice e direi chiaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giorni fa leggevo su Il Giornale un articolo su un comizio di D'Alema, dalle parole di quest'ultimo emerge la mentalità comunista, tanto che si potrà chiamare PDS DS o PD ma se la mentalità è quell, è quella.&lt;br /&gt;Il leader massimo si lamentava perchè l'abolizione dell'ICI non ha cambiato niente in quanto i ricchi rimangono ricchi perchè pagano meno per le loro grandi case mentre chi non ha case non vede alcun cambiamento&lt;br /&gt;Apparte il solito disprezzo per la classe media che è in realtà quella che fa andare avanti il paese visto che i ricchi sono pochi (ma poi chi sono i ricchi?) e i senzatetto sono senzatetto... quello che emerge da tale uscita è una mentalità egoista e materialista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lampante è quindi la differenza fra comunismo e carità cristiana, si può colloquialmente riassumere così&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se io sto bene economicamente o di salute aiuto e sostengo moralmente chi soffre economicamente o fisicamente, sarà poi quest'ultimo a spndere i soldi prestati in cose utili o in investimenti fruttuosi o a cogliere l'occasioni di lavoro o a curarsi secondo le prescrizioni mediche. se questo proprio è un cialtrone rimarrà povero o malato anche se io continuerò ad aiutarlo all'infinito. Quindi la carità cristiana può esser tradotta in un sostegno prima che economico, morale. Rispetta la dignità della persona perchè tratta il prossimo come persona e non è assistenzialismo ma un input, una scossa d'amore a chi si sente in difficoltà, è un dire "non sei solo". inoltre non è fatta per autogratificarsi, ma è fatta con l'aiuto di Dio, sapendo che la capacità di dare la scossa da parte di chi fa carità e di percepire e attuare tale scossa da parte di chi la riceve dipende soprattutto da Dio e quindi il fulcro di tutto ciò è la preghiera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vallo a spiegà a D'alema e ai suoi compagni (di sventura- per nostra fortuna)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se riaffrontiamo il solito problema con la mentalità comunista (e ricordo il comunismo è finito la mentalità no ed è fondamento della maggior parte della politica sociale nazonale e internazionale ) chi ha (il cattivo ricco) deve dare (qui solo i soldi e per un ricco è anche facile dare i soldi) al povero, ma siccome il ricco rimarrebbe sempre ricco la soluzione è o il povero diventa come il ricco (poi spiego perchè dico come) o il ricco diventa come il povero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la mentalità quindi è materialista, egoista, irrazionale e antipersonalista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;materialista perchè si fa riferimento solo ai beni materiali quando si sa bene che se io sono povero e sto male fisicamente di poco me ne faccio dei soldi se sono solo o emarginato o ignorante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;egoista perchè io voglio che l'altro stia male come me o sono un eroe se riesco a star male come lui. Se guido e metto la freccia faccio un servizio agli altri e non a me quindi gli altri ricevono un vantaggio che io non ho per cui non metto la freccia. sembra un esempio che non c'entra nulla ma è molto indicativo&lt;br /&gt;Ambientalisti, animalisti, ecc basano le loro battaglie su questa mentalità gretta. l'assistenzialismo internazionale ha provocato dei mostri, quello di stato gente che non lavora. I radicali vogliono diritti per tutti e doveri per nessuno. Al di là del lato economico questa mentalità provoca sessismo, aborto, divorzi, emarginazione degli anziani, ecc ecc ecc&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;irrazionale perchè se io do cose materiali a un cialtrone rimane cialtrone e basta. Se io do amore a un cialtrone ho qualche speranza in più ma un povero rimane povero se ha soldi è come un ricco, ovvero un povero con i soldi non un ricco! Se uno non sa investire la sua vita non sa investire neppure i soldi. Non vale fare l'elemosina a chi si compra la droga con quei soldi. Sono soldi buttati via&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per tutte le cose dette tale mentalità è sostanzialmente antipersonalista perchè vede l'altro come un oggetto e mette delle maschere, il figlio del megaimprenditore crede di esser bravo perchè si fa rasta e non si veste dolce e gabbana ma in realtà spende soldi in viaggi a barcellona e in africa, più del figlio dell'operaio che va a ballare al seven con pantaloni di dolce e gabbana che sono costati tre settimane chiuso in casa dopo un caffeino in centro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma aiutare gli altri significa amare gli altri e non si può amare gli altri quando abortiamo divorziamo trascuriamo i vecchi. La carità si deve innanzitutto manifestare nei rapporti a noi più vicini e lì si vede se è carità o prestito di denaro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il comunismo è materialismo, non carità. Triste è vedere che dopo il crollo del muro non è ancora crollata questa mentalità che vuole tutti poveri e superbi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://sophiakaiagape.blogspot.com/2009/07/o-carita-o-mentalita-comunista.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-1235332808958259471?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/1235332808958259471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/o-carita-o-mentalita-comunista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/1235332808958259471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/1235332808958259471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/o-carita-o-mentalita-comunista.html' title='O Carità o mentalità comunista, scegliamo'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-1199281515707493041</id><published>2010-11-22T06:55:00.001-08:00</published><updated>2010-11-22T06:55:51.690-08:00</updated><title type='text'>Bipolarismo: DC contro PSI? Ma i giudici...</title><content type='html'>Rieccoci qua, eravamo rimasti alla caduta di un muro, alla caduta di una speranza quella che la rivoluzione fosse universale, quella leninista e passo dopo passo anche quella occidentale, quella che avrebbe dovuto essere fedele al maestro, avrebbe dovuto avvenire gradualmente attraverso non armi e sangue ma attraverso la politica e la cultura. Il progresso avrebbe dovuto regalarci la rivoluzione. Il cristianesimo sarebbe diventato obsoleto, le chiese si sarebbero svuotate, il sistema capitalista non avrebbe funzionato, la gente avrebbe capito...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ad est cade il muro, senza violenza, senza tumulto. L'unico tumulto che fa male sono i sorrisi della gente, la parola libertà, conquista, salvezza, ah quanto fa male...&lt;br /&gt;Comunismo diventa sinonimo di povertà, oppressione, menzogna, comunismo è uno di quei bei sogni che facciamo nelle mattine grige di novembe, sogni in cui vediamo il sole, il calore di una donna, tante belle cose e poi ci troviamo a discutere tutto il giorno tra il traffico e il lavoro con il sinibbio che ti entra nella giacca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quell'etichetta va tolta, ma non basta, cosa promettere ora alla gente? La menzogna? La ricostruzione di un muro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco cosa rimane nel mondo. Scusate ecco cosa sarebbe rimasto. Valori che vengono da una tradizione cattolica e liberale, valori che vengono da una tradizione socialista e laicista&lt;br /&gt;Questo accadeva già in germania, una cosa simile accade in tutta Europa. Solo in Italia il partito comunista era un potente e grande terzo incomodo che non permetteva alle altre forze di avere maggioranze nette e che teneva in ostaggio le deboli e disomogenee maggioranze&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'era un uomo forte, un grande politico, sì uno statista che poteva definitivamente raccogliere quelle anime perse, quelle persone dal sogno infranto e far vedere qual era la vera alternanza.&lt;br /&gt;C'era un politico navigato, statista un po' meno imponente, un po' vecchio, ma scaltro e con alle spalle un partito con una struttura solida paragonabile a quello comunista, e alle spalle aveva una chiesa di tradizione ben più lunga della chiesa marxista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma i muri cadono senza far rumore, c'è qualcuno che sa che conviene far poco rumore perchè c'è l'asso nella manica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sta preparando finalmente in italia un bipolarismo prima che ne parlasse Segni, un'alternanza destra- sinistra. certo non sarebbe stato semplice ci sarebbe stato da trovare un quilibrio fra le migliaia di partitini, ma la prima repubblica dopo l'89 si sarebbe trasformata in una repubblica senza terzo incomodo comunista&lt;br /&gt;Ma c'è l'asso nella manica...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicevamo che sarebbe bastato poco, una spallata e via, lo dicevo anch'io che ero bambino, ci chiedevamo: com'è possibile che sia successo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venti anni fa cadeva il muro ma moriva anche Augusto Del Noce, io non sapevo certo allora chi era e non avrei mai capito cosa diceva. Ma i vertici della DC avevano certo gli strumenti intellettuali per sapere quello che fino a poco tempo prima di morire aveva detto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il muro cadeva a Berlino, l'URSS non esisteva più, ma la rivoluzione era sempre in atto nella politica italiana, nella società civile italiana e anche all'interno della stessa DC e della stessa Chiesa.&lt;br /&gt;Il PCI era stato benedetto da Gramsci, la rivoluzione si faceva nella cultura, entrava nella testa, entrava nei media, nella carta stampata, nella tv, nelle scuole, nelle università, nelle facoltà di giurisprudenza... nella burocrazia... e col senno di poi aggiungiamo... nella magistratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La società civile e la cultura erano state addestrate dal comunismo, erano rivoluzionari senza armi, ma non certo gente pacifica e poco agguerrita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I moniti di Del Noce si ripetevano dagli anni 60, il partito del popolo c'era solo a sinistra, è per questo che in Italia c'era un PCI così forte, è per questo che non c'era un bipolarismo. Per questo qualsiasi svolta a destra, naturale per un partito di ispirazione tradizionalista, era tacciata di fascismo, una cosa barbaramente fucilata molti anni prima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il partito del popolo era il PCI, poi c'era una Chiesa cattolica integrata nel popolo, ma non certo una DC nè gli MCL nè tantomeno l'Azione Cattolica o le ACLI.&lt;br /&gt;La finezza era poi un altra, il bombardamento mediatico del problema religioso come problema di coscienza, ignavamente accettato dallo stesso partito cattolico e da certe associazioni cattoliche e da certo clero. Questo assunto significava il definitivo distacco di qualsiasi cosa di cristiano nella società civile. in quanto se i miei genitori vanno allla Messa di nascosto anch'io vi andrò di nascosto forse, ma i miei figli?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PCI era il popolo ma non partendo dal popolo, come potrebbe sembrare a naso (comunisti=proletari), il PCI era popolo che pendeva dalla bocca di qualche imbecille elevato a intellettuale e quegli imbecilli appunto scrivevano sui giornali ed aspettavano il momento propizio per scrivere sentenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sarebbe bastata una spallata perciò, non sarebbe servita neppure una politica all'americana o una campagna elettorale coi fiocchi. Il danno era già stato fatto dagli anni 50 in poi. Un grosso danno.&lt;br /&gt;Quel danno per cui gli statisti che avrebbero dovuto guidare l'alternanza furono tacciati di corruzione e di mafia. Ladri, assassini.&lt;br /&gt;Tutti ladri.Tutti corrotti, tutti in galera!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I partiti che avrebbero dovuto guidare l'Italia furono cancellati da sentenze che venivano pubblicate sui giornali, sentenze che venivano annullate quando ormai la persona era smerdata.&lt;br /&gt;Giornali che ergevano a eroi i magistrati che salvavano l'Italia dalla corruzione, dall'immoralità. Copertine di TV Sorrisi e Canzoni con il PM che fa sognare l'Italia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dopoguerra era eterno. Io avevo solo 12 anni ma quando vidi quella stretta di mano fra Segni e Occhetto io ebbi la sensazione che il muro non fosse mai caduto, che quel dopoguerra era ancora in corso, era più estenuante della stessa guerra, certo facevamo bisbocce, si mangiava bene, c'era acqua e riscaldamento. Ma il discorso non tornava proprio.&lt;br /&gt;Avevo ragione. Sappiamo poi cosa successe. Sappiamo che avevo ragione. DC e PSI erano stati fatti fuori, nel 94 bada caso il premier che aveva sconfitto i comunisti veniva raggiunto da un avviso di garanzia&lt;br /&gt;E poi sappiamo delle campagne elettorali piena di caccia al fascista, delegittimazione dell'avversario, scandali, inchieste, arresti, ecc&lt;br /&gt;E ora siamo all'incostituzionalità del lodo alfano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è però già in atto un bipolarismo, non ci sono due partiti nati da tanto tempo, ci sono due grossi partiti nuovi, in fase di costituzione e che cercano di dare le loro basi di valori in cui riconoscersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PSI e DC erano alleati per cui quel bipolarismo se fosse nato sarebbe nato dopo un periodo in cui erano alleati per tenere a bada un mostro, non nel senso italiano di cosa brutta, ma nel senso latino, di cosa che non esisteva in ambito europeo, ovvero un partito comunista così forte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi. Il PD ha già perso un pezzo e c'è una parte laicista del PDL che non si riconosce nei valori degli elettori del PDL&lt;br /&gt;Il mostro che tiene tutti insieme sia avversari che suoi alleati sappiamo bene chi è.&lt;br /&gt;Sappiamo bene che da anni la magistartura lo sta stremando, lo sta scoraggiando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo bene quanto contano i (valori) cattolici nel PD...&lt;br /&gt;Sappiamo bene che Fare Futuro sta prendendo posizioni che noi cattolici non condividiamo&lt;br /&gt;Sappiamo bene che se Berlusconi venisse condannato sarebbe un duro colpo per il PDL&lt;br /&gt;Sappiamo anche bene che i cattolici progerssisti daranno volentieri il voto a una coalizione di centro dove non ci fosse Berlusconi e qualunque siano le idee di questa coalizione in tema di aborto, divorzio, eutanasia&lt;br /&gt;Ho già sentito dire da quelli di sinistra che fini sarebbe l'ideale leader...&lt;br /&gt;Si prepara forse una altro bipolarismo può essere quello PDL e Lega contro Rutelli, Casini e laicisti di centrodestra, oppure quello Bersani contro Rutelli, Casini e laicisti di centrodestra.&lt;br /&gt;Il PDL e la Lega si ricordino bene come fa presto a sparire un partito in Italia se non è stato benedatto da sant'antonio Gramsci, la sua rivoluzione non è ancora finita, non ci rilassiamo! L'eterno dopoguerra prima o poi deve finire&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' la cultura che conta, l'entrare nel mezzo alla gente, dare il senso di trasparenza e provocare fiducia. Questo si fa solo se c'è un retaggio culturale amico. Se la televisione dice che l'embrione non è vivo, che Berlusconi è un mafioso, cosa facciamo, ci facciamo le riunioni a casa nostra? Ci facciamo bliblioteche per noi, socialnetwork per noi, discoteche per noi con i nostri dj?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La DC e il PSI sono morti non perchè i loro politici erano corrotti, ma perchè erano lontani dal popolo e chi del popolo si professava simpatizzante si ghettizzava, stava in una èlite. Quando andavamo a una festa dell'amicizia dicevamo di andare a una festa dell'amicizia, chi andava alla festa dell'unità diceva che andava a cena fuori. E' logico che chi va alla festa dell'amicizia, quando deve cercare amici, clienti, lettori, fans andrà a cena fuori quindi magari anche alla festa dell'unità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://sophiakaiagape.blogspot.com/2009/11/bipolarismo-dc-contro-psi-ma-i-giudici.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-1199281515707493041?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/1199281515707493041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/bipolarismo-dc-contro-psi-ma-i-giudici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/1199281515707493041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/1199281515707493041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/bipolarismo-dc-contro-psi-ma-i-giudici.html' title='Bipolarismo: DC contro PSI? Ma i giudici...'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-2596204616511967945</id><published>2010-11-22T06:53:00.000-08:00</published><updated>2010-11-22T06:55:06.848-08:00</updated><title type='text'>L'abolizione del peccato è l'abolizione di Dio</title><content type='html'>Eravamo io e lei, la luna&lt;br /&gt;la sua pelle tremava&lt;br /&gt;sentivo quel cuore che pulsava&lt;br /&gt;neppure i grilli lo potevano soffocare&lt;br /&gt;la luna era lei&lt;br /&gt;candida per riflesso&lt;br /&gt;un caldo sole rifletteva sulla sua essenza&lt;br /&gt;non era nient'altro che riflesso&lt;br /&gt;eppure solo quel battito&lt;br /&gt;solo quei sospiri a metà&lt;br /&gt;solo quegli occhi che non volevano stare aperti&lt;br /&gt;solo... poco per ricordarsi che domani lei sarà sole&lt;br /&gt;che sarà sole nonostante questa notte, nonostante me&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'è modo più semplice per abolire Dio che abolire il peccato. Alla fine cos'è Dio? Creatore? Creatore di cosa? Della natura? Ma di quale natura? Di un piccolo atomo che poi da sè si è espanso? O di un tutto che si è diversificato? O della natura come insieme di cose, persone e regole che mandano avanti la vita e la morte di quelle cose e persone?&lt;br /&gt;C'è molta confusione, una confusione voluta, dolosa, c'è uno scopo ben preciso che viene perseguito in modo molto fine.&lt;br /&gt;La Bibbia comincia con la creazione, con un atto personale di volontà. Poi c'è un altro atto personale di volontà, mangiare dell'albero.&lt;br /&gt;Il primo atto è compiuto da Dio, il secondo è compiuto da l'uomo. Nella Genesi capiamo già, come si dice qui in Toscana, che banda è. Ma ora facciamo finta di non capire quell'andazzo, cerchiamo di correggere il tiro. Questo ci fa molto comodo e ora abbiamo capito che c'è qualcosa che davvero può risolvere veramente il nostro problema.&lt;br /&gt;Come si fa a cancellare una condanna passata in giudicato? Solo cambiando le regole, talvolta cambiare la legge non basterebbe, bisogna proprio mettere a tacere chi ha scritto quelle regole.&lt;br /&gt;Ebbene, sembra proprio che quella mela da quell'albero dovesse esser mangiata. Il serpente aveva detto bene, c'ha aiutato e noi per tutti questi millenni gli abbiamo schiacciato la testa, l'abbiamo scuoiato, eravamo contenti solo quando ci liberava dai topi di fogna. Massì! ammazziamogli il vitello grasso! prima che lui imbandisca il banchetto per noi figli indegni che lo abbiamo rifiutato in quei secoli bui del Medioevo, che abbiamo fatto ritrattare o condannato gente che lo seguiva!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiamo le regole. Ovviamente non c'è un disegno di legge da discutere, per un'operazione del genere bisogna avere il consenso di tutti. C'hanno provato con l'intelletto, ma è cosa troppo fine, alcuni continuano ad essere ignoranti e a seguire Dio, c'hanno provato con la scienza, c'hanno provato ergendo il proletariato a padrone del futuro e già è andata meglio. Ma piano piano tutti hanno capito come fare per tirarsi il consenso di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano necessari due passaggi gentilmente offerti da Antonio Gramsci, ergere degli imbecilli a intellettuali con il compito di controllare tutto ciò che loro ritenevano cultura, chiamando fascista e irrazionale ciò che non piaceva loro, e far sì che quella che loro ritenevano cultura fosse di massa, ovvero con libero accesso di tutti. Grazie Anto'!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi si sono accorti quegli imbellettuali che la pacchia era più grossa del previsto, c'erano tante cose in più da prendere e c'era la possibilità di avere unconsenso maggiore, bastava cambiare nome alla rivoluzione, bastava cambiare filosofo. Non più la rivoluzione di Marx, ma quella di Reich. La rivoluzione sessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consenso: fatevi la domanda e datevi la risposta&lt;br /&gt;Vantaggi: Cos'è quella cosa così collegata al diritto naturale (le regole) che se inculco il pieno libertarismo su quel punto mi vien meno qualsiasi concetto di diritto naturale (specialmente quando non vi è più come filosofia "alla moda" il realismo ma o il materialismo o una specie di idealismo o quello che ciamerei un buddismo soggettivo)???&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Automatico, non solo elementare...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il passo è semplice, basta abolire ogni concetto di trascendenza (ci stanno lavorando ormai da tempo), rendere tutto immanente e ergere la libertà a valore in sè.&lt;br /&gt;Rimane chiaramente un brutto senso di insoddisfazione, dato dal fatto che io posso essere anche libero ma sono sempre un essere finito che aspira lla trascendenza.&lt;br /&gt;Quindi si ritorna al bisogno di Dio (però non interpretato in questo senso)&lt;br /&gt;Qual è la genialata allora? Ecco far agire la libertà contro qualcosa, sfogare quel senso di insoddisfazione proprio contro quelle regole.&lt;br /&gt;Non importa come si chiamamano quelle regole, basta avere un contro. Io posso anche credere in Dio, l'importante è che non creda nelle regole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ambito sessuale è molto fertile, sia perchè lo posso innalzare a valore, il mio piccolo paradiso in terra, visto che dopo ho poca speranza o nulla, sia perchè la fantasia si spreca nel cercare di rimuovere ostacoli alla mia piena espressione e dopo che io sono diventato un piccolo De Sade posso anche scendere in campo per rivendicare le possibilità degli altri e allora veramente altro che antifascismo militante, ci si sbizzarrisce a creare cotidie piccole grandi rivoluzioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora cos'è Dio?&lt;br /&gt;Creatore, ma sicuramente non motore immobile. Ma un agente della storia. Chiaro il discorso è lungo e non sarà difficile anche per l'esistenza, per fortuna, di internet informarvi fra i milioni di libri che ve lo fanno capire bene.&lt;br /&gt;Se Dio ha creato ha posto delle regole a cui lui stesso si sottopone (quando non vi si sottopone fa un miracolo) e interviene sottoponendosi a quelle regole o facendo, come detto, i miracoli ovvero eccezioni alle regole, ma non cambia mai le regole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le regole sono per esempio la legge di gravità, ma anche la legge morale. Ovvero le regole della natura (o essenza) dell'uomo.&lt;br /&gt;Per natura l'uomo è libero (anche qui fiumi d'inchiostro) è quindi libero di seguire la sua natura o no. Liberissimo di trasredire le regole. Liberissimo di uccidersi Dio nel suo quotidiano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che Gramsci ha insegnato quegli intellettuali a non far porre la domanda.&lt;br /&gt;Ovvero la domenda su Dio, la domanda sul bene e sul male&lt;br /&gt;Il peccato, la trasgressione non esiste più&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io posso peccare ma so che ho peccato. Guai a me se peccassi senza sapere che quel che ho fatto è un peccato. Guai perchè succede in due soli casi:&lt;br /&gt;Pazzia&lt;br /&gt;Stupidità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che i posti più lontani da Dio siano i manicomi, ma c'è qualcuno che prega per quei poveracci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questo manicomio?&lt;br /&gt;In realtà c'è una vera fobia che qualcuno potrebbe chiamare fasciofobia, ma Augusto Del Noce spiega bene come Gramsci abbia dato una resistente corrazza ai suoi seguaci. tutto sta nel chiamare fascista (ovvero periodo storico che ha portato a una devastante guerra che si è anche persa, punto da non sottovalutare altrimenti sarebbero tutti mussoliniani sfegatati) chiunque si riporti a tradizione e conservazione. Ovvero l'unica destra accettabile sarebbe quella Carfagna- Fini, chiunque si riporta a valori tradizionali sarebbe fascista e perciò nella migliore delle ipotesi sorpassato nella peggiore sovversivo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qui si capisce come a Gramsci e compagni ben poco importava del fascismo, ma in realtà chi doveva esser colpita era la tradizione, o meglio Dio e la legge naturale. Dio doveva essere fuori dalla politica (la democrazia cristiana ci ha insegnato bene la ricetta forse l'ha fatta pubblicare anche nell'Artusi) e quindi dalla storia. era un fatto personale che non poteva entrare nel dibattito.&lt;br /&gt;Quindi un Dio personale per chi vuol stare ai passi col mondo può esser solo o un dio neopagano o un dio partito (pci) o quello che chiamo un buddismo soggettivo (ritenendo il buddismo una cosa non esportabile con realismo in occidente) o la scelta è l'ateismo o l'agnosticismo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la ciliegina sulla torta è proprio il suscitare senza star a fare tante campagne quello che definirei l'anticlericalismo preparatorio. Ovvero nasce la figura del cattolico critico, il "credo ma" professione di fede mlto diffusa e dovuta proprio al fatto che il mondo vuole che Dio stia fuori dalla storia ma Dio è nella storia e fa le regole della storia e lo sporco lavoro di ricordarlo spetta proprio alla Chiesa.&lt;br /&gt;Quindi apparte l'nticlericalismo da avanspettacolo di cui ,detto proprio per suscitare volontariamente la fasciofobia, me ne frego, c'è l'anticlericalismo dei cattolici che è preparatorio a metter da parte Dio, a fare come se non ci fosse. e qual è il punto dolente dove si agisce meglio? Il sesso, ovvio. L'anticlericalismo è equivalente al sessismo. Io "credo ma".........&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciò questa fasciofobia è in realtà teofobia o in un primo passaggio clerofobia, proprio perchè si agisce contro il clero in quanto un Dio svuotato non fa più paura e l'unico che difende un Dio nella storia, perchè proprio il Popolo di Dio è Corpo di Cristo, è la Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inciso. queste fobie sembrano manie di persecuzioni e non è molto carino esser tacciato di mania di persecuzione, meglio perciò accusare gli altri di fobie, ecco eprciò l'omofobia, ma andiamo per gradi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uomo però aveva diritto a quel frutto prooibito. L'illuminismo sarebbe stato l'inizio di questa riappropriazione, la Rivoluzione francese sarebeb stata la messa in atto con qualche necessrio spargimento di sangue. La rivoluzione proletaria sarebbe stata la vera liberazione dopo la quale si avrebbe avuto un superuomo, l'uomo col frutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi nel tempo si è capito qual era l'essenziale, prima Gramsci, poi nel 68 chi ha riesumato anche inconsapevolmnte Reich, per cui l'uomo col frutto tornerà ad essere nudo senza vergognarsi, sarà homo eroticus (meno simpatico però del film originale...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora per riappropriarsi di quel frutto riassumendo sarà necessario cancellare l'idea di peccato, quindi dell'esistenza delle regole e perciò di un Dio che pone regole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uomo col frutto è un uomo senza dio, non importa se ci crederà, ma di fatto dovrà fare come se non ci fosse. Il dio senza Chiesa è così svuotato che crederci è equivalente a credere nei marziani. forse un giorno verranno, ma io ora lavoro, mangio, sarei cretino a pensare sempre ai marziani, sarei marzianofobo....................................................................................................................................&lt;br /&gt;......................................................................................................... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://sophiakaiagape.blogspot.com/2009/11/labolizione-del-peccato-e-labolizione.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-2596204616511967945?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/2596204616511967945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/labolizione-del-peccato-e-labolizione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2596204616511967945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2596204616511967945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/labolizione-del-peccato-e-labolizione.html' title='L&apos;abolizione del peccato è l&apos;abolizione di Dio'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-6030988638009838851</id><published>2010-11-22T06:52:00.002-08:00</published><updated>2010-11-22T06:53:28.212-08:00</updated><title type='text'>Il ministro della Verità</title><content type='html'>Io in quegli anni ero piccolo, leggevo poco i giornali e sapevo poco degli anni 70 e della storia italiana contemporanea, ma avevo avvertito una cosa, una cosa che si respirava nell'aria: la paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 92 e il 93 sono stati anni strani, passati così alla svelta tanto che non ci siamo accorti che non c'era un governo, che una classe politica era stata spazzata via, non c'erano più i partiti, si stava allegramente facendo un salto nel vuoto con un referendum su una cosa tecnica che però lì per lì sembrava una cosa sostanziale, vitale. Cambiamo sistema elettorale, ma chi si elegge? Sarebbe stata questa la domanda da farsi... e infatti con la stretta di mano di Segni ed Occhetto ce la siamo fatta tutta insieme e ci è sembrata una domanda quasi metafisica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo venivano disntegrati due magistrati, scoppiavano bombe in qua e là. Cosa pensare, a niente, ma si aveva paura. La paura non si pensa, si ha.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco ora tutta quella paura avrebbe un nome e avrebbe la ricerca di un risultato, a quanto pare riuscito. Il nome sarebbe Silvio Berlusconi e il risultato sarebbe il potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi si elegge? Tornerebbe tutto, la paura, il popolo bue e l'uomo giusto al momento giusto. Storia ormai già sentita. Mussolini e Hitler avrebbero (a quanto ci racconta la storia della scuola, quella scritta da storiografi buoni post resistenza e post sessantotto) preso il potere perchè il popolo bue aveva paura dei comunisti. Ecco un bravo imprenditore avrebbe ricreato un clima di paura, paura di nuovi anni 70, paura della mafia e avrebbe preso il "potere". Tanto potere da essere insultato tutti i giorni, da essere pubblicamente e impunemente minacciato di morte. Ma questo non fa che alimentare il vittimismo del dittatore... sembra sia così...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel diritto internazionale sappiamo bene che quando non c'è più dialogo non si fanno i trattati, si muovono le truppe. La mancanza di comunicazione quando c'è una crisi (economica, politica, religiosa, ecc) crea la guerra. La guerra è sempre scatenata da un pazzo, che sia chiami Hitler, Bin Laden o un fanatico che uccide eredi al trono, o un imbecille che tira le statue, la pazzia non è una scriminante, anzi è essenziale alla mancanza di comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dibattito politico sarebbe tra persone giuste e inteligenti e il popolo bue che vota un corruttore, puttaniere, mafioso, quindi assassino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di cosa possiamo parlare? L'unica cosa che oggi in Italia hanno in comune le persone è il mangiare e bere e i corrispondenti defecare e orinare e se capita vomitare. Di cosa possiamo parlare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' lo stesso dibattito che si ha sulla fede. Una persona dice di essere cattolico e vengono fuori dal cappello magico Marcincus, quella povera figliola che è sparita, dei pedofili e/o froci che fanno i preti, ma chi cazzo la conosce questa gente? Cosa c'entra con la fede?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così cosa cazzo c'entrano Spatuzza, la D'addario, Veronica Lario, ecc ecc ecc ecc con il programma politico del PDL?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il linguaggio colorito è necessario, per rendersi conto che non si sorte dalla chiacchera di bar. Non si può parlare con cognizione di causa perchè ci sono verità nascoste e verità imposte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guai parlare di preti uccisi dai partigiani, guai parlare di omicidi commissionati da lotta continua, si deve solo parlare di un killer e di una escort&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa manipolazione funziona in due modi. O si prendono in giro dei contadini affamati e si fa una strage di zar e di aristocratici oppure si approfitta di una guerra, si investono forze in giornali e burocrazia e si rimbomba la gente con il fatto che il regime prima della guerra è un regime reazionario e che per non tornare a quei tempi bisogna eliminare qualsiasi cosa che è reazionaria, conservatrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l'elemento comune a questi due risultati è il Ministro della Verità (non è mia è di Orwell in 1984) colui che sceglie quale storia insegnare e su quali fatti di cronaca mettere l'accento. La linea Leniniana e la linea Gramsciana combaciano su questo punto. Ma questa seconda è ancora più pericolosa perchè ha giocato sulla paura, ha giocato chiamando tutto ciò che è conservatore, tradizionale con il nome più compromettente che c'è: fascista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ecco che si spiega la teologia dlla liberzione, ecco che si spiega il compromesso storico, ecco che si spiega l'antiberlusconismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale sentimento rivoluzionario si è così insediato nella società da respingere non tanto il tradizionalismo o il reazionario, ma tutto ciò che è contro alla spinta rivoluzionaria del Partito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro della Verità agisce in due modi.&lt;br /&gt;Quello ufficiale dei giornali, dellla burocrazia e della magistratura&lt;br /&gt;Quello ufficioso Grillo, Travaglio, e in certo senso anche Di Pietro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nemico della rivoluzione numero 1 è Silvio Berlusconi, non perchè sia bravo o sia potente o sia più cattivo degli altri, ma perchè ha il consenso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il popolo lo segue nonostante le loro balle storiche e di cronaca&lt;br /&gt;Ma è chiaro che qualcuno ci crede, qualcuno pensa di essere offeso e tradito ma non tanto da Berlusconi ma dall'altra parte dell'Italia che l'ha votato che ha permesso che un delinquente e un puttaniere prendesse il potere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapete già qual è la conseguenza di quell'andazzo, è già successo negli anni 70&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è la crisi, c'è il disagio e i giornali dicono non solo (è un po' il lavoro dell'opposizione...) che è colpa della maggioranza, ma che la maggioranza è un'associazione a delinquere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non possiamo comunicare, perchè siamo stati sospesi dal ministero della Verità, il ministero ha deciso che noi siamo la menzogna e che la loro voce è la verità. Cosa possiamo dire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io mi ricordo che la prima "scossa" fu la questione televisiva, tanto che è sicuramente nata una certa paura ad usare la tv di proprietà a fini propagandistici.&lt;br /&gt;Questa intimidazione non mi pare casuale. Lo strumento "pericoloso" (mediaset e il giornale) è stato subito debellato, così mediaset ha trasmesso grandi fratelli, amici ecc ecc e ha tralasciato programmi socio-culturali più incisivi. Poi certo c'è un po' di colpa da parte del proprietario che poteva un po' di più agire sulla cultura, ma non rimpiangiamo il passato e/o non giudichiamo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora si sappia che per debellare quell'occulto ministero della verità bisona agire controgramscianamente, ovvero riprendersi la cultura e la storia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dire queste cose non credo che bisogna essere necessariamente berlusconiani o piddiellini, neppure controrivoluzionari o sfegatatamente anticomunisti o tantomeno comunistofobi, massonofobi o islamofobi, per dire queste cose basta ricordare la nostra Italia e l'amore che ha avuto sempre nei secoli per la ricerca della bellezza, ma non la ricerca di una bellezza fine a se stessa o pubblicitaria, ma una ricerca della bellezza della verità, una verità che non sia ripiegata a fini politici o economici, ma una verità luminosa che possano condividere tutti proprio perchè è bella e buona quindi non utile a un partito o a una classe ma direzione del cammino di ogni vita umana sia questa quella di un imprenditore, di un operaio o di un professionista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapere come sono andate le cose è già un primo passo, ma un passo importante!, per poterci immaginare come le dovremo far andare e per capire verso cosa stiamo andando&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al ministro della verità che vuole la cultura dell'utile per la rivoluzione ( e non per la singola e infinitamente importante persona con la sua vita e i suoi problemi, cosa che a noi interessa di più) dobbiamo quindi contrapporre un amore della verità per una cultura della verità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo è un problema più generale rispetto all'odio verso un premier, alla menzogna contro un personaggio politico. Ma anche se è un progetto più ampio e più a lungo termine, deve essere la direzione e il punto di riferimento per la risoluzione del nostro problema a breve termine di questa mancanza di dialogo con gli avversari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://sophiakaiagape.blogspot.com/2009/12/il-ministro-della-verita.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-6030988638009838851?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/6030988638009838851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/il-ministro-della-verita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6030988638009838851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6030988638009838851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/il-ministro-della-verita.html' title='Il ministro della Verità'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-8663167974923814653</id><published>2010-11-22T06:52:00.001-08:00</published><updated>2010-11-22T06:52:48.791-08:00</updated><title type='text'>2009: bilancio tra tecnocrazia, relativismo e magistero</title><content type='html'>Quest'anno è stato veramente positivo per quanto mi riguarda, in pratica tra i "rimpianti" c'è solo una cosa non scritta (ma tanto non ho i soldi per finanziarla ed è troppo politicamente scorretta per essere finanziata da qualcuno, quindi c'è tempo) e qualche sera che mi sono adormentato invece di uscire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo me è stato un anno positivo anche in politica, nel senso più ampio del termine comprensivo anche di società e cultura. Positivo perchè sono cadute le maschere e si è scoperto le carte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque le carte non sono tanto state scoperte da un partito o da un personaggio politico, ma in primis da un'Enciclica che ha fatto da summa degli ultimi tempi mettendo in chiaro quali sono i veri problemi e qul è il vero fine a cui tendiamo.&lt;br /&gt;In secundis da due schieramenti trasversali che si sono formati nella politica, nella burocrazia e nella cultura. Si sono formati due schieramenti chiari ed espliciti nel senso di "quantificabili", numerabili all'interno dei singoli poli di destra, sinistra e centro, e all'interno delle singole manifestazioni culturali e sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è capita qual è la vera posta in gioco, ma a dargli un nome è stato Benedetto XVI nella Caritas in Veritate, solo lui ha esplicitato l'oggetto del contendere, anche se in politica si è parlato di altro, si è cercato di tergiversare ma chi voleva capire l'ha capito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi gli schieramenti, non essendo questo un trattato filosofico, ma solo la scusa per farvi poi gli auguri alla fine della nota, posso permettermi di ridurre ai minimi termini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Direi perciò da una parte lo schieramento della Verità, dall'altro quello della tecnocrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiamiamolo anche, poi spiegherò, da una parte lo schieramento del popolo, dall'altro quello degli intellettuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando certe persone che si fanno chiamare intellettuali si sono visti "scoinfitti" da uno schieramento politico da loro considerato aberrante (ma prima con una voluta punta di malizia direi che hanno ricevuto negli anni '90 una sconfitta in ambito finanziario-editoriale...), è nata una campagna tesa a "mettere per le righe" un popolo da loro considerato "bue", un branco di pecore che non sa niente di storia non legge i giornali ma segue e viene assuefatto dal grande fratello e da amici.&lt;br /&gt;Questo popolo non può capire, non può decidere e quindi può chiaramente dare il voto a il primo imbecille che passa e che ha la fortuna di essere carismatico e di fare promesse demagogiche.&lt;br /&gt;Il popolo quindi deve conoscere la Pravda, oops! la verità, quello che è successo quello che è capitato, quello verso cui tendiamo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora io ritengo che il popolo in realtà ha più meriti di più degli intellettuali, sia di quelli falsi sia di quelli veri.&lt;br /&gt;Certo sarà imbevuto di grande fratelli e di amici, di oroscopi, di vestiti firmati, di vino, di cazzeggio, ma in realtà, sì senza saperlo esprimere in parole in articoli di giornale, sa quello che vuole, conosce le cose che se gli vengono tolte perde la propria identità e la propria libertà.&lt;br /&gt;I contadini che si sono ribellati ai giacobini negli anni 90 del 700 sapevano meno dei nostri giovani universitari viziati o delle casalinghe attaccate a postalmarket. Non avevano visto un servizio del tg1 in cui si facevano vedere le immagini da qualcuno messe su youtube di quello che avveniva in Francia. Eppure quando hanno avvertito la possibilità di perdere la loro libertà religiosa e (quindi) la loro identità si sono ribellati. Ribellati e basta.&lt;br /&gt;Non c'era stato bisogno di un trattato, di una propaganda giornalistica per ribellarsi.&lt;br /&gt;La Verità preesiste alle decisioni di politica interna, sia nei dibattiti pacifici, sia quando si muore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spiego perciò il senso del merito in più che ha il popolo rispetto all'intellettuale. Questo merito deriva dal fatto che hanno, se non studiato, riflettuto meno sulle cose, ma riescono a sentire quello che è più importante. L'intellettuale invece o ha una grande testa e allora è un dono ricevuto, per cui non si compete, oppure è uno che ha studiato e riflettuto sulla vicenda, a differenza del popolo.&lt;br /&gt;Ma l'intellettuale soprattutto, e qui il problema, intelligente o stupido che sia, può fare una scelta o cercare la Verità o imporre la sua verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi abbiamo un popolo che quando vede che gli viene tolta la propria identità di nazione, quando viene violata la sua prima libertà, ovvero quella religiosa, quando sente minacciata la sua integrità e qualla dei suoi figli in quanto si attenta alla vita e alla famiglia che sono le cose più importanti alla fine anche epr chi vive di messa in piega e luis vitton, quando accade questo... si arrabbia o comunque non si lascia infinocchiare dai discorsi ma cerca di trovare chi meglio può tutelare queste sue necessità primarie, più primarie di quelle economiche!&lt;br /&gt;E questo semplicemente perchè la Verità oggettive, come ho detto preesiste alle strategie politiche e agli articoli di giornale. è scritta nelal legge naturale e quindi nel cuore di ogni persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'intellettuale che cerca di imporre la sua pravda invece cercherà di indirizzare il popolo contro tale legge naturale per affermare invece le cose che il popolo non sentirebbe, senza un'adeguata campagna mediatica, necessarie.&lt;br /&gt;Cerca di indirizzare il popolo verso una lettura economicistica della storia, verso l'interesse per l'immanenza e la demagogica uguaglainza e appiattimento di sesso, persone, classi, popoli, culture. Cerca di far perdere l'identità culturale. Cerca di indirizzare la persona solo verso il sesso, il denaro.&lt;br /&gt;Cerca. E ci cascano in tanti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'intellettuale forma lo studente che poi diventa burocrate, magistrato o a sua volta insegnante, giornalista, politico, comico-profeta, poliziotto-magistrato-politico, teologo della liberazione, membro del clero che cerca il paradiso sulla terra -specialmente per gli immigrati-, ecc ecc ecc&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la tecnocrazia, la pravda. Chi per interessi economici, politici o addirittura personali vada contro la tecnocrazia incontra il moralismo tecnocratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha la sfortuna di non potersi alimentare da sè muore dolorosamente fra spasmi nell'immoralismo tecnocratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che si chiami aifa, corte di cassazione, corte di giustizia europea, ambientalismo, o con nomi e cognomi o con ragioni sociali, la tecnocrazia impone una verità per inacidire il popolo cercando di non farlo pensare con il cuore ma con l'orgoglio e con gli organi sessuali.&lt;br /&gt;Promette una rivoluzione triste dove il mondo è guidato dai bravi ragazzi dei giornali con l'aiuto dei cultori della scienza e del progresso e l'unico paradiso (ovviamente in terra) è costituito dall'effimero piacere tanto dovremo morire e se lo facciamo facciamolo come nella grande abbuffata...&lt;br /&gt;questa idea vi stuzzica? mica tanto, vero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la Caritas in Veritate costa solo un euro o poco più ed è anche scaricabile gratis dal sito del Vaticano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i gotta feeling!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tantissimi auguri per un meraviglioso 2010!!! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://sophiakaiagape.blogspot.com/2009/12/2009-bilancio-tra-tecnocrazia.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-8663167974923814653?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/8663167974923814653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/2009-bilancio-tra-tecnocrazia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/8663167974923814653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/8663167974923814653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/2009-bilancio-tra-tecnocrazia.html' title='2009: bilancio tra tecnocrazia, relativismo e magistero'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-2525863478496796374</id><published>2010-11-22T06:51:00.000-08:00</published><updated>2010-11-22T06:52:01.118-08:00</updated><title type='text'>democrazia o relativismo?</title><content type='html'>Il problema sembra sempre sfuggire, è il muro di gomma del XXI secolo. Ci si rimbalza e non cade mai. Ci sono nuovi brigatisti autorizzati a blatelare, insultare, relativizzare.&lt;br /&gt;La tesi è questa: la democrazia si basa su uno Stato che riconosca la legge naturale oggettiva, una filosofia ontologico-metafisica, ma soprattutto un Essere infinito che sia principio di queste due cose, ovvero pone la legge, da un lato, dà l'essere all'essere finito, ovvero lo crea, lo fa esistere, anzi li fa esistere tutti con la stessa essenza e dignità, siano bianchi, neri, avvocati, artigiani, eccc..., dall'altro.&lt;br /&gt;Punto fondamentale è che questo Essere infinito sì crea le regole, ma anche sta alle regole, ovvero non si sognerebbe mai di cambiare la legge naturale, nè la legge di gravità, nè l'essenza dell'uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciò il mondo non è posto da un fato cieco e imperscutabile, ma dalla razionalità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La creazione è un atto di libertà e quindi può essere effettuato solo da una Persona, ovviamente Divina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro punto, è il male, ovvero la deviazione da questa razionalità, il perdere la propria dignità, il mancato rispetto della dignità degli altri, insomma il mancato realizzare la sua essenza da parte dell'essere finito o con l'orgoglio di uguagliare, spodestare, uccidere l'Essere Infinito o con l'abbassamento alle più bestiali passioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il male poi è nella nostra inconfutabile limitatezza, oltre alle passioni ci sono malattie, eventi catastrofici, la morte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il male si avverte anche in una oscura guida malvagia che cerca di distruggere l'ordine, di tentarci, di farci cadere nelle passioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è chiaramente segno che qualcosa non ha funzionato, all'origine...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che non ha funzionato deve essere redento con un altro libero atto di volontà personale divino!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma chi ha orecchi intenda, la tesi è che non si può costruire uno Stato, nn può esistere un popolo, non si può instaurare una democrazia, senza un'idea realistica di uomo e questa idea realistica è data dalla considerazione dell'esistenza di Dio e del peccato originale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da questa considerazione sono nati i concetti portanti della civiltà occidentale, quelli che mancavano ai filosofi greco-romani e che se non ci fossero stati adesso saremmo in balìa di chissà quale barbarie orientale&lt;br /&gt;Questi concetti sono stati portati dal cristianesimo, che non a caso nasce con un intervento divino nella storia, e che intervento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, la libertà, l'identica dignità di ogni persona, la legge naturale immutabile hanno sconfitto paganesimo, schiavitù, superstizioni e hanno permesso il fiorire della scienza e dello Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non può esistere scienza infatti la dove tutto è affidato agli dei capricciosi e al fato, non può esistere la dignità personale là dove non si riconosce una essenza comune posta da un creatore che dà l'essere e quindi un'origine comune di tutte le persone. Per cui non può esistere il riconoscimento di questa dignità in uno Stato che non riconosce la legge naturale ma che è fondato solo in un contratto, in una convenzione fra chi è lupo o inferno per l'altro.&lt;br /&gt;Non mi risulta che i lupi e i diavoli firmino contratti sociali e non credo che tali contratti sociali, se firmati fra uomini che si credono lupi o diavoli, siano destinati a dar vita a Stati giusti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sta incominciando&lt;br /&gt;Gli esempi sono chiaramente le dittature atee, come quelle cadute negli anni 40 e quelle cadute negli anni 90 del secolo scorso&lt;br /&gt;Lì non c'è più la considerazione dell'essenza posta da Dio, nè della legge naturale. Perciò è breve il passo per l'arbitro. Gli ebrei non sono più uomini, chi è contro il partito non è più uomo. Perchè? chiaro, se la razza o il partito devono portare alla salvezza del mondo tutto ciò che è contrario deve essere abolito in quanto dannoso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;qui si ritorna al peccato originale negato e quindi alla Redenzione negata. Se io nego l'esistenza del male negherei l'evidenza... per cui nego il concetto di peccato originale, ovvero una caduta originaria e libera dell'umanità di cui solo, come abbiamo detto, un atto libero divino potrebbe essere redentore. Ma un Dio- persona inquinerebbe l'assolutizzazione del Partito, della razza, dello stato, o del superuomo. Ecco perchè nego il peccato originale, così non ho più bisogno di una Redenzione divina, ma posso immaginare o una redenzione nella finitezza, ovvero data dal Partito o specularmente nella ricerca del recupero di una (mai esistita, ndr) razza perfetta (nella rivoluzione comunista o in quella di segno contrario socialnazionalista), o nel superuomo o nella scienza o nel sesso, oppure semplicemente nessuna redenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se fondo uno Stato su questo concetto, posso sì instaurare una democrazia come una ditattura illuminata, ma prima o poi inizieranno i sintomi che portano a esiti simili ai grandi esempi di dittature e di terrore che abbiamo avuto dal calvinismo, alla rivoluzione francese, al socialnazionalismo, al comunismo, ecc...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La negazione del male è sicuramente la peggiore utopia demagogica che possa esistere, io potrei divertirmi a metter su un esercito e occupare lo stato e promettere pane gratis e nessuna tassa e poi ritrattare per 6 volte all'anno, irrigidire il diritto penale, negare sempre il diritto di voto, censurare i giornali, ma non sarei mai un cattivo governatore se avessi ben presente il concetto di persona umana, avessi studiato l'autentico ontologismo tomista e fossi consapevole dell'esistenza del male, della finitezza dell'uomo e dell'impossibilità che il mio governo o la mia persona o le mie idee possano portare la salvezza all'umanità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se nego il peccato, la limitatezza dell'uomo, io che sono al potere (sia questo potere legislativo, esecutivo, giudiziario ma anche burocratico, finanziario o mediatico, questo è fondamentale!) sarò tentato di fare da redentore, in quanto io a differenza del popolo ho potere oppure ne so più di loro, e di salvare il mondo attraverso le mie idee e la mia potenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per cui la forma di governo conta ben poco, conta ciò che sta dietro, ovvero se uno stato è lasciato all'arbitrio o se uno stato ha delle solide ed eterne fondamenta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il relativismo corrode tali fondamenta, il relativismo non è del popolo, ma degli intellettuali ovvero di coloro che hanno potere mediatico, o dei tecnici, cioè di coloro che hanno potere burocratico.&lt;br /&gt;Il relativismo negando la possibilità stessa dell'esistenza del diritto naturale e del male, azzittisce chiunque si vuole opporre in quanto costui opporrebbe una sua verità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovvero il relativismo può parlare solo al relativismo, ma come fondamento ha un postulato. C'è solo una proposizione vera, che sta fuori dal relativismo quindi, ossia "il relativismo è vero". chi nega tale proposizione non può paralre con il relativista e quindi non è libero di esprimere un'opinione in un mondo in maggioranza relativista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciò il relativismo è diffusamente èlitario, ovvero è fatto per essere di una èlite di "illuminati" che custodiscono il sapere e per essere diffuso fra un branco di scimmiette imitatrici (non per nulla il darwinismo è un loro cavallo di battaglia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi non accetta il relativismo è un prevaricatore, perchè nega il postulato fondamentale, ossia quello meno relativista di tutti, ma fondante il relativismo, ossia che il relativismo è vero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facile è capire come uno popolo che non riesca a uscire da tale empasse non sarà più un popolo ma un gruppo di persone che ogni tanto va a bere insieme, così lo Stato, non avendo più un popolo, non potrà essere democratico, ma ostaggio della tecnocrazia e degli intellettuali. Per cui le elezioni, se pur libere, saranno annullate dai media e dai tecnici. Vi ricorda qualcosa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludendo in estrema sintesi, la democrazia si costruisce su due fondamenti che chiamo Dio e peccato originale, per chi non intendesse questi due concetti significano: un'origine dell'uomo posta al di fuori dello Stato e dalla finitezza tale per cui dà a ogni persona uguale dignità, un insieme di regole poste e osservate da un Essere Eterno personale, ovvero dotato di libertà e di razionalità, la consapevolezza della limitatezza dell'uomo e dell'esistenza del male e del fatto che il male è il più delle volte atto libero di volontà umana, conseguentemente il bisogno di redimere questo male e questa finitezza originaria e, stante la limitatezza e la finitezza di ogni cosa costruita dall'uomo, tale Redenzione deve venire da un atto libero dell'Essere Eterno personale, per cui non può essere posta nè dll'uomo nè dallo stato o da qualche associazione umana e soprattutto non si potrà verificare nella finitezza di questo mondo!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ogni evenienza comunque tengo nell'agenda il numero del mio amico armaiolo... :D&lt;br /&gt;Pubblicato da Associazione Sant'Ignazio di Loyola&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-2525863478496796374?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/2525863478496796374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/democrazia-o-relativismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2525863478496796374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2525863478496796374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/democrazia-o-relativismo.html' title='democrazia o relativismo?'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-2678866936214961061</id><published>2010-11-22T06:50:00.000-08:00</published><updated>2010-11-22T06:51:22.922-08:00</updated><title type='text'>Stato, Chiesa e diritto naurale</title><content type='html'>Considerare il rapporto fra Stato e Chiesa non è facile, anzi il discorso richia di diventare un mucchi di parole a vuoto se non si considera in modo decente il diritto naturale, ma non tanto il concetto di diritto naturale, ma proprio esso come sistema di norme vigente e vivente. Purtroppo dopo la riforma protestante, e sempre di più fino alla fine della prima guerra mondiale, si è andato sempre più dissolvendosi un concetto di Stato compatibile con il diritto naturale. Senza ripercorrere tutto il complesso percorso che ha portato allo stato moderno, vorrei semplificare indicando da una parte oggi com'è percepito dalla popolazione e dai governanti lo stato e il suo rapporto con la religione e la Chiesa, dall'altro la considerazione dello Stato e della Chiesa in primo luogo come soggetti che agiscono insieme nella società, in secondo luogo nella relazione fra loro e il diritto naturale e quindi con Dio.&lt;br /&gt;Oggi abbiamo una visione che chiamerei costituzionale dello Stato. In pratica una convenzione fra soggetti politici e popolo fa sì che una legge votata con una maggioranza rafforzata e modificabile più faticosamente della legge ordinaria, sia, tale legge, il fondamento dello Stato e del rapportofra Stato e società. Quindi tale legge detta le regole del gioco dei soggetti politici e le regole di come lo stato si debba muovere nel risolvere i problemi che via via nascono. Tale legge riconosce sempre la preesistenza di istituti che già sono nella società, ma si presta tal volta ad essere essa stessa fondante questi istituti, in quanto le sue sono enunciazioni di principio che si prestano a tutelare l'esistenza di questi istituti finchè l'interprete ritenga di tutelarli.&lt;br /&gt;Succede perciò che nonostante la primaria fonte del diritto sia la costituzione, la elgeg fondamentale, in realtà è il diritto costituzionale vivente che detta legge dicendoci cosa sia una famiglia, cosa sia una associazione, ecc...&lt;br /&gt;Chiamerei perciò la nostra una società a illusione costituzionale. Non tanto stato infatti ma società perchè il diritto costituzionale vivente può modificare gli istituti che preesistono allo stato, che non sono altro che istituti di diritto naturale.&lt;br /&gt;Perciò la legge naturale si trova imprigionata non tanto nella legge ordinaria che per forza di cose dovrebbe sempre rispettare il diritto naturale, ma proprio nell'interpretazione che il diritto costituzionale vivente dà alla legge costituzionale e alla legge ordinaria.&lt;br /&gt;In pratica da un lato se tale diritto vivente mi interpreta il concetto di famiglia a modo suo, lo stato potrà tranquillamente violare il diritto naturale. Dall'altro se lo stato fa una legge contraria al diritto naturale, io mi potrò appellare solo alla costituzione per vedere abrogata la legege quindi sarò in balìa della decisione di un giudice (in primis ordinario, che rimetta la questione alla corte costituzionale e poi di quest'ultima).&lt;br /&gt;Lo stato moderno si fonda così apparentemente sulla volontà popolare, che essendo popolo e portando gli interessi "di tutti i giorni" più che di lobbies economiche-politiche, tutelerebbe di più la legge naturale perchè scritta nel cervello (più che nel cuore) di tutti gli uomini. In realtà la volontà popolare può esser messa a tacere dai giudici che per sfortuna potrebbero essere formati intellettualmente da una cultura schiava di lobbies che cercano di imporre i loro interessi sulla legge naturale.&lt;br /&gt;Questo sistema non è in nulla dissimile a una dittatura oligarchica.&lt;br /&gt;A questo si arriva proprio tramite il relativismo. Infatti non può esistere democrazia nel relativismo perchè già la democrazia è un'evidente imposizione di una opinione e quindi l'afefrmazione di una verità. La lobby invece critica e non impone, distrugge e non afferma, anzi distrugge l'affermazione dell'opinione evidente e afferma di nascosto la sua "verità". Ma alla fine qualsiasi forma di governo imbevuta di relativismo si pone come imposistrice occulta di una sua verità e distruttrice del diritto naturale, quindi in pratica come una dittatura.&lt;br /&gt;Vediamo perciò qual è il rapporto fra Stato e Chiesa alla luce del diritto naturale.&lt;br /&gt;Ho detto "alla luce" non a caso perchè è mia intenzione, per spiegare il rapporto fra queste due istituzioni nella società, utilizzare una metafora "astrale". Ovviamente tale metafora va presa in quanto tale e si riferisce solo all'influenza di queste due istituzioni nella società.&lt;br /&gt;Possiamo perciò immaginarci un firmamento di notte, simbolico della situazione dell'uomo nella vita terrena, dove non ha rapporto diretto con la luce del Sole, ma per di più brancola nel buio...&lt;br /&gt;In questo firmamento ci sono due satelliti, che chiameremo Lune. Possiamo perciò immaginarci che a seconda di quanto queste lune siano illuminate dal Sole sulla terra ci sarà più o meno luce. Perciò se una Luna non sarà per niente illuminata avremo una notte magari di luna piena, ma sempre abbastanza oscura tanto che ci troveremo talvolta ad essere incerti nel distinguere le figure che ci stanno intorno. Se neppure sarà piena l'altra luna possiamo immaginarci che brancoleremo nel buio.&lt;br /&gt;Se invece entrambe le lune saranno piene tutto sarà illuminato quasi a giorno, tanto da potersi immaginare come saranno le cose quando verrano illuminate direttamente dal Sole.&lt;br /&gt;Avrete già capito che la terra in questa metafora è la nostra società, la nostra vita politica ("polis" in senso greco). le due Lune sono un lo Stato, l'altra la Chiesa. Nel rapporto con la società noi possiamo perciò immaginarcele come più o meno illuminate dalla luce della Verità, ovvero da Dio indirettamente e dal diritto naturale direttamente per i credenti, semplicemente dal diritto naturale per i non credenti. Il diritto naturale infatti non è posto nè dalla Stato nè dalla Chiesa, ma preesiste in quanto sistema che regola l'agire dell'uomo e il rapporto fra uomo e uomo. Quindi legge naturale sarebbe anche la forza di gravità in quanto non posta ma appunto esistente naturalmente. Ma in questo contesto non si prende in considerazione perchè non è una regola che ha a che fare con la vita politica dell'uomo, però è pur sempre una regola che vale per l'azione dell'uomo in quanto se la violo posso trovarmi spiaccicato in terra. Per cui se non voglio essere una fritatta dovrò tener conto della forza di gravità o costruire uno strumento che mi faccia volare considerando l'esistenza di tale forza.&lt;br /&gt;Queste leggi perciò regolano la vita umana nella relazione e quindi nella società.&lt;br /&gt;Tornando al nostro discorso, se lo Stato non riflette la luce della verità sarà un punto oscuro nel firmamento e allora l'uomo si dovrà affidare o alla luce riflettuta dalla Chiesa o sarà esposto a altri fari che cercheranno di illuminarlo, ma potrebbe venire un temporale e spengere quei fari e comunque quella luce artificiale non è luce che riflette la verità e oscura la luce dell'altra luna, con il rischio di imporre una verità propria e non di riflettere una verità oggettiva. Se la Chiesa non incide nella società la luce della verità sarà trasmessa a metà e non completamente perchè in certi territori su cui lo stato non può incidere l'uomo si troverà lasciato a se stesso. Ma siccome tali territori sono molto importanti e imprescindibili alla vita di relazione sarà proprio qui che l'uomo cercherà ancor di più fari artificiali che oscureranno anche l'altra luna. Finirà perciò di essere ingannato e non riuscirà neppure a sfruttare positivamente l'esistenza dello Stato.&lt;br /&gt;I fari illuminanti oggi stanno agendo "molto bene" quasi da far riflettere la loro luce, e non quella del Sole, sulla luna-stato e da oscurare completamente la luna-Chiesa. Tanto che possiamo immaginare un grandissimo faro relativista (o molti fari fra cui quelli massonico, ecologista, immigrazionista, comunista, nazionalsiocialista, sessista, ecc...) puntato sulla luna - stato.&lt;br /&gt;Vediamo perciò adesso la funzione della Chiesa nella società. Quindi il rapporto diretto Chiesa-uomo che, essendo l'uomo un essere continuamente in relazione con i suoi simili, è anche un rapporto Chiesa- società o Chiesa- politica.&lt;br /&gt;Chiaro a questo punto che dobbiamo cambiare la configurazione del nostro metaforico firmamento e immaginare perciò un Sole e delle stelle molto vicine quindi luminose ma mai così illuminose come il Sole, tanto che se questo non ci fosse ci sarebbe una situaizone di eterno crepuscolo o tramonto.&lt;br /&gt;Sulla terra perciò quel sole è essenziale e quando tramonta le altre stelle possono certamente guidare, ma molta oscurità rimarrebbe tanto da lasciare al buio molte figure e zone del mondo.&lt;br /&gt;il Sole in questo caso è la Chiesa, è più grande delle altre stelle perchè fondato direttamente da Gesù Cristo. le altre stelle invece sono altri istituti e agenti sociali (fra cui qui potremmo mettere anche lo stato e i suoi organi e poteri).&lt;br /&gt;Ma la Chiesa è la stelal più grande anche perchè la sua luce arriva ad illuminare aspetti della vita interiore dell'uomo e della vita di relazione su cui lo stato e le altre associazioni non possono intervenire. La religiosità è quindi un aspetto imprescindibile della vita umana perchè la scelta religiosa coinvolge la parte interiore dell'uomo e le più intime relazioni fra gli uomini. Amare il prossimo per esempio non è conseguenza di una convenzione politica. Io posso non fare del male al prossimo, aiutarlo nei momenti di evidente difficoltà, astenermi da atteggiamenti penalmente rilevanti. Ma altra cosa è amare il prossimo addirittura come me stesso! Questo magari è poco evidente nei rapporti più lontani ma cambia tutto nei rapporti più vicini. Un datore di lavoro che ama (veramente) il prossimo come se stesso non solo rispetterà le regole poste dal diritto del lavoro, ma si accorgerà quando nel singolo caso (ossia situazione o persona) tali regole non basta e magari le viola, ma al fine di rispettare e di favorire l'altro.&lt;br /&gt;Stessa cosa per il dipendente che sarà un diligente lavoratore, ma capirà anche certe situazioni o certe esigenze in cui un altro dipendente o il datore di lavoro sono in difficoltà e, per esempio, non userà atteggiamenti vessatori verso di essi per far valere i suoi diritti.&lt;br /&gt;Questo sicuramente è frutto di una inclinazione caratteriale, ma anche di una formazione culturale influenzata o da una certa religione o da una certa ideologia che nega la religione o al contrario si lascia influenzare da essa.&lt;br /&gt;Inoltre non facciamo gli gnorri, ma il comportamento del singolo è influenzato dallla risposta che dà a quello che ci sarà dopo. Per quanto buono uno possa essere è chiaro che se dopo non c'è nulla uno è portato a tirare a far ciccia per questi 80-100 anni se va bene.&lt;br /&gt;Essendo una istituzione fondata direttamente da Dio la Chiesa ha perciò un rapporto più diretto con il diritto naturale, come dimostrano le ultime vicende in cui è rimasta quasi l'unico difensore del medesimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste metafore ritengo diano un principio di orientamento del rapporto fra Stato e Chiesa. Ma principio imprescindibile è il riconoscimento del diritto naturale, così come l'abbiamo definito, ovvero come un delle tante regole che mandano avanti il mondo. fondamentale è perciò il discorso di Ratisbona. Non c'è un dualismo fede- ragione, stato- chiesa, uomo- Dio, anima - corpo. Tutto il mondo in cui vive l'uomo dalla sua coscienza all'ambiente naturale, alla vita politica è governato da leggi razionali, poste da Dio e non violabili neppure da Dio proprio perchè razionali.&lt;br /&gt;Quindi: è bandito il fideismo, ovvero credere in un Dio che chiede di non usare il cervello, ma solo il sentimento (la fede infatti è in realtà un atto razionale di volontà).&lt;br /&gt;Le verità rivelate possono essere comprese dalla ragione una volta date per vere dalla fede&lt;br /&gt;Le cose epr cui si batte la Chiesa e si scontra con lo stato o le lobbies sono sempre verità di diritto naturale e non certo verità rivelate.&lt;br /&gt;Gli istituti di diritto naturale e la loro fondamentale regolazione infatti fanno parte di quelle regole razionali e comprensibili direttamente dalla ragione, che fanno aprte della natura dell'uomo e di "come va il mondo" allo stesso modo dellalegge di gravità, ecc...&lt;br /&gt;Come si scoprono tali regole? Essendo razionali ce le possiamo configurare guardando al apssato comportamento degli uomini e alle filosofie politiche passate. Un'indicazione facilmente agevole la possiamo avere da un'istituzione millenaria ancora vivente che è appunto la Chiesa.&lt;br /&gt;In questo modo è più facile comprendere il ruolo dello Stato e della Chiesa nella nostra società&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stato, qualsiasi forma di governo abbia, per non diventare totalitario o una dittatura oligarchica, deve rispettare il diritto naturale perchè solo questo essendo preesistente e razionale può fondare la Verità, che deve essere oggettiva. Per cui la legge e l'interpretazione della stessa devono rispettare il diritto naturale e non possono esserci poteri dello stato esentati.&lt;br /&gt;Lo stato deve lasciare la libertà religiosa e deve tutelare la vita e l'istituto fondamentale (più dello stato stesso) alla vita di relazione dell'uomo: ossia la famiglia. Ma la famiglia nel concetto naturale e non quello allargato di certe giurisprudenze. infatti un concetto allargato finisce con lo sminuire la famiglia e quindi tutta la vita di relazione dell'uomo.&lt;br /&gt;In pratica lo Stato non può sopprimere o permettere la soppressione del l'uomo dal concepimento alla morte naturale (libertà di esistere), sopprimere la libertà di visone del mondo (ibertà di coscienza e principalmente di religione), sopprimere la sua viat di relazione (libertà di avere una vita sociale sana).&lt;br /&gt;Insomma queste tre righe fanno più di una costituzione per tutelare l'uomo e le sue libertà.&lt;br /&gt;La Chiesa (nella società) deve dare indirizzi a chi crede per una sana vita interiore e di relazione, deve rimprovereare lo stato e le altre formazioni sociali (quindi anche le lobbies come le famiglie) quando deviano dal diritto naturale. Questo come ultima e autorevole tutela del cittadino all'arbitri dei poteri forti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://sophiakaiagape.blogspot.com/2010/04/stato-chiesa-e-diritto-naturale.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-2678866936214961061?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/2678866936214961061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/stato-chiesa-e-diritto-naurale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2678866936214961061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2678866936214961061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/stato-chiesa-e-diritto-naurale.html' title='Stato, Chiesa e diritto naurale'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-3919949305393161895</id><published>2010-11-22T06:49:00.000-08:00</published><updated>2010-11-22T06:50:40.167-08:00</updated><title type='text'>vogliono toglierci i bambini!</title><content type='html'>riguardavo su youtube le sigle dei cartoni animati, wow paganesimo, magia, animalismo, ecc ecc a sfare. Erano gli anni 80, imperversavano i cartoni animati giapponesi, chiaramente migliori, belli, appassionanti, non come quelli di oggi. Ma c'erano certamente questi elementi di cui poi ci troviamo imbevuti senza accorgersene. Un po' come quando si dice mi ascolto la lezione registrata del professore con le cuffie mentre dormo e poi qualcosa mi ricorderò. Ecco lì rilassati potevamo pensare che il mondo sarebbe salvato da un robot miracolo della scienza più che da un Dio che se ne sta lassù a guardare...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano gli anni 80, ma ora? La qualità dei cartoni animati è scaduta, in compenso c'è la moda del bambino proteso verso l'adolescenza, si guarad già in TV i reality show con sesso gratuito, personaggi amibigui; ma poi il bambino con le scarpe alla moda, i vestiti già da grandi, l'altezzosità dell'adolescente. I genitori ne sono fieri perchè hanno fra le mani un omino!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;wow!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è un luogo, un'ora alal settimana dove il bambino potrebbe essere sottratto da quell'andazzo. Un luogo dove si racconta la storia di un Dio che si fa uomo e che muore in croce per salvarci, sconfigge la morte e risorge. Per noi, senza chiedere niente in cambio, solo per noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembrava troppo poco togliere un Crocifisso dalla scuola, anche se per me un'aula senza Crocifisso è un'aula di squola e non di scuola..., sembrava veramente poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo chi è senza peccato scagli la prima pietra è un'adagio cristiano e non massonico o comunista, nè proprio relativista anche se ai relativisti in teoria piace. Questo adagio ai massoni, comunisti e comunque relativisti piace applicarlo verso la Chiesa e hanno scagliato la pietra addosso. Infatti ci sono fra chierici e laici molti peccatori, anzi anche molti relativisti massoni e moltissimo comunisti, ma questo lasciamo stare..., purtroppo i cattolici autentici non scagliano mai la prima pietra e quindi se la ritrovano addosso anche per i peccatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per pochi peccatori la Chiesa si è trovata coperta di pietre. Queste persone ci hanno tirato addosso tanta roba. Sembra davvero che siano loro puri di cuore e così senza peccato, mah...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che sembrava poco a queste persone togliere un Crocifisso dalla scuola, l'idea super era togliere i bambini ai sacerdoti. I bambini così se ne staranno davanti alle loro mode, ai loro genitori divorziati, ai loro professori massoni e comunisti, ai loro artisti relativisti e culattoni, ecc ecc&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La loro idea super è non far più respirare quell'ora di libertà dal relativismo ai bambini scatenando un panico morale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma chi è senza peccato scagli la prima pietra, loro l'hanno scagliata, è stato un grosso errore perchè adesso possiamo scagliarle noi addosso ai loro crimini comunisti, stupidità massoniche, immoralità relativiste&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma i bambini sono puri, a loro non piacerà il vero volto della Corea del Nord o i dollaroni della loggia o lo schifo dentro il bordello. Mi sa allora che quando in città arriverà il sacerdote tutti correranno sorridenti verso di lui e anche lui dirà come disse Gesù: lasciate che i bambini vengano a me! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://sophiakaiagape.blogspot.com/2010/04/vogliono-toglierci-i-bambini.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-3919949305393161895?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/3919949305393161895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/vogliono-toglierci-i-bambini.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/3919949305393161895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/3919949305393161895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/vogliono-toglierci-i-bambini.html' title='vogliono toglierci i bambini!'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-6428885670431284388</id><published>2010-11-22T06:48:00.000-08:00</published><updated>2010-11-22T06:49:29.243-08:00</updated><title type='text'>l'amore e la fede non sono sentimenti</title><content type='html'>bello parlarne a fine agosto, quando finiscono gli "amori estivi" :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il concetto di modernità è uno dei più contraddittori del pensiero relativista (contraddittorio per definizione), forse è la più grossa e comica contraddizione del pensiero, appunto, moderno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;infatti per moderno deve sicuramente intendersi ciò che è più recente, ecco un relativista a tutto tondo dovrebbe subito chiedersi ma più recente per chi, rispetto a quale tempo, a quale cultura? Invece no, il relativista non se lo chiede, fa finta che la domanda non si ponga&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;infatti per chi viveva nel 1300 la modernità era il 1300, per chi viveva nel 1000 a.C. moderno era il 1000 a.C.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;invece no, compare oggi il concetto e il dogma de La Modernità, con la ma maiuscola, per cui la nostra modernità sarebbe "più buona" delle due modernità sopracitate e rigorosamente con la lettera minuscola. Un relativista ne dovrebbe rabbrividire, invece no, perchè, ne parlerò poi, questa Modernità è battezzata da un altro mito, il Progresso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei soffermarmi su un punto dolente della nostra cara Modernità con la lettera maiuscola. Ecco da quando è iniziata, verso il 1400, ma forse anche prima con Okkam, i pensatori, i "sapienti" hanno sempre cercato di separare (dia-ballo in greco da cui nientepopodimenoche diavolo) fede e ragione. Be' lo sappiamo e lo abbiamo ripetuto, ma guardiamo tale pensiero filosofico, che in quanto filosofico ci pare appartenere solo ai sapienti e non alla nostra vita di tutti i giorni, guardiamo proprio nelle conseguenze che tale separazione ha nella NOSTRA vita di tutti i giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'aspetto sociale è evidente e anche di questo se n'è parlato, laicità dello Stato, assolutismo nel senso di Stato sovrano slegato da Dio e poi dal diritto naturale e le conseguenze oggi le paghiamo care... e le abbiamo pagate a suon di bombe e gas nei primi anni quaranta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andiamo però più a fondo, cosa si cerca di fare? Cosa vuole da NOI questa Modernità? il fine è relegare all'ambito del privato, lasciatemi dire del ludus, tutto ciò che non è quantificabile. Mi spiego con un esempio. Ecco, direte voi, adesso parte con la menata che la religione è relegata dentro una Chiesa, un oratorio o una casa e si lamenta se va in un pub o in un'aula di tribunale e non ci trova il Crocifisso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, l'esempio è invece questo. Non è vero che la nostra società considera irrilevante la religione, ma la considera rilevante se quantificabile. Lo Stato, il comune, la regione, non farebbero finta di niente se 1000 persone al giorno visitassero un Santuario, non tanto per la bellezza o curiosità, ma anche se tutte quelle persone andassero lì solo per pregare. Gli enti concederebbero subito licenze a spaccio e vivande, alberghi, mettebbe autovelox, farebbe pagare i parcheggi, ecc&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il solito atteggiamento che si trova per esempio nella questione dei matrimoni fra omosessuali. Allo Stato (e soprattutto ai giudici e alla tecnocrazia) interessa la cosa in quanto situazione di fatto economicamente rilevante (comunione dei beni, possibile separazione e/o divozio, successione) per cui si chiede se regolarla o no. Se partisse dal concetto di matrimonio basterebbe guardare la costituzione per capire che è tutta una farsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da qui la decandenza, e come avvocato la respiro tutti i giorni, del diritto in quanto strumento del giuridicamente rilevante in quanto materialmente e non umanamente rilevante (si pensi al diritto penale dove si persegue con più efficacia i reati tributari o i reati di "clamore" giornalistico anche se di fattispecie contravvenzionale, mentre lettera morta sono la maggior parte delle fattispecie che tutelano la proprietà privata)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco allora cosa vuole la Modernità da NOI che viviamo oggi, domani in questa valle di lacrime e di tasse, tutto ciò che non è quantificabile è relegato nell'angusto sentimento. "Lo senti", ma lo senti tu, non ci stressare tanto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo non è il punto di partenza, ma il fine del relativismo. Far sì che le domande sul senso della vita, gli affetti, la propria identità siano relegati a un non precisato sentire simile a quello che si prova in presenza di un bel piatto di maccheroni al cinghiale in una bella giornata di sole.... bello già, ma se squilla il telefono con la voce di The Ring avrò ancora, non dico fra due anni, non dico due giorni, non due minuti, avrò immediatemente dopo lo stesso sentimento??&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ecco se la famiglia, la propria identità, il senso della vita si basano su sentimenti di tal genere sappiamo bene quale sia la conseguenza. Il massimo relativismo è proprio quello di mettere sul piano "sentimentale" tutto quello che concerne gli affetti e la religiosità, l'amore e la fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragione deve limitarsi a quantificare, la volontà deve solo volere. Questo per l'altro mito, la dea Libertà. Voglio volere, voglio l'erbavoglio, esiste solo la volontà di essere libero, faccio solo una scelta, "sarò libero" e sarò schiavo di questa scelta per un centinaio di tediosissimi anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ci si domanda, perchè dopo nove anni di firanzamento si sposano e poi divrziano? Perchè quello ha ammazzato tutti anche il cane e poi si è sparato? Perchè quello si droga? Perchè quell'altro è scappato con la ballerina di lap dance?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può affidare a una mera sensazione anche se viene lì per lì proprio dal cuore, la costruzione di una famiglia, il metter al mondo figli, la domanda sul senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'amore non è un sentimento, è una scelta razionale. Scelta razionale? Sì sono impagnate proprio la volontà e la ragione. Comprendo che quella è la scelta giusta e a quel punto voglio donare me stesso, spendere la mia vita per quella scelta. Anche la fede è prima di tutto un atto di amore, se Dio non ci amasse, come faremmo ad avere fede in lui, così se noi non amassimo Dio perchè dovremmo scegliere di credere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente tutto parte da un sentimento e il sentimento scaturisce dalla bellezza, ma non quella bellezza effimera stampata su vanity fair, ma quella splendente di verità, traboccante di bontà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi amiamo i nostri genitori perchè sono belli, vediamo l'origine della nostra vita, sentiamo lì il calore della nostra dimora. Inutile dire della bellezza della sposa, della bellezza dei nostri figli, della bellezza di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi abbiamo sete di quella bellezza lì e come in una costruzione gerarchica ne prendiamo un po' dagli amici, un po' dalle eprsone con cui condividiamo lavoro e passioni, un bel po' dalla sposa, un bel po' dai genitori, un'infinità dai figli e un'ineffabilità da Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco la libertà. Noi siamo liberi di scegliere. la fede? No, non mi interessa, la moglie? No, preferisco una concubina, così, se mi va. I genitori? non ho tempo, i figli? non ho tempo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;bene la scelta è fatta. Tutto apposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La menzogna che fede e amore siano sentimenti porta a dare l'importanza che trova a queste cose. oggi sì domani forse, domani l'altro non lo voglio immaginare! Quindi a deresponsabilizzare tale scelta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco le vite spezzate, i figli drogati, i figli ammazzati, le ballerine che diventon ricche, gli avvocati che sorridono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conta solo la bellezza effimera quella che non è bella perchè non è vera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amore e fede non sono ludus, sono la vita. Il lavoro, il divertimento, la politica sono parti della vita. Ma gli affetti e il senso dell'esistenza sono le cose che contano di più e da cui dipende tutto. Ecco perchè sono principi non negoziabili il rispetto della vita umana, del matrimonio indissolubile fra uomo edonna e della liberta religiosa!! Principi non negoziabili non riguarderanno certamente un passatempo o il giochino dell'estate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo non si può delegare al "sentimentalismo" la famiglia, la propria identità e la domanda su chi sono da dove vengo e dove vado, tutti ci auguriamo di non andare dal notaio ad intestare la acsa dei genitori alla ballerina e soprattutto di non esser mandati a quel paese... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://sophiakaiagape.blogspot.com/2010/08/lamore-e-la-fede-non-sono-sentimenti.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-6428885670431284388?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/6428885670431284388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/lamore-e-la-fede-non-sono-sentimenti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6428885670431284388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6428885670431284388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/lamore-e-la-fede-non-sono-sentimenti.html' title='l&apos;amore e la fede non sono sentimenti'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-2837835722589399663</id><published>2010-11-22T06:47:00.000-08:00</published><updated>2010-11-22T06:48:34.076-08:00</updated><title type='text'>La falsità del concetto di omofobia</title><content type='html'>Potremmo dire che l'omofobia sia il fascismo del 2000. Anche se qui a Pistoia ci sono ancora quattro gatti che credono nell'antifascismo militante, direi che il partito radicale di massa (in cui metterei comunisti, radicali, democristiani poco cristiani e come new entry i finiani) la sta piantando con questa "caccia al(la strega) fascista".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La caccia era un'invezione mediatica, consistente nel riportare in vita un fenomeno morto o comunque esistente sotto altre forme che non erano quelle del ventennio, ormai irripetibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre tale caccia alle streghe si basava su un errore intelelttuale, ossia l'identificazione della destra con il fascismo. Non volio sicuramente occuparmi qui dell'annoso prblema della definizione di destra. Dico soltanto, in parole poverissime, che la destra, quella vera è amore dell'ordine naturale delle cose, perciò della legge naturale, della tradizione e dell'autorità, e odio della rivoluzione, ossia di quel fenomeno che tende a eliminare qualsisi forma di autorità e rinnega le radici di un popolo e la legge naturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' innegabile che il fascismo sia un fenomeno rivoluzionario, sia per ammissione, sia perchè risulta da una lucida analisi a posteriori. Certo, il fascimo è un fenomeno che storicamente si è opposto al comunismo. Ma oggi, a posteriori, possiamo dire che è una rivoluzione alternativa a quella comunista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In secondo luogo il fascismo è fenomeno ormai finto, in quanto legato strettamente alla figura di Benito Mussolini. Rimangono casomai qualche fenomeno di nazionalsocialismo, che è una rivoluzione di segno contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine le radici filosofiche del fascismo sono le medesime che stanno dietro agli antifascisti, ossia attualismo e marxismo. (Per approfondire su questa lettura, si veda Il suicidio della Rivoluzione di Augusto Del Noce)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se poi andiamo a vedere meglio in cosa è consistito l'antifascismo in questi 50 anni, vediamo che non regge su basi così solide. Infatti sulla stampa e sulla bocca l'antifascismo protegge l'uomo dalla dittatura e dal razzismo. In realtà, se vediamo chi sono i più accaniti antifascisti, scopriamo che quello che odiano nel fascismo lo giustificano nelle dittature e negli eugenetici dittatori loro amici...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' chiaro, senza spendere troppe parole, che l'antifascismo è un fenomeno di supporto alla rivoluzione. Ossia, identificata la Destra con il fascismo e il fascismo con il male assoluto, gli antifascisti si contrappongono alla tradizione, all'autorità e alla legge naturale con un alibi precostituito grazie a una guerra disastrosa e sanguinaria, a delle leggi raziali e a un incasinato post guerra, da ultimo ma non certo per importanza: gli antifasciti sono i vincitori e i fascisti i vinti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passati 50 anni il comunismo è diventato radicalismo di massa, la rivoluzione si è estesa ai rapporti fra uomo e uomo e dell'uomo nella sua interiorità, quindi alla famiglia, alla vita, alle tendenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dire fascista a chi parla ancora di necessaria autorità, di gerarchia, di legge naturale, non basta più. Bisogna trovare un nuovo supporto alla rivoluzione con un nuovo alibi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche perchè ormai la rivoluzione ha abbattuto tutte le barriere, persino l'ex segretario dell'MSI sta dicendo cose di sinistra o comunque da partito radicale di massa, per cui non c'è più gusto direi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unico baluardo che è rimasto è la Chiesa, ma è scomodo chiamare una religione fascista, le darebbe troppa importanza. Meglio far in modo che la religione scompaia e questo lo si fa relegando la religione al comodino e alle mura della chiesetta costruita con architettura scarna e a basso costo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santino e Altare, più in là non si va. Ma perchè? Qual è l'interesse?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ci fosse un forte partito di Destra che propugnasse i valori di Destra (che ho detto prima) minuto dopo minuto il problema religioso non ci sarebbe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è un forte partito di Destra che fa cose buone ma non proclama e diffonde principi culturali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo lo sta invece facendo molto bene il Papa (ogni tanto anche qualche Vescovo), il quale insiste: nella condanna del relativismo, concetto contrario alla destra perchè se non c'è una sola verità non ci può essere una legge naturale e poco conteranno autorità e tradizione; nella difesa dei principi non negoziabili ossia della vita, della famiglia e della libertà di religione e di educazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'escamotage è questo. Come accusare la Chiesa, paladina dell'amore per il prossimo e quindi degli indifesi e degli oppressi, di essere fomentatrice di odio e di oppressione??&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come con il fascismo, con la menzogna e l'astuzia, si è trovata una categoria e se n'è fatto il prototipo degli indifesi e oppressi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esempio non è mio, ma immaginatevi una convencion medica sulla manìa di persecuzione, chi sarebbe da invitare, un maniaco perseguitato? Direste voi nemmeno uno! Ecco l'omosessualità è stata estrapolata dalle malattie psichiche da un'assemblea formata da psicologi e da... omosessuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora se all'assemblea sulla manìa di persecuzione si decidesse che questa è una malattia e che dovrà essere curata nel tal modo, vorrebbe forse dire che tutti i maniaci saranno presi dalla gendarmerie, picchiati e internati a vita in un manicomio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Direi proprio di no. Ci sarebbe stato un programma di recupero, aiuto, cura, ecc...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così sarebbe stato per gli omosessuali, se non ci fossero appunto l'astuzia e la menzogna rivoluzionarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Omosessuali non si nasce, lo dicono i medici. Esistono solo due sessi maschio e femmina, basta guardarsi allo specchio. Qualcuno non si sente tanto maschio o tanto femmina? C'è qualcosa che non va, la differenza biologica è tra maschi e femmine http://www.alleanzacattolica.org/idis_dpf/voci/o_omosessualita.htm se c'è un problema è un problema psicologico. E' un problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vuoi risolvere il problema, lo risolvi o cerchi di risolverlo http://www.obiettivo-chaire.it/chisiamo.asp, non vuoi risolvere il problema, non lo risolvi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco questo nessun battezzato e tantomeno il Papa lo mette in dubbio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove sta l'oppressione e la discriminazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Menzogna e astuzia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;False informazioni con autorevolezza (auctoritas mi verrebbe da dire!!) o con banalità ci bombardano che 1) l'omosessualità è una questione biologica; 2)ognuno la sua identità se la sceglie; 3) è tutto irrilevante, cosa cambia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo bombardamento mediatico porta a far pensare che a) Chi se ne frega, ognuno vive come vuole, oppure b) Ognuno deve vivere come vuole e se non può bisogna far in modo che&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli atteggiamenti a) e b) sono ugualmente pericolosi in quanto a) in caso si trovi a dover fare una scelta politica riterrà irrilevante questa questione e se si troverà alle strette nell'esprimere un'opinione, sceglierà la via più conformista e "amorevole" per cui sarà come b). Questo avveniva anche con il fascismo, se a qualcuno non importava niente di politica se c'era da scegliere tra destra o sinistra sapeva che la destra era politicamente scorretta e nel torto... ma anche nelle scelte politiche della Democrazia Cristiana e in certi suoi eredi possiamo vedere l'atteggiamento a) che diventa b) sia riguardo al fascismo sia all'omosessualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tali ateggiamenti trovano terreno fertile sia in ambienti di destra, in quanto certo libertarismo nazionalsocilista ha influito molto, sia in ambienti cattolici per eredità giansenista del fare etsi Papa non daretur&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conseguenza è che per amore del prossimo, per correttezza, per buon vivere, dovremmo accettare l'omosessualità. Ma non solo gli omosessuali dovrebbero essere uguali a noi e quindi avere una famiglia, prole, diritti di accesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui poi come nell'antifscimo si va in una ridicola contraddittorietà. a seconda di come fa comodo al partito radicale di massa, gli omosessuali sono una categoria da salvaguardare con discriminazioni favorevoli, oppure sono uguali e quindi non va fatta alcuna discriminazione, ecc ecc&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma qual è perciò l'obiettivo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'omosessualità fa sì innazitutto che venga distrutto il concetto di famiglia. L'omosessuale è una coppia di fatto di per sè. Un matrimonio omosessuale è il riconoscimento che il matrimonio se lo inventa lo stato e non è un istituto di diritto naturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi l'uomo può femminilizzarsi e perciò sottrarsi ai suoi doveri di uomo, la donna può masculinizzarsi e diventare un uomo in gonna. La donna perciò se può diventare uomo può rifiutare il ruolo di madre e così si legittima l'aborto: l'atto più gay che ci sia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così questo concetto di gravidanza come malattia nell'omosessualità trova la perfezione in quanto è il safe sex per eccellenza, sicuri di non riprodursi. Il manifesto gay è il manifesto dell'anticoncezionalità!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi con la menzogna e la furbizia si legittimano dissoluzione della famiglia e scardinamento del sesso dalla famiglia e dalla vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meno naturale di così, appunto, si muore!! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://sophiakaiagape.blogspot.com/2010/11/la-falsita-del-concetto-di-omofobia.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-2837835722589399663?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/2837835722589399663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/la-falsita-del-concetto-di-omofobia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2837835722589399663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2837835722589399663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/la-falsita-del-concetto-di-omofobia.html' title='La falsità del concetto di omofobia'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-815435580462228837</id><published>2010-11-22T06:46:00.000-08:00</published><updated>2010-11-22T06:47:27.753-08:00</updated><title type='text'>chi è senza peccato scagli la prima notizia</title><content type='html'>Tanto è sempre così, stavolta è capitato alla povera Scazzi, poi vedrete finirà, sarà un ricordo, un piccolo trafiletto nella cronaca dopo paginate sul prossimo avviso di garanzia che arriverà... chissà a chi? (io un'idea ce l'avrei...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma esistevano la parola pervertito, la parola puttaniere, la parola strozzino, la parola segaiolo, la parola drogato, cocainomane, strafatto, la parola scostumata, la parola t...a, la parola abortista, la parola disonesto, la parola malandrino, la parola scostumato, la parola pezzo di merda, la parola ignavo, la parola accidioso, la parola goloso, la parola lussorioso, la parola fornicatore, la parola avaro, la parola traditore, la parola poco di buono, la parola cattivo!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene... guai a dire a qualcuno che tradisce la moglie che sta commettendo peccato, perchè? Perchè lo fanno tutti... be' c'è da consolarsi allora!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il guaio non è tanto che lo fanno tutti (e non siam messi bene neppure da questo punto di vista) ma il fatto che 1) lui o non sa di peccare o comunque giustifica le sue azioni come se non fosse peccato quindi 2) c'è bisogno che qualcun altro gli dica che sta peccando ma 3) io non potrei dire che sta peccando&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa situazione non mi stupisco di quei clamorosi fatti di cronaca, perchè dovrei stupirmi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi stupisco piuttosto che se vado al mare c'è il sole, o che oggi posso sorridere con gli amici, sono queste le cose che creano stupore. Perchè cosa ho fatto io per meritarmi il sole o altra gente che condivida la mia gioia? Cos'ho fatto? Niente... ma proprio niente di niente, perchè potrei far qualcosa al sole? Posso corromperlo? Promettergli una ballerina del night? Insegnargli un nuovo film pop porno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene tutti neghiamo il peccato, ma siamo bravi a indicare col dito l'orco, il macellaio di carne umana, il corruttore, il corrotto...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La contraddizione è tragica. Questa contraddizione mi fa pensare che a forza di giustificare il peccato diverremo noi orchi e corrotti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non capisco infatti la differenza che c'è fra questi fatti di cronoca e famiglie distrutte per nulla, bambini uccisi prima di nascere per nulla, vite rovinate per nulla, ecc ecc tutto per nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La differenza è solo nella quantità del clamore, stop&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema è che non ci stupiamo più, è tutto dovuto, tutto nostro, per questo cerchiamo un mondo che non è la realtà, un mondo fantasioso dove esiste solo la libertà dove i bambini non nascono, dove le famiglie si fanno e si disfanno, dove un cavallo e una donna hanno lo stesso valore, dove non ci sono uomini e donne ma solo... bo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo mondo non esiste, esiste il mondo dove, se non ci prendiamo le nostre responsabilità e se non amiamo gratuitamente, gli altri soffrono, i bambini non ci capiscono più niente, se non vengono uccisi prima che possano capire&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mattina leggiamo pure le pagine di cronaca, ma la sera prima, per giudicare le pagine di cronaca per quel che sono, bisogna aver ricordato e giudicato in modo retto le nostre azioni &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://sophiakaiagape.blogspot.com/2010/11/chi-e-senza-peccato-scagli-la-prima.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-815435580462228837?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/815435580462228837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/chi-e-senza-peccato-scagli-la-prima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/815435580462228837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/815435580462228837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/chi-e-senza-peccato-scagli-la-prima.html' title='chi è senza peccato scagli la prima notizia'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-1255600721937179786</id><published>2010-11-04T08:17:00.001-07:00</published><updated>2010-11-22T06:38:24.318-08:00</updated><title type='text'>Comunicato stampa Conferenza "La Procreazione è finita: dalla legge 194 all'aborto-fai-da-te"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5vZh8Y5GJ5M/TNLN1ceySSI/AAAAAAAAACU/h-FFXRpsehA/s1600/conferenzaabortopistoia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5vZh8Y5GJ5M/TNLN1ceySSI/AAAAAAAAACU/h-FFXRpsehA/s320/conferenzaabortopistoia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5535713210053839138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;venerdì 5 novembre · 21.15 - 23.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sala sinodale dell'antico Palazzo dei Vescovi &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piazza del Duomo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pistoia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;presenta Carlotta Segoni&lt;br /&gt;Interverranno:Dott Renzo Puccetti Avv. Aldo Ciappi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Associazione Sant'Ignazio di Loyola e il Comitato per il Centenario della Nascita di Augusto del Noce, in collaborazione con l'Associazione John Locke, l'Associazione Madonna dell'Umiltà e con Alleanza Cattolica, hanno deciso di organizzare una conferenza sull'aborto e sulle pillole abortive. La decisione nasce dal fatto che questo è il tipico argomento riguardo al quale pensiamo di sapere tutto, ma in realtà le informazioni che abbiamo, essendo disparate, frammentarie e provenienti da un'infinità di fonti diverse e che si contraddicono l'una con l'altra, ci fanno sapere ben poco del problema.Infatti tendiamo sempre a sovrapporre gli aspetti tecnico-scientifici, tecnico-giuridici e etici. Cosicchè tutti pensano di sapere cos'è l'aborto, come viene praticato, come viene regolato dalla legge, quanto viene praticato e, soprattutto, quanto viene maggiormante praticato e da chi dopo la legge 194, cos'è la ru486, quali sono i suoi effetti, qual è la regolamentazione legislativa, quali sono e di chi sono in realtà gli interessi da tutelare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando con la gente vedo invece che questi aspetti sono per lo più ignorati, con la conseguenza che il giudizio morale che viene dato sulla pratica dell'aborto e della ru486 e sulla loro regolamentazione è compeltamente sfalsato e quindi ideologizzato.La conferenza si propone perciò di chiarire gli aspetti medici e giuridici e di fornire delle statistiche, in modo da dare una corretta informazione del problema, dato che l'aspetto conoscitivo precede sempre quello etico e che una scelta, nella vita privata e nella vita politica, è veramente libera solo se è basata su giuste informazioni.La Conferenza si terrà nella Sala sinodale dell'antico Palazzo dei Vescovi in Piazza del Duomo a Pistoia, gentilmente concessa dalla Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, venerdì 5 novembre alle ore 21,15; interverranno il Dott Renzo Puccetti e l'Avv. Aldo Ciappi di Scienza e Vita - Pisa e Livorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL PRESIDENTE DEL COMITATO PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI AUGUSTO DEL NOCE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessio Biagioni&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-1255600721937179786?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/1255600721937179786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/comunicato-stampa-conferenza-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/1255600721937179786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/1255600721937179786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/11/comunicato-stampa-conferenza-la.html' title='Comunicato stampa Conferenza &quot;La Procreazione è finita: dalla legge 194 all&apos;aborto-fai-da-te&quot;'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5vZh8Y5GJ5M/TNLN1ceySSI/AAAAAAAAACU/h-FFXRpsehA/s72-c/conferenzaabortopistoia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-4469978022403209740</id><published>2010-08-31T04:52:00.001-07:00</published><updated>2010-08-31T04:52:46.845-07:00</updated><title type='text'>Video Lettura comunicazione di Mons. Antonio Livi "Del Noce e Gilson"</title><content type='html'>&lt;iframe src="http://player.vimeo.com/video/14559865" width="400" height="300" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/14559865"&gt;Lettura comunicazione di Mons. Antonio Livi "Del Noce e Gilson"&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/centdelnoce"&gt;comitatocentenarionascitadelnoce&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-4469978022403209740?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/4469978022403209740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/08/video-lettura-comunicazione-di-mons.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/4469978022403209740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/4469978022403209740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/08/video-lettura-comunicazione-di-mons.html' title='Video Lettura comunicazione di Mons. Antonio Livi &quot;Del Noce e Gilson&quot;'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-3342885006127421791</id><published>2010-08-18T02:10:00.002-07:00</published><updated>2010-08-18T02:11:13.186-07:00</updated><title type='text'>Video intervento Lucia Palumbo</title><content type='html'>&lt;iframe src="http://player.vimeo.com/video/14220034" width="400" height="300" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/14220034"&gt;Lucia Palumbo "L'irreligione occidentale come affermazione della semplice tecnica"&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/centdelnoce"&gt;comitatocentenarionascitadelnoce&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-3342885006127421791?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/3342885006127421791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/08/video-intervento-lucia-palumbo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/3342885006127421791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/3342885006127421791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/08/video-intervento-lucia-palumbo.html' title='Video intervento Lucia Palumbo'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-6347594782701716877</id><published>2010-08-18T02:10:00.001-07:00</published><updated>2010-08-18T02:10:47.299-07:00</updated><title type='text'>Video intervento Lavinia Peserico</title><content type='html'>&lt;iframe src="http://player.vimeo.com/video/14014945" width="400" height="300" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/14014945"&gt;Lavinia Peserico "Del Noce e il 1968"&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/centdelnoce"&gt;comitatocentenarionascitadelnoce&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-6347594782701716877?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/6347594782701716877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/08/video-intervento-lavinia-peserico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6347594782701716877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6347594782701716877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/08/video-intervento-lavinia-peserico.html' title='Video intervento Lavinia Peserico'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-2677329049884380442</id><published>2010-08-09T02:09:00.002-07:00</published><updated>2010-08-09T02:19:34.081-07:00</updated><title type='text'>Video intervento  Maurizio Schoepflin</title><content type='html'>&lt;object width="400" height="300"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true" /&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always" /&gt;&lt;param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13978991&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=1&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;loop=0" /&gt;&lt;embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13978991&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=1&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;loop=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/13978991"&gt;Maurizio Schoepflin "Del Noce filosofo inascoltato e controcorrente"&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/centdelnoce"&gt;comitatocentenarionascitadelnoce&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-2677329049884380442?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/2677329049884380442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/08/video-intervento-maurizio-schoepflin.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2677329049884380442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2677329049884380442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/08/video-intervento-maurizio-schoepflin.html' title='Video intervento  Maurizio Schoepflin'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-2681380124700906568</id><published>2010-08-09T02:09:00.001-07:00</published><updated>2010-08-09T02:09:54.013-07:00</updated><title type='text'>video intervento Giovanni Cantoni</title><content type='html'>&lt;object width="400" height="300"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true" /&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always" /&gt;&lt;param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13975647&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=1&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;loop=0" /&gt;&lt;embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13975647&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=1&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;loop=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/13975647"&gt;Introduzione di Giovanni Cantoni&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/centdelnoce"&gt;comitatocentenarionascitadelnoce&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-2681380124700906568?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/2681380124700906568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/08/video-intervento-giovanni-cantoni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2681380124700906568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2681380124700906568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/08/video-intervento-giovanni-cantoni.html' title='video intervento Giovanni Cantoni'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-8004847816806002711</id><published>2010-08-09T02:07:00.000-07:00</published><updated>2010-08-09T02:09:10.687-07:00</updated><title type='text'>Video intervento Mauro Ronco</title><content type='html'>&lt;object width="400" height="300"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true" /&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always" /&gt;&lt;param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13867005&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=1&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;loop=0" /&gt;&lt;embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13867005&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=1&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;loop=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/13867005"&gt;Mauro Ronco "La linea di Vico- Rosmini come risposta all'ateismo nel pensiero di Augusto Del Noce"&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/centdelnoce"&gt;comitatocentenarionascitadelnoce&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-8004847816806002711?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/8004847816806002711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/08/video-intervento-mauro-ronco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/8004847816806002711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/8004847816806002711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/08/video-intervento-mauro-ronco.html' title='Video intervento Mauro Ronco'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-1936658272832049400</id><published>2010-08-02T08:14:00.000-07:00</published><updated>2010-08-02T08:15:07.756-07:00</updated><title type='text'>Intervento Rocco Buttiglione</title><content type='html'>&lt;object width="400" height="300"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true" /&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always" /&gt;&lt;param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13798241&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1" /&gt;&lt;embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13798241&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/13798241"&gt;Intervento Rocco Buttiglione&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/centdelnoce"&gt;comitatocentenarionascitadelnoce&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-1936658272832049400?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/1936658272832049400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/08/intervento-rocco-buttiglione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/1936658272832049400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/1936658272832049400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/08/intervento-rocco-buttiglione.html' title='Intervento Rocco Buttiglione'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-6942542503936231582</id><published>2010-07-26T04:11:00.001-07:00</published><updated>2010-07-26T04:11:14.620-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;object width="400" height="320"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true" /&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always" /&gt;&lt;param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13605143&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1" /&gt;&lt;embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13605143&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="320"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/13605143"&gt;Intervento Massimo Introvigne&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/user4341643"&gt;comitatocentenarionascitadelnoce&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-6942542503936231582?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/6942542503936231582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/07/intervento-massimo-introvigne-from.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6942542503936231582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6942542503936231582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/07/intervento-massimo-introvigne-from.html' title=''/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-6095483478775421330</id><published>2010-05-27T07:47:00.001-07:00</published><updated>2010-05-27T07:47:31.263-07:00</updated><title type='text'>Le potenze dell'irrazionale contro democrazia e cristianesimo</title><content type='html'>da PROSPETTIVE NEL MONDO n.143, maggio 1988&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'e giudizio morale oggi più corrente, e più passivamente accettato,  di quello secondo cui si dovrebbe prender coscienza, come di realtà  irreversibile, che il comune sentimento del pudore si è notevolmente  modificato negli ultimi anni; così che oggi l'uomo medio, ossia normale  (cioè non nostalgico e non nevrotico) accetterebbe, senza reazioni  morali, manifestazioni di sessualità, alcuni anni addietro neppure  concepibili. Onde l'istanza che i codici si adeguino ai nuovi costumi,  dato che è cangiata la nozione stessa di oscenità: chi può contestare  che i costumi, le fogge di vestire, le mode cangino, anche se la nozione  formale di moralità resta immutata?&lt;br /&gt;A condividere questa punta di vista ci sono anche molti cattolici,  persuasi che in un tempo in cui l'uomo è riuscito a dominare e a  utilizzare a proprio vantaggio le forze della natura, e in cui i  miracoli tecnologici permettono un benessere sempre più largo e diffuso,  l'antico ideale di condotta ascetico e mortificante debba essere  pensato irrevocabilmente perento. E questa è una semplice, anche se non  piacevole, constatazione.&lt;br /&gt;Mi capita spesso di invidiare i non credenti: quanti argomenti non  possono venir tratti dalla storia di oggi per convincersi che i  cattolici sono una specie mentalmente inferiore? Impressionante è la  loro corsa per adeguarsi al giudizio che i laici razionalisti portano  sul cattolicesimo. Pure, non c'e giudizio che possegga, come  l'anzidetto, i titoli per meritare il gran premio della banalità.&lt;br /&gt;Basta, infatti, la riflessione più elementare per intendere che oggi si  tratta di tutt'altro, che non di variazioni nei riguardi di ciò che si  riteneva offendere il sentimento del pudore. Quando - ed e il dato di  fatto corrente - si asserisce che non c'è parola del vocabolario che non  possa venire pronunciata, e, correlativamente, parte del corpo che non  possa essere esposta al pubblico, purché non urti la sensibilità  estetica (e in ciò il nudismo di oggi manifesta il suo carattere che è  ben diverso dall’igienico, e in fondo abbastanza ingenuo naturismo), non  c'è soltanto variazione nel comune senso del pudore; c'e una condanna, a  suo modo morale, del pudore come anormale. Si parla infatti di  rivoluzione sessuale; che non è affatto espressione esagerata e troppo  ardita per designare qualcosa di più moderato e di più semplice: quell'  «integrazione piena del sesso nella vita umana», di cui parlano, in  termini del resto assai mal definiti e imprecisi, vari  teologi;confondendo, con questa benevola interpretazione, le carte e le  teste.&lt;br /&gt;La maggior minaccia per l'intelligenza è rappresentata oggi  dall'inflazione di carta stampata. I libri non si leggono, al più si  scorrono, e poi si ripongono negli scaffali. Ora, tutto l'essenziale  sulla rivoluzione sessuale è stato detto, quarant'anni fa, dal dottor  Wilhelm Reich, in un libro che porta appunto questo titolo (1); basta un  giorno per leggerlo attentamente. E, quando lo si sia fatto, non ci si  stupisce più dei costumi presenti del regno di Danimarca, perché ne sono  la piena attuazione; non ci si stupisce più delle proposte più  avanzate, sino a quella del matrimonio degli omosessuali. Non si vanno  più a cercare, o a discutere, le sentenze di Moravia sulla pornografia  come fenomeno connesso a una società puritana: se non ci fossero  puritani, non ci sarebbero neanche pornografi; se qualsiasi espressione  erotica è «normale», ne viene che l'esistenza del pornografo è relativa a  quella dell'anormale puritano; non c’è pornografo se non agli occhi del  puritano; gran scoperta! Non ci si informa più attraverso le conferenze  che vanno portando in giro gli Enzo Siciliano. E ciò non per  avversione, psicologica o morale, ma per la semplice, doverosa cura di  regolare il proprio tempo. La lettura del libro di Reich costringe  infatti a situare gli scritti - abbiano la forma di romanzo o di saggio -  di questi autori e dei tanti altri che e superfluo nominare, come  lavori letterari (lavori, cioè, appartenenti a quel genere che è  l'industria culturale), o come illustrazioni - alla lettera - delle  opere dell'eterodosso, rispetto all'indirizzo psicanalitico ufficiale,  psicologico austriaco. Chi correda di illustrazioni e di esempi  sensibili le opere altrui, non discute, e perciò non merita di essere  discusso. Può benissimo darsi che le idee le abbia trovate da sé, o  colte nell'aria; ma l'attenzione deve essere rivolta a chi le ha  enunciate per primo, e soprattutto lo ha fatto in forma organica e  coerente.&lt;br /&gt;Il Reich, morto quasi del tutto dimenticato in un penitenziario  americano nel 1957, allora condannato dall'ancor morale America, poi  riscoperto dai vari movimenti beat e hippy, appartiene a quello che  negli ultimi anni tra il '20 e il '30 si autodefinì come movimento di  liberazione europea, sorto in dipendenza della rivoluzione russa; ma  alle categorie della borghesia e del proletariato, sostituì quelle degli  assertori della morale repressiva (l'uso della parola repressione, nel  complessivo significato che ora le si annette, ha in lui le sue origini)  e degli assertori della liberta sessuale; solo questa sostituzione, e  il conseguimento della felicita sessuale avrebbero portato alla  scomparsa dello spirito autoritario e a un internazionalismo senza  compromessi.&lt;br /&gt;Gli insegnamenti che possiamo trarre dalla sua rivoluzione sessuale sono  molti ed estremamente importanti.&lt;br /&gt;Merita di essere osservato, innanzitutto, come le idee per l'assoluta  libertà sessuale fossero state già compiutamente formulate negli anni  tra il '20 e il '30. Non ebbero fortuna nel decennio successivo: da una  parte, per motivi che ora è inutile indagare, trovarono opposizione nei  regimi totalitari, nel fascismo come nel nazismo, come nello stalinismo;  dall'altra non potevano trovare udienza nell'antifascismo, inteso  allora a opporre i valori spirituali all'esaltazione degli elementi  vitali e tellurici. Ebbero una ripresa, pressoché inosservata agli  inizi, ma continua e progressiva, dopo il '45; esplosero, dopo il '60  nella forma e con l'intensità che sappiamo; non certo per influenza  diretta del pensiero del Reich, che fu soltanto riscoperto, ma per le  ragioni che si diranno.&lt;br /&gt;La rigorosa coerenza del libro mostra come non siano possibili  compromessi tra la morale tradizionale, intesa nella sua integrità e  senza alterazioni, - con riconoscimento pieno, cioe, delle sue premesse  prime, e proprio per questa senza unilaterali accentuazioni di certi  aspetti - e la liberalizzazione sessuale. Dobbiamo perciò dire che, a  parte la forma espressiva e il giudizio valutativo, che per me  naturalmente è l'opposto, il Reich ha piena ragione nello scrivere che  «la concezione del desiderio sessuale inteso al servizio della  procreazione è un mezzo di repressione delIa sessuologia conservatrice. È  una concezione finalistica, e dunque idealistica. Presuppone dei fini  che devono essere necessariamente di origine sovrannaturale. Reintroduce  un principio metafisico e perciò tradisce un pregiudizio religioso o  mistico». Possiamo tradurre, in termini appena diversi: ci sono nella  storia, come costanti, due strutture tipiche in eterno conflitto: la  morale, che in ultima analisi suppone un fondamento  metafisico-trascendente, anzi soprannaturale; la libertina, che, negati  questi fondamenti, deve vedere la piena esplicazione della vita nella  «felicità sessuale», posta come fine a se stessa, e quindi liberata  dall'idea di riproduzione. Se si vuol parlare di un merito del Reich è  di aver portato il giudizio pratico di tipo libertino aIle sue  conseguenze ultime.&lt;br /&gt;Premessa infatti del pensiero del Reich, naturalmente data come  incontestabile senza il minimo accenno di prova, è che non esiste nessun  ordine di fini, nessuna autorità metempirica di valori. Ogni traccia,  nonché di cristianesimo, di «idealismo», nel più largo dei significati, o  di fondamento dei valori di una realtà obiettiva, quale sarebbe per  Marx la storia, è cancellata. A che cosa si riduce, dunque, l'uomo, se  non a un insieme di bisogni fisici? Quando essi siano soddisfatti -  quando, insomma, sarà rimossa ogni repressione - egli sarà felice. Viene  in mente la frase di Nietzsche sui socialisti: «ammiccano perché hanno  inventato la felicità». In pochi scrittori come nel Reich è tipico il  carattere dell'«inventore della felicita».&lt;br /&gt;Tolto ogni ordine di fini e cancellata ogni autorità di valori non resta  che l'energia vitale identificabile, già secondo un'antica e del resto  difficilmente contestabile asserzione, con la sessualità. Dunque, nucleo  della vita sarà la felicità sessuale; poiché il pieno appagamento  sessuale è possibile, la felicità è dunque raggiungibile. Attraverso  l'assoluta, illimitata libertà sessuale,l'uomo si libererà dalle nevrosi  e diventerà pienamente capace di lavoro e di iniziativa. La sua  struttura psichica sarà mutata e sarà reso altresì libero dalle tendenze  militari e aggressive e dalle fantasie sadiche, tipiche - come  l'esempio dello stesso Sade dimostrerebbe - dei repressi.&lt;br /&gt;Ma qual è l'istituto sociale repressivo per eccellenza? Per il Reich la  famiglia monogamica tradizionale; e, dal suo punto di vista, non si può  certo dire abbia torto. L'idea di famiglia è infatti inseparabile  dall'idea di tradizione, da un patrimonio di verità da tradere, da  consegnare. L'abolizione di ogni ordine metempirico di verità importa  quindi che la famiglia venga dissolta; nessuna considerazione meramente  sociologica può autorizzare il suo mantenimento.&lt;br /&gt;Di qui le conseguenze che non potrebbero, nel suo libro, essere dettate a  lettere più chiare. Il rovesciamento di quella «struttura umana che  esiste sotto forma di quella che è chiamata tradizione» non potrebbe  essere più completo; forse un lontano analogo si può trovare nelle  utopie di uno degli scrittori più rappresentativi del libertinismo  secentesco, Cyrano de Bergerac. Una ragazza che a diciott'anni sia  ancora vergine deve essere condannata alla vergogna. Ciò di cui una  ragazza adolescente ha bisogno è «di una camera tranquilla, di  antifecondativi adatti, e di un amico capace di fare all'amore, che  abbia cioè una struttura sessuo-affermativa; di genitori comprensivi e  di un ambiente sociale affermatore del sesso» (2). La nudità totale deve  essere incondizionatamente accettata e favorita; la pubblicità degli  accoppiamenti sessuali deve essere permessa. Non si ha diritto di  proibire al proprio partner alcune relazioni sessuali durevoli:  principio che oggi vien detto «piena libertà di scambio fra coppie di  coniugi» e «libertà totale per le esperienze sessuali di gruppo». Nulla  permette di criticare le unioni omosessuali. L'educazione sessuale deve  essere intesa come rimozione di tutti quei complessi atavici che portano  a vedere nell'astinenza un valore, ecc.&lt;br /&gt;Domandiamoci, ora: che cosa c'e di nuovo, nel riguardo di queste idee,  in quella che si suol chiamare morale scandinava? Che cosa c' e di nuovo  in certe manifestazioni della contestazione giovanile (non di tutte,  neanche nelle forme più eversive; perché certamente Mao non è Reich, e  non lo è neanche Marcuse), in cui gli studenti (e, per quel che ho  letto, anche quelli di una facoltà tedesca di teologia protestante)  chiedevano il permesso di ricevere le loro compagne nelle stanze  personali dei loro collegi? O, addirittura, (come a Nanterre nel famoso  maggio) dell'accoppiamento libero nei corridoi; domanda che non poteva  non ricevere l'appoggio di un molto conformista professore, che per  piena coerenza al conformismo, nell'attesa di conformarsi alla parte  vincente, decise di firmare il suo scritto con uno pseudonimo.&lt;br /&gt;Ancora: «la religione non sarebbe combattuta, ma non si tollererebbero  interferenze con il diritto di trasmettere alle masse le scoperte delle  scienze naturali e con i tentativi per assicurare la felicità sessuale.  Allora si vedrebbe ben presto se la Chiesa ha ragione o meno di  sostenere l'origine soprannaturale dei sentimenti religiosi». Che cosa  propone oggi il fondatore di un Deutsche Sex Partei (il giornalista  amburghese Driessen) se non la «verifica della legittimità  costituzionale della Chiesa cattolica in merito ai limiti che pone alle  libertà sessuali»? Si noti: la Chiesa è tollerata soltanto nei limiti in  cui non si pronuncia nel riguardo delle tesi morali derivate da una  scienza intesa come l'unica forma valida di conoscenza! Deve assistere,  senza avere neppure il diritto di deplorarla, a una nuova morale  sessuale prescritta dalla scienza (e per la verità, da uno scienziato,  perché il Reich ammette la sua posizione come affatto isolata tra i  sessuologi del tempo), che, per un processo che va dalla pratica alla  teoria, ne scardina completamente i principi. Perfettamente ha scritto  di recente un valentissimo e troppo poco noto filosofo francese, Jean  Brun, che «il grande Inquisitore, di cui Dostojevski ci ha lasciato un  mirabile ritratto, non è più un fanatico religioso, ma uno scienziato  che possiede l'esclusiva della verità, di fronte a cui gli uomini  debbono inginocchiarsi per non essere più schiavi dell'errore» (3).&lt;br /&gt;Se anche lasciamo da parte la tesi del maggiore filosofo  dell'emigrazione russa, Leone Chestov, secondo cui il tipo del grande  Inquisitore dipenderebbe unicamente dall'essenza dello scientismo, anche  se può avere storicamente assunto veste religiosa per l'intrusione  della mentalità scientista nel campo della fede, resta sempre che esso è  essenziale allo scientismo, e che le minacce, oggi, del suo dominio,  vengono dallo scientismo.&lt;br /&gt;Ma c'e dell'altro. Se non vado errato, il Reich fu il primo a parlare di  un nesso tra repressività sessuale e fascismo. Anche questa idea ha  avuto fortuna: ho letto infatti tempo fa della scoperta del libro di tal  Alberto Ellis, capo dei servizi di psicologia dello Stato del  New-Jersey, che «i fascisti sessuali tendono ad essere altrettanto  predominanti nei gruppi politicamente ed economicamente liberali, che  tra i bigotti e i reazionari sociali». Se l'espressione non ha avuto  sinora troppa circolazione - i sessuologi scientisti dovrebbero  affrontare al proposito il dibattito con gli storici, ed è dibattito a  cui sono poco attrezzati - ciò non toglie che l'idea sottenda molti  giudizi correnti; è facile rintracciare al fondo di molti discorsi la  persuasione della corrispondenza tra società democratica e completa  libertà sessuale. Non è certo un caso che i più avanzati sostenitori,  tra di noi, della «sessualizzazione dei costumi», affermino che si  tratta di liberare l'Italia da quei livelli di oscurantismo, che  porterebbero i rappresentati dei paesi più civili ad esempio la Spagna,  PortogalIo e Grecia, e che sono al fondo del permanent~ penc~li di  rivoluzione' e che di recente siano scattati in nome di «un comitato  rivoluzionario contro la repressione» esattamente i tre più noti  rappresentanti italiani dell&lt;br /&gt;Non c'e giudizio morale oggi più corrente, e più passivamente accettato,  di quello secondo cui si dovrebbe prender coscienza, come di realtà  irreversibile, che il comune sentimento del pudore si è notevolmente  modificato negli ultimi anni; così che oggi l'uomo medio, ossia normale  (cioè non nostalgico e non nevrotico) accetterebbe, senza reazioni  morali, manifestazioni di sessualità, alcuni anni addietro neppure  concepibili. Onde l'istanza che i codici si adeguino ai nuovi costumi,  dato che è cangiata la nozione stessa di oscenità: chi può contestare  che i costumi, le fogge di vestire, le mode cangino, anche se la nozione  formale di moralità resta immutata?&lt;br /&gt;A condividere questa punta di vista ci sono anche molti cattolici,  persuasi che in un tempo in cui l'uomo è riuscito a dominare e a  utilizzare a proprio vantaggio le forze della natura, e in cui i  miracoli tecnologici permettono un benessere sempre più largo e diffuso,  l'antico ideale di condotta ascetico e mortificante debba essere  pensato irrevocabilmente perento. E questa è una semplice, anche se non  piacevole, constatazione.&lt;br /&gt;Mi capita spesso di invidiare i non credenti: quanti argomenti non  possono venir tratti dalla storia di oggi per convincersi che i  cattolici sono una specie mentalmente inferiore? Impressionante è la  loro corsa per adeguarsi al giudizio che i laici razionalisti portano  sul cattolicesimo. Pure, non c'e giudizio che possegga, come  l'anzidetto, i titoli per meritare il gran premio della banalità.&lt;br /&gt;Basta, infatti, la riflessione più elementare per intendere che oggi si  tratta di tutt'altro, che non di variazioni nei riguardi di ciò che si  riteneva offendere il sentimento del pudore. Quando - ed e il dato di  fatto corrente - si asserisce che non c'è parola del vocabolario che non  possa venire pronunciata, e, correlativamente, parte del corpo che non  possa essere esposta al pubblico, purché non urti la sensibilità  estetica (e in ciò il nudismo di oggi manifesta il suo carattere che è  ben diverso dall’igienico, e in fondo abbastanza ingenuo naturismo), non  c'è soltanto variazione nel comune senso del pudore; c'e una condanna, a  suo modo morale, del pudore come anormale. Si parla infatti di  rivoluzione sessuale; che non è affatto espressione esagerata e troppo  ardita per designare qualcosa di più moderato e di più semplice: quell'  «integrazione piena del sesso nella vita umana», di cui parlano, in  termini del resto assai mal definiti e imprecisi, vari  teologi;confondendo, con questa benevola interpretazione, le carte e le  teste.&lt;br /&gt;La maggior minaccia per l'intelligenza è rappresentata oggi  dall'inflazione di carta stampata. I libri non si leggono, al più si  scorrono, e poi si ripongono negli scaffali. Ora, tutto l'essenziale  sulla rivoluzione sessuale è stato detto, quarant'anni fa, dal dottor  Wilhelm Reich, in un libro che porta appunto questo titolo (1); basta un  giorno per leggerlo attentamente. E, quando lo si sia fatto, non ci si  stupisce più dei costumi presenti del regno di Danimarca, perché ne sono  la piena attuazione; non ci si stupisce più delle proposte più  avanzate, sino a quella del matrimonio degli omosessuali. Non si vanno  più a cercare, o a discutere, le sentenze di Moravia sulla pornografia  come fenomeno connesso a una società puritana: se non ci fossero  puritani, non ci sarebbero neanche pornografi; se qualsiasi espressione  erotica è «normale», ne viene che l'esistenza del pornografo è relativa a  quella dell'anormale puritano; non c’è pornografo se non agli occhi del  puritano; gran scoperta! Non ci si informa più attraverso le conferenze  che vanno portando in giro gli Enzo Siciliano. E ciò non per  avversione, psicologica o morale, ma per la semplice, doverosa cura di  regolare il proprio tempo. La lettura del libro di Reich costringe  infatti a situare gli scritti - abbiano la forma di romanzo o di saggio -  di questi autori e dei tanti altri che e superfluo nominare, come  lavori letterari (lavori, cioè, appartenenti a quel genere che è  l'industria culturale), o come illustrazioni - alla lettera - delle  opere dell'eterodosso, rispetto all'indirizzo psicanalitico ufficiale,  psicologico austriaco. Chi correda di illustrazioni e di esempi  sensibili le opere altrui, non discute, e perciò non merita di essere  discusso. Può benissimo darsi che le idee le abbia trovate da sé, o  colte nell'aria; ma l'attenzione deve essere rivolta a chi le ha  enunciate per primo, e soprattutto lo ha fatto in forma organica e  coerente.&lt;br /&gt;Il Reich, morto quasi del tutto dimenticato in un penitenziario  americano nel 1957, allora condannato dall'ancor morale America, poi  riscoperto dai vari movimenti beat e hippy, appartiene a quello che  negli ultimi anni tra il '20 e il '30 si autodefinì come movimento di  liberazione europea, sorto in dipendenza della rivoluzione russa; ma  alle categorie della borghesia e del proletariato, sostituì quelle degli  assertori della morale repressiva (l'uso della parola repressione, nel  complessivo significato che ora le si annette, ha in lui le sue origini)  e degli assertori della liberta sessuale; solo questa sostituzione, e  il conseguimento della felicita sessuale avrebbero portato alla  scomparsa dello spirito autoritario e a un internazionalismo senza  compromessi.&lt;br /&gt;Gli insegnamenti che possiamo trarre dalla sua rivoluzione sessuale sono  molti ed estremamente importanti.&lt;br /&gt;Merita di essere osservato, innanzitutto, come le idee per l'assoluta  libertà sessuale fossero state già compiutamente formulate negli anni  tra il '20 e il '30. Non ebbero fortuna nel decennio successivo: da una  parte, per motivi che ora è inutile indagare, trovarono opposizione nei  regimi totalitari, nel fascismo come nel nazismo, come nello stalinismo;  dall'altra non potevano trovare udienza nell'antifascismo, inteso  allora a opporre i valori spirituali all'esaltazione degli elementi  vitali e tellurici. Ebbero una ripresa, pressoché inosservata agli  inizi, ma continua e progressiva, dopo il '45; esplosero, dopo il '60  nella forma e con l'intensità che sappiamo; non certo per influenza  diretta del pensiero del Reich, che fu soltanto riscoperto, ma per le  ragioni che si diranno.&lt;br /&gt;La rigorosa coerenza del libro mostra come non siano possibili  compromessi tra la morale tradizionale, intesa nella sua integrità e  senza alterazioni, - con riconoscimento pieno, cioe, delle sue premesse  prime, e proprio per questa senza unilaterali accentuazioni di certi  aspetti - e la liberalizzazione sessuale. Dobbiamo perciò dire che, a  parte la forma espressiva e il giudizio valutativo, che per me  naturalmente è l'opposto, il Reich ha piena ragione nello scrivere che  «la concezione del desiderio sessuale inteso al servizio della  procreazione è un mezzo di repressione delIa sessuologia conservatrice. È  una concezione finalistica, e dunque idealistica. Presuppone dei fini  che devono essere necessariamente di origine sovrannaturale. Reintroduce  un principio metafisico e perciò tradisce un pregiudizio religioso o  mistico». Possiamo tradurre, in termini appena diversi: ci sono nella  storia, come costanti, due strutture tipiche in eterno conflitto: la  morale, che in ultima analisi suppone un fondamento  metafisico-trascendente, anzi soprannaturale; la libertina, che, negati  questi fondamenti, deve vedere la piena esplicazione della vita nella  «felicità sessuale», posta come fine a se stessa, e quindi liberata  dall'idea di riproduzione. Se si vuol parlare di un merito del Reich è  di aver portato il giudizio pratico di tipo libertino aIle sue  conseguenze ultime.&lt;br /&gt;Premessa infatti del pensiero del Reich, naturalmente data come  incontestabile senza il minimo accenno di prova, è che non esiste nessun  ordine di fini, nessuna autorità metempirica di valori. Ogni traccia,  nonché di cristianesimo, di «idealismo», nel più largo dei significati, o  di fondamento dei valori di una realtà obiettiva, quale sarebbe per  Marx la storia, è cancellata. A che cosa si riduce, dunque, l'uomo, se  non a un insieme di bisogni fisici? Quando essi siano soddisfatti -  quando, insomma, sarà rimossa ogni repressione - egli sarà felice. Viene  in mente la frase di Nietzsche sui socialisti: «ammiccano perché hanno  inventato la felicità». In pochi scrittori come nel Reich è tipico il  carattere dell'«inventore della felicita».&lt;br /&gt;Tolto ogni ordine di fini e cancellata ogni autorità di valori non resta  che l'energia vitale identificabile, già secondo un'antica e del resto  difficilmente contestabile asserzione, con la sessualità. Dunque, nucleo  della vita sarà la felicità sessuale; poiché il pieno appagamento  sessuale è possibile, la felicità è dunque raggiungibile. Attraverso  l'assoluta, illimitata libertà sessuale,l'uomo si libererà dalle nevrosi  e diventerà pienamente capace di lavoro e di iniziativa. La sua  struttura psichica sarà mutata e sarà reso altresì libero dalle tendenze  militari e aggressive e dalle fantasie sadiche, tipiche - come  l'esempio dello stesso Sade dimostrerebbe - dei repressi.&lt;br /&gt;Ma qual è l'istituto sociale repressivo per eccellenza? Per il Reich la  famiglia monogamica tradizionale; e, dal suo punto di vista, non si può  certo dire abbia torto. L'idea di famiglia è infatti inseparabile  dall'idea di tradizione, da un patrimonio di verità da tradere, da  consegnare. L'abolizione di ogni ordine metempirico di verità importa  quindi che la famiglia venga dissolta; nessuna considerazione meramente  sociologica può autorizzare il suo mantenimento.&lt;br /&gt;Di qui le conseguenze che non potrebbero, nel suo libro, essere dettate a  lettere più chiare. Il rovesciamento di quella «struttura umana che  esiste sotto forma di quella che è chiamata tradizione» non potrebbe  essere più completo; forse un lontano analogo si può trovare nelle  utopie di uno degli scrittori più rappresentativi del libertinismo  secentesco, Cyrano de Bergerac. Una ragazza che a diciott'anni sia  ancora vergine deve essere condannata alla vergogna. Ciò di cui una  ragazza adolescente ha bisogno è «di una camera tranquilla, di  antifecondativi adatti, e di un amico capace di fare all'amore, che  abbia cioè una struttura sessuo-affermativa; di genitori comprensivi e  di un ambiente sociale affermatore del sesso» (2). La nudità totale deve  essere incondizionatamente accettata e favorita; la pubblicità degli  accoppiamenti sessuali deve essere permessa. Non si ha diritto di  proibire al proprio partner alcune relazioni sessuali durevoli:  principio che oggi vien detto «piena libertà di scambio fra coppie di  coniugi» e «libertà totale per le esperienze sessuali di gruppo». Nulla  permette di criticare le unioni omosessuali. L'educazione sessuale deve  essere intesa come rimozione di tutti quei complessi atavici che portano  a vedere nell'astinenza un valore, ecc.&lt;br /&gt;Domandiamoci, ora: che cosa c'e di nuovo, nel riguardo di queste idee,  in quella che si suol chiamare morale scandinava? Che cosa c' e di nuovo  in certe manifestazioni della contestazione giovanile (non di tutte,  neanche nelle forme più eversive; perché certamente Mao non è Reich, e  non lo è neanche Marcuse), in cui gli studenti (e, per quel che ho  letto, anche quelli di una facoltà tedesca di teologia protestante)  chiedevano il permesso di ricevere le loro compagne nelle stanze  personali dei loro collegi? O, addirittura, (come a Nanterre nel famoso  maggio) dell'accoppiamento libero nei corridoi; domanda che non poteva  non ricevere l'appoggio di un molto conformista professore, che per  piena coerenza al conformismo, nell'attesa di conformarsi alla parte  vincente, decise di firmare il suo scritto con uno pseudonimo.&lt;br /&gt;Ancora: «la religione non sarebbe combattuta, ma non si tollererebbero  interferenze con il diritto di trasmettere alle masse le scoperte delle  scienze naturali e con i tentativi per assicurare la felicità sessuale.  Allora si vedrebbe ben presto se la Chiesa ha ragione o meno di  sostenere l'origine soprannaturale dei sentimenti religiosi». Che cosa  propone oggi il fondatore di un Deutsche Sex Partei (il giornalista  amburghese Driessen) se non la «verifica della legittimità  costituzionale della Chiesa cattolica in merito ai limiti che pone alle  libertà sessuali»? Si noti: la Chiesa è tollerata soltanto nei limiti in  cui non si pronuncia nel riguardo delle tesi morali derivate da una  scienza intesa come l'unica forma valida di conoscenza! Deve assistere,  senza avere neppure il diritto di deplorarla, a una nuova morale  sessuale prescritta dalla scienza (e per la verità, da uno scienziato,  perché il Reich ammette la sua posizione come affatto isolata tra i  sessuologi del tempo), che, per un processo che va dalla pratica alla  teoria, ne scardina completamente i principi. Perfettamente ha scritto  di recente un valentissimo e troppo poco noto filosofo francese, Jean  Brun, che «il grande Inquisitore, di cui Dostojevski ci ha lasciato un  mirabile ritratto, non è più un fanatico religioso, ma uno scienziato  che possiede l'esclusiva della verità, di fronte a cui gli uomini  debbono inginocchiarsi per non essere più schiavi dell'errore» (3).&lt;br /&gt;Se anche lasciamo da parte la tesi del maggiore filosofo  dell'emigrazione russa, Leone Chestov, secondo cui il tipo del grande  Inquisitore dipenderebbe unicamente dall'essenza dello scientismo, anche  se può avere storicamente assunto veste religiosa per l'intrusione  della mentalità scientista nel campo della fede, resta sempre che esso è  essenziale allo scientismo, e che le minacce, oggi, del suo dominio,  vengono dallo scientismo.&lt;br /&gt;Ma c'e dell'altro. Se non vado errato, il Reich fu il primo a parlare di  un nesso tra repressività sessuale e fascismo. Anche questa idea ha  avuto fortuna: ho letto infatti tempo fa della scoperta del libro di tal  Alberto Ellis, capo dei servizi di psicologia dello Stato del  New-Jersey, che «i fascisti sessuali tendono ad essere altrettanto  predominanti nei gruppi politicamente ed economicamente liberali, che  tra i bigotti e i reazionari sociali». Se l'espressione non ha avuto  sinora troppa circolazione - i sessuologi scientisti dovrebbero  affrontare al proposito il dibattito con gli storici, ed è dibattito a  cui sono poco attrezzati - ciò non toglie che l'idea sottenda molti  giudizi correnti; è facile rintracciare al fondo di molti discorsi la  persuasione della corrispondenza tra società democratica e completa  libertà sessuale. Non è certo un caso che i più avanzati sostenitori,  tra di noi, della «sessualizzazione dei costumi», affermino che si  tratta di liberare l'Italia da quei livelli di oscurantismo, che  porterebbero i rappresentati dei paesi più civili ad esempio la Spagna,  PortogalIo e Grecia, e che sono al fondo del permanent~ penc~li di  rivoluzione' e che di recente siano scattati in nome di «un comitato  rivoluzionario contro la repressione» esattamente i tre più noti  rappresentanti italiani dell&lt;br /&gt;Non c'e giudizio morale oggi più corrente, e più passivamente accettato,  di quello secondo cui si dovrebbe prender coscienza, come di realtà  irreversibile, che il comune sentimento del pudore si è notevolmente  modificato negli ultimi anni; così che oggi l'uomo medio, ossia normale  (cioè non nostalgico e non nevrotico) accetterebbe, senza reazioni  morali, manifestazioni di sessualità, alcuni anni addietro neppure  concepibili. Onde l'istanza che i codici si adeguino ai nuovi costumi,  dato che è cangiata la nozione stessa di oscenità: chi può contestare  che i costumi, le fogge di vestire, le mode cangino, anche se la nozione  formale di moralità resta immutata?&lt;br /&gt;A condividere questa punta di vista ci sono anche molti cattolici,  persuasi che in un tempo in cui l'uomo è riuscito a dominare e a  utilizzare a proprio vantaggio le forze della natura, e in cui i  miracoli tecnologici permettono un benessere sempre più largo e diffuso,  l'antico ideale di condotta ascetico e mortificante debba essere  pensato irrevocabilmente perento. E questa è una semplice, anche se non  piacevole, constatazione.&lt;br /&gt;Mi capita spesso di invidiare i non credenti: quanti argomenti non  possono venir tratti dalla storia di oggi per convincersi che i  cattolici sono una specie mentalmente inferiore? Impressionante è la  loro corsa per adeguarsi al giudizio che i laici razionalisti portano  sul cattolicesimo. Pure, non c'e giudizio che possegga, come  l'anzidetto, i titoli per meritare il gran premio della banalità.&lt;br /&gt;Basta, infatti, la riflessione più elementare per intendere che oggi si  tratta di tutt'altro, che non di variazioni nei riguardi di ciò che si  riteneva offendere il sentimento del pudore. Quando - ed e il dato di  fatto corrente - si asserisce che non c'è parola del vocabolario che non  possa venire pronunciata, e, correlativamente, parte del corpo che non  possa essere esposta al pubblico, purché non urti la sensibilità  estetica (e in ciò il nudismo di oggi manifesta il suo carattere che è  ben diverso dall’igienico, e in fondo abbastanza ingenuo naturismo), non  c'è soltanto variazione nel comune senso del pudore; c'e una condanna, a  suo modo morale, del pudore come anormale. Si parla infatti di  rivoluzione sessuale; che non è affatto espressione esagerata e troppo  ardita per designare qualcosa di più moderato e di più semplice: quell'  «integrazione piena del sesso nella vita umana», di cui parlano, in  termini del resto assai mal definiti e imprecisi, vari  teologi;confondendo, con questa benevola interpretazione, le carte e le  teste.&lt;br /&gt;La maggior minaccia per l'intelligenza è rappresentata oggi  dall'inflazione di carta stampata. I libri non si leggono, al più si  scorrono, e poi si ripongono negli scaffali. Ora, tutto l'essenziale  sulla rivoluzione sessuale è stato detto, quarant'anni fa, dal dottor  Wilhelm Reich, in un libro che porta appunto questo titolo (1); basta un  giorno per leggerlo attentamente. E, quando lo si sia fatto, non ci si  stupisce più dei costumi presenti del regno di Danimarca, perché ne sono  la piena attuazione; non ci si stupisce più delle proposte più  avanzate, sino a quella del matrimonio degli omosessuali. Non si vanno  più a cercare, o a discutere, le sentenze di Moravia sulla pornografia  come fenomeno connesso a una società puritana: se non ci fossero  puritani, non ci sarebbero neanche pornografi; se qualsiasi espressione  erotica è «normale», ne viene che l'esistenza del pornografo è relativa a  quella dell'anormale puritano; non c’è pornografo se non agli occhi del  puritano; gran scoperta! Non ci si informa più attraverso le conferenze  che vanno portando in giro gli Enzo Siciliano. E ciò non per  avversione, psicologica o morale, ma per la semplice, doverosa cura di  regolare il proprio tempo. La lettura del libro di Reich costringe  infatti a situare gli scritti - abbiano la forma di romanzo o di saggio -  di questi autori e dei tanti altri che e superfluo nominare, come  lavori letterari (lavori, cioè, appartenenti a quel genere che è  l'industria culturale), o come illustrazioni - alla lettera - delle  opere dell'eterodosso, rispetto all'indirizzo psicanalitico ufficiale,  psicologico austriaco. Chi correda di illustrazioni e di esempi  sensibili le opere altrui, non discute, e perciò non merita di essere  discusso. Può benissimo darsi che le idee le abbia trovate da sé, o  colte nell'aria; ma l'attenzione deve essere rivolta a chi le ha  enunciate per primo, e soprattutto lo ha fatto in forma organica e  coerente.&lt;br /&gt;Il Reich, morto quasi del tutto dimenticato in un penitenziario  americano nel 1957, allora condannato dall'ancor morale America, poi  riscoperto dai vari movimenti beat e hippy, appartiene a quello che  negli ultimi anni tra il '20 e il '30 si autodefinì come movimento di  liberazione europea, sorto in dipendenza della rivoluzione russa; ma  alle categorie della borghesia e del proletariato, sostituì quelle degli  assertori della morale repressiva (l'uso della parola repressione, nel  complessivo significato che ora le si annette, ha in lui le sue origini)  e degli assertori della liberta sessuale; solo questa sostituzione, e  il conseguimento della felicita sessuale avrebbero portato alla  scomparsa dello spirito autoritario e a un internazionalismo senza  compromessi.&lt;br /&gt;Gli insegnamenti che possiamo trarre dalla sua rivoluzione sessuale sono  molti ed estremamente importanti.&lt;br /&gt;Merita di essere osservato, innanzitutto, come le idee per l'assoluta  libertà sessuale fossero state già compiutamente formulate negli anni  tra il '20 e il '30. Non ebbero fortuna nel decennio successivo: da una  parte, per motivi che ora è inutile indagare, trovarono opposizione nei  regimi totalitari, nel fascismo come nel nazismo, come nello stalinismo;  dall'altra non potevano trovare udienza nell'antifascismo, inteso  allora a opporre i valori spirituali all'esaltazione degli elementi  vitali e tellurici. Ebbero una ripresa, pressoché inosservata agli  inizi, ma continua e progressiva, dopo il '45; esplosero, dopo il '60  nella forma e con l'intensità che sappiamo; non certo per influenza  diretta del pensiero del Reich, che fu soltanto riscoperto, ma per le  ragioni che si diranno.&lt;br /&gt;La rigorosa coerenza del libro mostra come non siano possibili  compromessi tra la morale tradizionale, intesa nella sua integrità e  senza alterazioni, - con riconoscimento pieno, cioe, delle sue premesse  prime, e proprio per questa senza unilaterali accentuazioni di certi  aspetti - e la liberalizzazione sessuale. Dobbiamo perciò dire che, a  parte la forma espressiva e il giudizio valutativo, che per me  naturalmente è l'opposto, il Reich ha piena ragione nello scrivere che  «la concezione del desiderio sessuale inteso al servizio della  procreazione è un mezzo di repressione delIa sessuologia conservatrice. È  una concezione finalistica, e dunque idealistica. Presuppone dei fini  che devono essere necessariamente di origine sovrannaturale. Reintroduce  un principio metafisico e perciò tradisce un pregiudizio religioso o  mistico». Possiamo tradurre, in termini appena diversi: ci sono nella  storia, come costanti, due strutture tipiche in eterno conflitto: la  morale, che in ultima analisi suppone un fondamento  metafisico-trascendente, anzi soprannaturale; la libertina, che, negati  questi fondamenti, deve vedere la piena esplicazione della vita nella  «felicità sessuale», posta come fine a se stessa, e quindi liberata  dall'idea di riproduzione. Se si vuol parlare di un merito del Reich è  di aver portato il giudizio pratico di tipo libertino aIle sue  conseguenze ultime.&lt;br /&gt;Premessa infatti del pensiero del Reich, naturalmente data come  incontestabile senza il minimo accenno di prova, è che non esiste nessun  ordine di fini, nessuna autorità metempirica di valori. Ogni traccia,  nonché di cristianesimo, di «idealismo», nel più largo dei significati, o  di fondamento dei valori di una realtà obiettiva, quale sarebbe per  Marx la storia, è cancellata. A che cosa si riduce, dunque, l'uomo, se  non a un insieme di bisogni fisici? Quando essi siano soddisfatti -  quando, insomma, sarà rimossa ogni repressione - egli sarà felice. Viene  in mente la frase di Nietzsche sui socialisti: «ammiccano perché hanno  inventato la felicità». In pochi scrittori come nel Reich è tipico il  carattere dell'«inventore della felicita».&lt;br /&gt;Tolto ogni ordine di fini e cancellata ogni autorità di valori non resta  che l'energia vitale identificabile, già secondo un'antica e del resto  difficilmente contestabile asserzione, con la sessualità. Dunque, nucleo  della vita sarà la felicità sessuale; poiché il pieno appagamento  sessuale è possibile, la felicità è dunque raggiungibile. Attraverso  l'assoluta, illimitata libertà sessuale,l'uomo si libererà dalle nevrosi  e diventerà pienamente capace di lavoro e di iniziativa. La sua  struttura psichica sarà mutata e sarà reso altresì libero dalle tendenze  militari e aggressive e dalle fantasie sadiche, tipiche - come  l'esempio dello stesso Sade dimostrerebbe - dei repressi.&lt;br /&gt;Ma qual è l'istituto sociale repressivo per eccellenza? Per il Reich la  famiglia monogamica tradizionale; e, dal suo punto di vista, non si può  certo dire abbia torto. L'idea di famiglia è infatti inseparabile  dall'idea di tradizione, da un patrimonio di verità da tradere, da  consegnare. L'abolizione di ogni ordine metempirico di verità importa  quindi che la famiglia venga dissolta; nessuna considerazione meramente  sociologica può autorizzare il suo mantenimento.&lt;br /&gt;Di qui le conseguenze che non potrebbero, nel suo libro, essere dettate a  lettere più chiare. Il rovesciamento di quella «struttura umana che  esiste sotto forma di quella che è chiamata tradizione» non potrebbe  essere più completo; forse un lontano analogo si può trovare nelle  utopie di uno degli scrittori più rappresentativi del libertinismo  secentesco, Cyrano de Bergerac. Una ragazza che a diciott'anni sia  ancora vergine deve essere condannata alla vergogna. Ciò di cui una  ragazza adolescente ha bisogno è «di una camera tranquilla, di  antifecondativi adatti, e di un amico capace di fare all'amore, che  abbia cioè una struttura sessuo-affermativa; di genitori comprensivi e  di un ambiente sociale affermatore del sesso» (2). La nudità totale deve  essere incondizionatamente accettata e favorita; la pubblicità degli  accoppiamenti sessuali deve essere permessa. Non si ha diritto di  proibire al proprio partner alcune relazioni sessuali durevoli:  principio che oggi vien detto «piena libertà di scambio fra coppie di  coniugi» e «libertà totale per le esperienze sessuali di gruppo». Nulla  permette di criticare le unioni omosessuali. L'educazione sessuale deve  essere intesa come rimozione di tutti quei complessi atavici che portano  a vedere nell'astinenza un valore, ecc.&lt;br /&gt;Domandiamoci, ora: che cosa c'e di nuovo, nel riguardo di queste idee,  in quella che si suol chiamare morale scandinava? Che cosa c' e di nuovo  in certe manifestazioni della contestazione giovanile (non di tutte,  neanche nelle forme più eversive; perché certamente Mao non è Reich, e  non lo è neanche Marcuse), in cui gli studenti (e, per quel che ho  letto, anche quelli di una facoltà tedesca di teologia protestante)  chiedevano il permesso di ricevere le loro compagne nelle stanze  personali dei loro collegi? O, addirittura, (come a Nanterre nel famoso  maggio) dell'accoppiamento libero nei corridoi; domanda che non poteva  non ricevere l'appoggio di un molto conformista professore, che per  piena coerenza al conformismo, nell'attesa di conformarsi alla parte  vincente, decise di firmare il suo scritto con uno pseudonimo.&lt;br /&gt;Ancora: «la religione non sarebbe combattuta, ma non si tollererebbero  interferenze con il diritto di trasmettere alle masse le scoperte delle  scienze naturali e con i tentativi per assicurare la felicità sessuale.  Allora si vedrebbe ben presto se la Chiesa ha ragione o meno di  sostenere l'origine soprannaturale dei sentimenti religiosi». Che cosa  propone oggi il fondatore di un Deutsche Sex Partei (il giornalista  amburghese Driessen) se non la «verifica della legittimità  costituzionale della Chiesa cattolica in merito ai limiti che pone alle  libertà sessuali»? Si noti: la Chiesa è tollerata soltanto nei limiti in  cui non si pronuncia nel riguardo delle tesi morali derivate da una  scienza intesa come l'unica forma valida di conoscenza! Deve assistere,  senza avere neppure il diritto di deplorarla, a una nuova morale  sessuale prescritta dalla scienza (e per la verità, da uno scienziato,  perché il Reich ammette la sua posizione come affatto isolata tra i  sessuologi del tempo), che, per un processo che va dalla pratica alla  teoria, ne scardina completamente i principi. Perfettamente ha scritto  di recente un valentissimo e troppo poco noto filosofo francese, Jean  Brun, che «il grande Inquisitore, di cui Dostojevski ci ha lasciato un  mirabile ritratto, non è più un fanatico religioso, ma uno scienziato  che possiede l'esclusiva della verità, di fronte a cui gli uomini  debbono inginocchiarsi per non essere più schiavi dell'errore» (3).&lt;br /&gt;Se anche lasciamo da parte la tesi del maggiore filosofo  dell'emigrazione russa, Leone Chestov, secondo cui il tipo del grande  Inquisitore dipenderebbe unicamente dall'essenza dello scientismo, anche  se può avere storicamente assunto veste religiosa per l'intrusione  della mentalità scientista nel campo della fede, resta sempre che esso è  essenziale allo scientismo, e che le minacce, oggi, del suo dominio,  vengono dallo scientismo.&lt;br /&gt;Ma c'e dell'altro. Se non vado errato, il Reich fu il primo a parlare di  un nesso tra repressività sessuale e fascismo. Anche questa idea ha  avuto fortuna: ho letto infatti tempo fa della scoperta del libro di tal  Alberto Ellis, capo dei servizi di psicologia dello Stato del  New-Jersey, che «i fascisti sessuali tendono ad essere altrettanto  predominanti nei gruppi politicamente ed economicamente liberali, che  tra i bigotti e i reazionari sociali». Se l'espressione non ha avuto  sinora troppa circolazione - i sessuologi scientisti dovrebbero  affrontare al proposito il dibattito con gli storici, ed è dibattito a  cui sono poco attrezzati - ciò non toglie che l'idea sottenda molti  giudizi correnti; è facile rintracciare al fondo di molti discorsi la  persuasione della corrispondenza tra società democratica e completa  libertà sessuale. Non è certo un caso che i più avanzati sostenitori,  tra di noi, della «sessualizzazione dei costumi», affermino che si  tratta di liberare l'Italia da quei livelli di oscurantismo, che  porterebbero i rappresentati dei paesi più civili ad esempio la Spagna,  PortogalIo e Grecia, e che sono al fondo del permanenti pericoli di  involuzione e che di recente siano scattati in nome di «un comitato  rivoluzionario contro la repressione» esattamente i tre più noti  rappresentanti italiani della lotta per la liberazione dei tabù  sessuali, Moravia, Maraini, Pasolini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-6095483478775421330?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/6095483478775421330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/05/le-potenze-dellirrazionale-contro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6095483478775421330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6095483478775421330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/05/le-potenze-dellirrazionale-contro.html' title='Le potenze dell&apos;irrazionale contro democrazia e cristianesimo'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-5582309743314777691</id><published>2010-05-17T23:39:00.000-07:00</published><updated>2010-05-17T23:40:09.821-07:00</updated><title type='text'>Del Noce, Vico e l'ateismo. La relazione di Mauro Ronco</title><content type='html'>La linea  Vico-Rosmini come risposta all’ateismo nel pensiero di Augusto  Del Noce&lt;br /&gt;Mauro Ronco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. L’affresco storico. &lt;br /&gt;Non si può comprendere il pensiero filosofico e storico di Augusto Del  Noce se non lo si cala all’interno del suo tempo e dei problemi politici  che Egli si trovò a vivere con una partecipazione piena e accorata,  tanto più intensa quanto più irrimediabile gli appariva lo sgretolamento  di ciò che era rimasto del meraviglioso edificio della civiltà  cristiana, pur dopo gli sfregi arrecati dalla rivoluzione detta francese  e  dalla sua versione risorgimentale italiana.&lt;br /&gt;Egli, avendo vissuto la giovinezza e la maturità scientifica nel periodo  più acuto del dominio delle ideologie totalitarie, poté constatare  passo dopo passo lo stritolamento progressivo delle istituzioni, del  costume e dell’etica pubblica ispirata al cristianesimo per opera del  totalitarismo nazista e del comunismo. Questi regimi e queste ideologie,  pur lottando ferocemente e all’ultimo sangue gli uni contro gli altri,  furono sinistramente uniti nel distruggere le vestigia della civiltà  cristiana e nell’impedire con la violenza la possibilità di  ri-presentazione efficace dell’ideale di vita cristiano.&lt;br /&gt;Augusto Del Noce non fu mai disposto a transigere sui princìpi e mai  rinunciò alla idea che soltanto il ritorno alla dottrina politica e  sociale cristiana avrebbe consentito la cura delle società malate  dell’Occidente, affinché le stesse potessero nuovamente contribuire,  come nei secoli della Cristianità, al progresso del mondo intero. Per  questo suo inflessibile attaccamento ai princìpi Del Noce fu sempre  malvisto dai poteri forti e dagli stessi costantemente emarginato. &lt;br /&gt;Negli anni precedenti all’esplosione della seconda guerra mondiale Egli,  influenzato dal pensiero di Jacques Maritain, come la gran parte della  gioventù studiosa cattolica del tempo, incerto tra i motivi antimoderni e  ultramoderni della sua filosofia e delle sue ricadute politiche,  partecipò all’esperienza culturale della «sinistra» cristiana,  avvicinandosi alle posizioni rappresentate, nell’ultimo tratto del  decennio ’30-‘40’, da Felice Balbo e Franco Rodano. Dopo la guerra,  Egli, approfondendo il pensiero di Jacques Maritain, si staccò  vigorosamente dalla «sinistra» cristiana e ne divenne il più acuto e  intransigente critico, guadagnandosi così il disprezzo e l’emarginazione  da parte degli eredi, culturali e politici, di quella «sinistra».  Costoro, sia all’esterno che all’interno della Democrazia Cristiana,  sconfitti dall’evento prodigioso del 18 aprile 1948, che, sotto  l’impulso spirituale del Pontefice Pio XII, di venerata memoria, e la  protezione della Vergine Santissima, aveva reso impossibile il patto di  governo comune tra le forze cattoliche e quelle comuniste, operarono  uniti sul piano politico per la secolarizzazione della società. A  livello culturale si industriarono di trovare le ragioni di incontro tra  la fede cristiana e il pensiero ateistico moderno, soprattutto  nell’espressione logicamente definitiva del marxismo. E’ impossibile in  questa sede esaminare il percorso sopraccennato. Basti qui dire che  questo obiettivo, sul piano politico, filosofico e teologico, fu portato  fino alle estreme conseguenze per tutto il corso della cosiddetta prima  repubblica, fino alla caduta del muro di Berlino nel 1989. &lt;br /&gt;Nell’arengo politico i cattolici che non avevano reciso completamente   il legame con la dottrina sociale della Chiesa – gli eredi di don Luigi  Sturzo, tra cui, in particolare, Alcide De Gasperi, con una parte della  Democrazia Cristiana – furono via via esclusi dai posti di comando del  partito, con sempre maggiore determinazione a partire dalla morte dello  statista trentino nel 1954. I Comitati civici guidati dal Prof. Luigi  Gedda, protagonisti della vittoria del 1948, che costituivano il canale  di trasmissione tra la cultura cristiana e la politica attiva, furono  emarginati. Negli organi dirigenti del partito gli eredi di don Sturzo,  pur maggioritari nei gruppi parlamentari, divennero una ridotta  minoranza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Le condizioni di minorità della cultura cattolica nel lungo  dopoguerra italiano. &lt;br /&gt;La progressiva erosione della dottrina sociale della Chiesa fu  contrassegnata dalla sua sostituzione con l’ideologia detta  «democratica». Dietro l’enfatico entusiasmo per la Costituzione  repubblicana del 1948, questa ideologia, facendo proprio il giudizio  positivo circa la ineluttabilità storica del materialismo storico,  aderiva al processo di secolarizzazione della vita etica, politica e  sociale. L’ideologia «democratica», se trovò pochi e deboli oppositori  sul fronte politico, non fu contrastata adeguatamente da alcuno sul  piano della cultura politica. Non vanno dimenticate, certamente, le  grandi figure dei teologi e dei filosofi che continuarono l’elaborazione  e l’approfondimento del pensiero cristiano, in opposizione costruttiva  all’ateismo moderno – si pensi, tra tutti, alle gigantesche figure di  Cornelio Fabro e di Michele Federico Sciacca. Questi Autori mostrarono  le contraddizioni insanabili da cui erano affette le varie filosofie  dell’immanenza ed additarono l’abisso nichilistico in cui esse facevano  precipitare la ragione umana. Sul piano della cultura politica, però,  queste grandi personalità non potevano essere udite. La ricchezza del  loro insegnamento avrebbe fruttificato in tempi più lunghi. Né potevano  essere immediatamente efficaci sul piano macrosociale e politico le voci  di chi, riscoprendo l’inesauribile novità del messaggio cristiano e la  fonte perenne di metafisica, anche sociale, che in tale messaggio si  radica, avevano iniziato una seminagione tra i giovani destinata a  germogliare più tardi: mi riferisco in particolare all’opera di don  Luigi Giussani, che dava vita in quegli anni a Comunione e Liberazione, e  di Giovanni Cantoni, che, già a partire dai primi anni ’60, estraeva  dalla reazione giovanile contro il comunismo i futuri semi di Alleanza  Cattolica. Queste voci si sarebbero manifestate socialmente più tardi e  la loro levatrice storica sarebbe stata l’opera del Pontefice Giovanni  Paolo II, il Grande. &lt;br /&gt;Nel periodo oscuro degli anni ’50 e ’60 si eresse con autorità sul piano  della cultura politica soltanto la figura di Augusto del Noce, che  seppe diagnosticare filosoficamente le ragioni della condizione di  minorità del pensiero di ispirazione cristiana di fronte  all’immanentismo, rappresentato dalla linea che, preso l’inizio con  Cartesio, si compendia tipologicamente nei nomi di Kant, Hegel e Marx.  Egli seppe anche proporre alcuni princìpi essenziali per la rimessa in  verticale della filosofia cristiana. Nel compiere quest’opera Del Noce  rimase isolato: gli furono avversari implacabili tanto i comunisti  cristiani, alla cui testa era Franco Rodano, divenuto vero maître à  penser dei vertici del Partito Comunista Italiano, quanto i potentissimi  eredi dell’azionismo, alla cui guida fu Norberto Bobbio, che  paventavano con orrore la riproposizione di un modo filosofico di  pensare che mantenesse aperto per la religione uno spazio pubblico e  sociale, quanto i democratico-cristiani, attratti dal carisma sinistro  di Giuseppe Dossetti, ormai completamente asserviti, soprattutto dopo l’  «apertura a sinistra» del 1964 e gli esiti mediatici ed ecclesiatici  del Concilio Ecumenico Vaticano II, all’idea che il processo di  secolarizzazione fosse non soltanto ineluttabile, ma altresì fosse un  bene meritevole di essere perseguito. Da tutti costoro scaturì il più  bieco ostracismo nei confronti di coloro che non si erano adeguati al  pensiero unico ateistico e, in particolare, di Augusto Del Noce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.  Il momento pratico dell’ateismo moderno. &lt;br /&gt;Il fulcro del pensiero del filosofo nato a Pistoia sta nella convinzione  che l’ateismo, caratterizzante le filosofie dell’immanenza, sia una  perdita irreparabile per la ragione dell’uomo. La rinuncia alla  dimensione verticale della ragione; l’oblio delle verità intelligibili;  il rifiuto della trascendenza; il disprezzo per la metafisica – con la  conseguente avversione ad Agostino e Tommaso, nonché a Platone e  Aristotele – non esprimono tanto una offesa alla fede, quanto  costituiscono soprattutto uno scacco della ragione. Con questa forte  convinzione Del Noce si domandò quale fosse il motivo determinante  dell’incontrastato dominio nell’universo culturale successivo alla  guerra delle filosofie immanentistiche. Egli fornì al quesito una  risposta illuminante: poiché le filosofie dell’immanenza sono perdenti  sul piano concettuale – e sfociano in contraddizioni insanabili –, la  loro vittoria può realizzarsi soltanto nella prassi, offuscando  praticamente il bisogno, oltre che della fede, anche della filosofia. Il  loro successo sta nel togliere praticamente il desiderio della verità;  nel far scomparire l’istanza religiosa e quella filosofica; nel  censurare le domande essenziali dell’uomo sulla sua origine e sul suo  destino. Il marxismo, come filosofia della prassi che prescrive ai  filosofi non di conoscere come è fatto il mondo, bensì di impegnarsi a  cambiarlo, è, da questo punto di vista, il punto di arrivo delle  filosofie immanentistiche. Del Noce comprese l’indissolubile  congiunzione tra comunismo e dissoluzione etica del costume, anticipando  con intelligente intuizione il dissolvimento del Partito Comunista nel  partito radicale di massa, avvenuto dopo l’ ’89. E ciò non soltanto per  la negazione della stessa idea di verità e di bene, in conseguenza del  materialismo dialettico, che connota intrinsecamente il marxismo, ma  anche per l’esigenza di comprimere l’aspirazione alla trascendenza  attraverso la pratica dell’immoralità. Nel capitolo conclusivo de “Il  problema dell’ateismo”, comparso nel 1964,  che raccoglie e rielabora  anche scritti degli anni precedenti, Del Noce ricorda che in Marx  l’unica via per colpire la religione è quella di sopprimerne  effettivamente le radici: “cioè non la via metafisica, e neppure quella  storica o scientifica, ma la via politica: il che, tra l’altro, è a  piena conferma della mia tesi sulla priorità del momento politico  nell’ateismo” (p. 352). Da qui la tesi di Del Noce: “La rivoluzione che  porta al comunismo non può essere realizzata che attraverso un’etica che  ha il suo fondamento in una concezione dell’uomo assolutamente  ateizzata e di cui d’altra parte l’adozione si impone come necessaria,  perché l’alternativa è pensata come la barbarie radicale. Solo in questo  senso mi pare si possa dire che la realizzazione del comunismo debba  coincidere con la scomparsa del problema di Dio” (p. 352). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. La fragilità delle risposte filosofiche all’ateismo pratico. &lt;br /&gt;La tesi di Del Noce si articola in due momenti distinti. Il primo non è  originale: il comunismo si può affermare soltanto attraverso la pratica  di un’etica ateistica che cancelli il ricordo del problema di Dio. Il  secondo aspetto è, invero, originale: l’etica materialistica deve  imporsi perché, nel pensiero dei comunisti e di coloro che ne sono  divenuti «compagni di strada», la sua alternativa non può non essere  pensata come la barbarie radicale. L’acutezza del Maestro ha qui colto  la radice dell’egemonia culturale del marxismo nell’Italia del secondo  dopoguerra. Nel pensiero di Franco Rodano e di Giuseppe Dossetti tutte  le letture filosofiche della modernità che hanno contrastato il marxismo  sono sfociate nel fornire un sostegno o un contributo ai fascismi: ciò  vale non soltanto per la linea idealistica più coerente, rappresentata  dall’attualismo di Giovanni Gentile, ma anche per il neotomismo e per le  varie forme dell’esistenzialismo spiritualista. Ma i fascismi,  ricondotti dai Rodano e dai Dossetti, alla scuola di Antonio Gramsci di  Palmiro Togliatti, a categoria unitaria ricomprendente tutte le  filosofie estranee alla linea immanentistica inverata dal marxismo,  hanno rivelato incontestabilmente la loro natura barbarica. Dunque,  l’unica etica che contiene in sé gli anticorpi idonei a contrastare i  fascismi è quella comunista. Questa la ragione per cui, nell’ideologia  matura dei cattolici che hanno inteso il materialismo storico come  ineluttabile positivo esito storico della modernità, l’adesione alla  rivoluzione, nella forma ugualitaria proposta dal comunismo, si appalesa  non come un contingente compromesso storico, bensì come necessaria sul  piano sia etico che politico.&lt;br /&gt;Del Noce esamina a fondo questa tesi, ammettendone la forza. Egli  contraddice anzitutto la tesi comunista, azionista e  cattolico-progressista sulla natura dei fascismi. Questa tesi è  gravemente inaccurata sul piano filologico, nonché ideologicamente  maliziosa. Del Noce non avrebbe mancato di approfondire questo problema,  differenziando con precisione i vari fascismi tra loro e mettendone in  luce le diverse fonti e le radicali divergenze, in specie rilevabili tra  nazionalsocialismo e fascismo italiano. Inoltre, Del Noce non avrebbe  mancato di chiarire che, se un elemento comune ai vari fascismi  sussiste, questo consiste nell’accettazione modernista del relativismo  etico applicato in principal modo alla teoria e alla prassi politica.  &lt;br /&gt;Del Noce, poi, afferma la necessaria soccombenza sia del liberalismo  crociano sia del neotomismo espresso da Jacques Maritain rispetto al  marxismo, per la loro debolezza intrinseca. Per Del Noce vanamente sia  Croce, in campo laicistico, sia Maritain, in quello cattolico, hanno  tentato l’oltrepassamento del marxismo (p. 356). Quanto a Croce, Del  Noce pone l’accento sul fatto che per il filosofo liberale la  riaffermazione del liberalismo dopo il marxismo dovrebbe presentarsi  dissociata dal liberismo. Ma se accadesse questo il liberalismo  finirebbe per identificarsi col conservatorismo, e, così amputato,  verrebbe messo in crisi l’immanentismo che ne è alla base. Inoltre, la  critica decisiva del marxismo alla società liberale non consentirebbe il  ritorno alle filosofie inveratesi nel marxismo: dunque,  l’oltrepassamento del marxismo dovrebbe “coincidere con la riscoperta di  una linea di pensiero in cui Vico figura come iniziatore” (p. 358). Se  si pensa all’importanza dell’incontro di Croce con Vico e  all’interpretazione immanentistica che il filosofo napoletano ne ha dato  nell’opera giovanile del 1911, si comprende come Del Noce suggerisca  una riforma radicale del liberalismo crociano, al fine di liberarlo  della soccombenza rispetto al marxismo: invece di leggere Vico alla luce  degli idealisti tedeschi, occorrerebbe leggere l’anelito per i valori  tradizionali di Croce (il “non possiamo non dirci cristiani”) secondo la  correzione ricavabile dal pensiero di Giambattista Vico. &lt;br /&gt;Quanto a Maritain, Del Noce coglie due fondamentali aporie nel suo  pensiero. La prima consiste nel rovesciamento dell’antimoderno (Primauté  du spirituel – 1927) nell’ultramoderno, che costituisce la  parabola  del suo sviluppo filosofico. La seconda consiste nella valorizzazione  perfettistica del processo della modernità, correlativa al giudizio di  decadenza, rifiutato dal secondo Maritain, inerente allo schema  antimoderno. La democrazia diventò così, in Humanisme intégral, non più  una possibile forma di governo, ma la forma migliore di Stato, come  esito perfettistico di un processo positivo di sviluppo. L’aspetto  perfettistico, che Del Noce vede presente nel Maritain ultramoderno come  esattamente correlativo al giudizio di regresso dalla cristianità  storica alla modernità, spiega la debolezza concettuale di Maritain e il  necessario superamento del suo umanesimo democratico per opera della  democrazia ugualitaria rappresentata dal marxismo.&lt;br /&gt;V’è, poi, secondo Del Noce, una ulteriore ragione di debolezza del  maritainismo, più grave della prima. Maritain inscrive il suo pensiero  all’interno del neotomismo, che si costruisce avendo  come avversario,  entro le filosofie cristiane, l’ontologismo (p. 319). Nel quadro  neotomista “la metafisica cristiana dell’età barocca, nella forma  cartesiana, deve apparirgli come una pura decadenza e non come una  risposta, sia pure inadeguata, a problemi nuovi (appunto, al sorgere  all’ateismo) che S. Tommaso aveva ignorato, e ciò semplicemente perché  ogni filosofo non può pensare che in una determinata situazione storica e  contro determinati avversari” (p. 319).&lt;br /&gt;Possono così cogliersi i due filoni cruciali del pensiero di Del Noce.  Il primo, sul piano filosofico, consiste nell’insinuare elementi di  discontinuità e di criticità nell’interpretazione, tipica del  neo-tomismo, della filosofia moderna come un processo continuo di  radicalizzazione dell’istanza soggettivistica in gnoseologia, di quella  razionalistica in metafisica e di quella relativistica in etica. Del  Noce non nega certamente che questi elementi siano dominanti e che si  rivelino appieno nel trionfo dell’idealismo tedesco e nel suo  rovesciamento marxista. Cerca, però, di rintracciare negli Autori  moderni, a partire da Cartesio, quegli elementi che, diversamente  orientati, avrebbero portato a esiti diversi e a una adeguata  tematizzazione della trascendenza, nella ricerca della verità sul piano  metafisico etico e giuridico. &lt;br /&gt;Il secondo filone ha valenza prettamente politica. Del Noce cerca una  soluzione in virtù della quale gli eredi del liberalismo, liberati dalle  pretese totalizzanti dell’ideologia liberista e della filosofia  immanentistica; gli eredi della dottrina sociale della Chiesa, liberati  dal mito medievista dell’antimoderno e dal mito perfettista  dell’ultramoderno; gli eredi del socialismo democratico, liberati  dall’ideologia materialista e dal pensiero dialettico, possano insieme  dar vita a una società alla cui base stiano valori oggettivi comuni e  non negoziabili ad libitum dalla soggettività di ciascuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. La linea filosofica teistica: in particolare, la rivalutazione di  Cartesio. &lt;br /&gt;Prima di passare a qualche considerazione sul significato della  prospettiva politica, occorre soffermarsi sulla tesi filosofica. Del  Noce, come si è detto, rileva filologicamente le tracce storiche di una  linea filosofica che egli chiama teistica, rispetto a quella  immanentistica e ateistica. I suoi Autori – si comprende con chiarezza  dagli accenni contenuti nei suoi scritti – sono principalmente  Giambattista Vico e Antonio Rosmini. Basti considerare che,  preannunciando Egli nell’introduzione al volume “Riforma cattolica e  filosofia moderna” una trilogia dimostrativa della sua tesi, dichiara di  voler dedicare il terso libro a Giambattista Vico. Basti rilevare,  soprattutto, il suo continuo riferimento alla filosofia che egli – forse  inopportunamente – chiama ontologistica. Non si tratta, a mio sommesso  avviso, di un riferimento all’ontologismo filosofico in senso proprio,  ma del riferimento all’esigenza filosofica di un duplice recupero sul  piano concettuale. Anzitutto di un recupero, come base indispensabile  del filosofare, delle evidenze del senso comune. La conoscenza non  comincia dal nulla; ma dall’esperienza immediata di verità che sono  comuni a ogni uomo, in ogni tempo e in ogni luogo. Senza l’esperienza  immediata del mondo, dell’io, della distinzione tra io e mondo; senza  l’esperienza della libertà e della responsabilità; senza l’evidenza del  trascendimento dell’io rispetto al mondo, il cominciamento del  filosofare non sarebbe possibile &lt;br /&gt;In secondo luogo, di un recupero dell’idea che, senza la partecipazione  dello spirito divino alla mente umana, anzi all’uomo intero, composto di  anima e di corpo, l’uomo non sarebbe in grado di conoscere  veramente  le verità metafisiche e naturali. Senza la vis veri, partecipata da Dio  all’uomo, secondo la terminologia di Vico, l’uomo non conoscerebbe  alcunché in modo intelligibile, ma sarebbe assimilabile agli altri  esseri animati.&lt;br /&gt;A questi indispensabili recuperi concettuali, Del Noce aggiunge due  altri temi. Il primo è l’esigenza di un rapporto della filosofia con la  storia. Una filosofia «anistorica», come egli la definisce nel saggio  “Il problema Pascal e l’ateismo contemporaneo”, raccolta nel Il problema  dell’ateismo,  (p. 208), è scarsamente proficua. Il secondo è il tema  antiperfettistico, ove il perfettismo è definito, alla sequela di  Antonio Rosmini, come l’atteggiamento utopistico che intende realizzare  nella città terrena la città eterna. Questi due temi, allo stesso modo  dei recuperi concettuali delle evidenze del senso comune e del  conformarsi dell’uomo conoscente alle verità oggetto di conoscenza in  virtù di una reminiscenza nella mente umana di verità impresse da Dio  fin dall’origine, sono sviluppati da Del Noce in una sorta di  contro-storia della filosofia moderna, ove egli scorge in filigrana una  linea di pensiero non inficiata dal vizio immanentistico e, dunque, non  superata dall’idealismo hegeliano e dal suo rovesciamento marxista. In  questo quadro cruciale acquista rilievo la rivalutazione della Riforma  cattolica e, sul piano filosofico, la lettura di Cartesio in una chiave  diversa rispetto a quella di capostipite del soggettivismo moderno e del  fautore del dubbio radicale. La base del convincimento di Del Noce si  ricava dall’individuazione dell’avversario teoretico della filosofia di  Cartesio nel pensiero libertino, come esito ultimo del processo  naturalistico rinascimentale (p. 219). Del Noce vede la scaturigine del  filosofare di Cartesio nell’esperienza della libertà, ove il dubbio  metodico “si manifesta come operazione mirante a  rovesciare il dubbio  scettico” (p. 219). Prosegue Del Noce: “Nell’affermazione della mia  trascendenza al mondo, che la mia capacità di metterlo in dubbio rende  manifesta, è la denuncia del dogmatismo naturalistico, sottinteso al  dubbio scettico” (p. 219). Il rovesciamento della posizione libertina si  sarebbe accompagnata in Cartesio a una concessione esiziale. Al  carattere politico del pensiero libertino Cartesio oppose “una  separazione netta di filosofia e di religione dalla politica” (p. 220):  da qui il giudizio di «filosofia monastica» che Giambattista Vico dette  della filosofia di Cartesio. Il punto di partenza «Cartesio» è, dunque,  per Del Noce, non necessariamente di tipo soggettivistico e  razionalistico: la struttura significativa del suo pensiero sarebbe,  nell’accettazione dell’intuizione fondamentale della Riforma Cattolica,  di combattere il libertinismo, erede dell’eresia rinascimentale, nonché  il cupo pessimismo negatore della libertà, sviluppatosi in ambiente  protestante. Certo, Del Noce non nega l’ambiguità essenziale cartesiana,  ma sottolinea che “Bontà divina, libertà umana, correlatività tra  l’affermazione di Dio e quella dei valori naturali, sono pure i momenti  essenziali della filosofia di Cartesio” (p. 232).&lt;br /&gt;La preservazione della libertà umana, di contro alla sua negazione o al  suo oblio in ambiente protestante, sarebbe stato il legato prezioso con  cui, attraverso la mediazione di Nicole Malebranche, Giambattista Vico  avrebbe elaborato la Scienza Nuova, ove libertà umana e Provvidenza  divina si incontrano meravigliosamente e la Provvidenza estrae  continuamente il bene dalla storia degli uomini, intrisa di azioni buone  e di azioni malvagie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. La linea filosofica teistica: la filosofia di Vico. &lt;br /&gt;La linea filosofica teistica focalizzata da Del Noce si  muove lungo il  duplice asse costituito, da un lato, dalla preservazione della libertà  umana e dal riconoscimento della bontà di Dio e della sua creazione, che  gli uomini hanno sfigurato sin dall’origine e continuano a sfigurare  con le loro colpe attuali, ma che rimane fondamentalmente buona, e, da  un altro lato, dalla reminiscenza del vero, del bene, del giusto e del  bello nella mente dell’uomo, siccome creata buona da Dio. L’opera di  Vico si staglia al centro di questo processo di filosofia teistica. In  Vico, come sopra detto, la Provvidenza divina non è di ostacolo alla  libertà umana; l’uomo è capace di conoscere il vero e di praticare il  bene e il giusto e di contemplare il bello per una reminiscenza del vero  buono giusto eterno che la creatura ha inscritta nella sua natura,  siccome creata a immagine e somiglianza di Dio. Vico, inoltre, non è né  decadentista né perfettista; libero quant’altro mai sia dai miti  dell’età dell’oro sia dai veleni utopistici, concepisce la storia  realisticamente e non ideologicamente, come luogo dello scontro tra  coloro che, pur nella fragilità della natura decaduta, mantengono in sé  stessi l’impronta divina della vis veri, e coloro che, per la barbarie  dei sensi o per la barbarie della riflessione scettica, lasciano che si  offuschi in se stessi, sin quasi a cancellarla, l’immagine e la  somiglianza di Dio. Vico, però – e per questo aspetto egli è  particolarmente caro a Del Noce – svolge la riflessione filosofica  partendo dall’uomo calato nella storia; egli, pertanto, che non è  perfettista né decadentista, descrive i progressi e  i regressi delle  civiltà; non minimizza le differenze qualitative delle une rispetto alle  altre e trae dalla storia insegnamenti perenni in ordine a ciò che a  tutti gli uomini è comune, nonostante le divisioni e i cambiamenti,  mettendo in luce la grande verità dell’unità del genere umano.  La  storia dei popoli è per Vico, accanto e più ancora che la natura, il  gran libro in cui si possono riconoscere le verità perenni che  costituiscono la traccia nella storia del vero del buono del giusto  eterno.&lt;br /&gt;Del Noce lamenta che la linea filosofica teistica, splendidamente  rappresentata da Vico, sia stata messa in disparte, ignorata  completamente da Hegel e, perciò, non trapassata nella filosofia dell’  ‘800 e del ‘900, tanto che la riproposizione del grandioso affresco del  filosofo napoletano venne inscritta da Croce e da Gentile all’interno  del quadro idealistico. Questa linea – rileva Del Noce - ignorata dal  marxismo, è irriducibile alle filosofie che il marxismo ha preteso di  inverare. Questa linea trova un punto alto di espressione in Antonio  Rosmini, che unisce il saldo realismo cristiano, fondato sull’esperienza  immediata della natura umana decaduta – il peccato originale come  rivelazione confermativa di una evidenza che la ragione umana riconosce  nella storia – con la ferma convinzione che nell’uomo resta impressa,  nonostante il peccato, la traccia indelebile della sua origine da Dio:  traccia che rende possibile la conoscenza che Dio è. Del Noce chiama  questa linea di pensiero ontologista, anche se riconosce l’improprietà  del termine, perché non tanto questo pensiero sviluppa l’argomento  ontologico della deduzione dell’esistenza di Dio dall’idea di Dio  nell’uomo, quanto, piuttosto, perché insiste sulla reminiscenza di Dio  nella coscienza umana, che costituisce l’inizio della conoscenza di Dio e  delle realtà intelligibili. Realtà, invece, assolutamente inconoscibili  nella linea di pensiero immanentistica, vuoi idealistica vuoi  empirista.&lt;br /&gt;Del Noce, che è attratto particolarmente dal rapporto tra filosofia e  storia, tra riflessione concettuale e ricadute politico-sociali,  apprezza in Rosmini soprattutto quell’attitudine realista, insieme  intrisa di attenzione per la storia, che egli chiama «antiperfettismo».  Nel suo contrario , il «perfettismo», Rosmini vede “quel sistema che  crede possibile il perfetto nelle cose umane, e che sacrifica il bene  presente alla immaginata futura perfezione”, a cui è inerente sia la  soppressione della libertà, perché altrimenti, secondo l’acuto rilievo  di Rosmini “l’ideale raggiunto sarebbe uno stato di perfezione instabile  esposto a tutti gli attentati degli individui alieni, per una ragione o  per un’altra, da quell’ideale di perfezione”; sia la svalutazione della  storia passata e la deificazione del futuro; sia il rifiuto dell’idea  del peccato originale; sia la riduzione dell’individuo alle sue  relazioni sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Il significato storico-politico dell’opera di Del Noce. &lt;br /&gt;Un ultimo rilievo va svolto, come anticipato, con riguardo al  significato politico dell’opera di Augusto Del Noce nella particolare  temperie storica del secondo dopoguerra italiano, nel periodo che va dal  1945 al 1989, in particolare all’inizio degli anni ’80, quando la  prospettiva storico-politica fino ad allora egemone venne rovesciata  grazie all’insegnamento e all’azione del Pontefice Giovanni Paolo II, il  Grande. L’importanza di Del Noce, invero, a mio sommesso avviso, va  ravvisata, più che sul piano della speculazione filosofica, sulla  stigmatizzazione critica delle ricadute culturali, politiche e sociali  delle filosofie immanentistiche moderne, di cui il marxismo, anche e  soprattutto nella versione gramsciana, voleva essere l’ «inveramento».  Del Noce mise l’accento del «divieto di fare domande», in cui sfociarono  concordanti comunismo, azionismo e progressismo cristiano. Poiché la  storia avrebbe rivelato il fallimento dell’antimoderno nel suo farsi  sostegno della barbarie fascista, ogni domanda autenticamente filosofica  avrebbe dovuto essere censurata.  Nell’ottica del sospetto, che  caratterizza il pensiero moderno, soprattutto nella linea Marx,  Nietsche, Freud, chi avesse riproposto il tema della trascendenza, della  conoscenza delle realtà intelligibili e dell’azione eticamente  orientata alla luce di princìpi permanenti avrebbe surrettiziamente  perseguito lo scopo, consapevolmente o oggettivamente, di risvegliare i  fascismi. Di qui la censura nei confronti della filosofia e il «divieto  di fare domande» sugli esiti atroci delle filosofie immanentistiche. &lt;br /&gt;Augusto Del Noce riaprì un orizzonte che sembrava definitivamente  chiuso. Per Del Noce le filosofie dell’immanenza, come è vero e come è   giusto ancora oggi ripetere, avevano dato origine, oltre che al  liberalismo e al comunismo, anche ai fascismi. La linea filosofica  teistica non era stata coinvolta dai superamenti e dai rovesciamenti  dell’immanentismo. A questa linea filosofica Del Noce suggeriva di  ritornare, non tanto per elaborare una nuova scolastica pedissequamente  destinata a ripetere gli antichi, quanto per riproporre le domande  filosofiche sull’origine e sul destino dell’uomo, sull’esistenza di Dio,  sull’esistenza di valori permanenti nella storia, sull’etica fondata  sul bene e non sull’utile e sul diritto naturale. &lt;br /&gt;In un’epoca oscura Egli fu segno di contraddizione; fiaccola nella  notte; promessa dell’alba. Se i suoi giudizi filosofici non sempre sono  condivisibili, la sua testimonianza a favore della verità sempre è stata  esemplare. Per questo mi è particolarmente grato ricordarne la memoria  nel centenario della nascita, raccomandando la sua anima a Dio e  raccomandando a Lui di vegliare per il rinnovamento della filosofia  cattolica e di pregare per l’instaurazione di una società cristiana a  misura di uomo, secondo il piano di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Ronco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-5582309743314777691?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/5582309743314777691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/05/del-noce-vico-e-lateismo-la-relazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/5582309743314777691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/5582309743314777691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/05/del-noce-vico-e-lateismo-la-relazione.html' title='Del Noce, Vico e l&apos;ateismo. La relazione di Mauro Ronco'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-6717925021550796888</id><published>2010-05-17T01:59:00.000-07:00</published><updated>2010-05-17T02:00:18.384-07:00</updated><title type='text'>Massimo Introvigne: Del Noce e Leone XIII</title><content type='html'>Due centenari s’incontrano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 2010 segna il primo centenario della nascita di Augusto Del Noce  (1910-1989) e il secondo centenario della nascita di Leone XIII  (1810-1903). Li ricordo insieme sia per la coincidenza cronologica, già  di per sé molto significativa, sia perché la riflessione di Del Noce su  Leone XIII è cruciale per intendere alcuni aspetti del suo pensiero. In  particolare, la valutazione del filosofo nato a Pistoia sulle encicliche  di papa Gioacchino Pecci definisce sia gli elementi di contiguità sia  quelli di differenza di Del Noce rispetto alla scuola cattolica  contro-rivoluzionaria, dal cui punto di vista esplicitamente si pone  Alleanza Cattolica e mi pongo io in questo contributo, e che nasce come  critica alla Rivoluzione francese intendendola però come parte di un  processo di progressiva scristianizzazione dell’Europa che né è iniziato  né finisce con il 1789.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la consapevolezza nel mondo cattolico per il centenario di Del Noce è  certamente insufficiente, più grave ancora è lo scarso interesse che  circonda la ricorrenza relativa a Leone XIII, nonostante l’esplicito  invito di Benedetto XVI a interessarsene con l’annuncio di un viaggio a  Carpineto Romano, città natale del suo predecessore, previsto per il 5  settembre 2010. Le ragioni di questo disinteresse sembrano essere  sostanzialmente tre. La prima è la riduzione del ricchissimo magistero  di Leone XIII a un unico documento, l’enciclica Rerum novarum del 1891,  che però, letta al di fuori del contesto complessivo dell’insegnamento  di papa Pecci, non può che essere da un lato fraintesa dall’altro  celebrata sempre più stancamente. La seconda è lo scarso amore della  scuola cattolico-democratica, tuttora influente in tanti ambiti  culturali, per Leone XIII, nonostante il riferimento obbligatorio alla  Rerum novarum. Leone XIII è infatti anche il papa che ha sottolineato  l’eccellenza della civiltà cristiana medievale, la malizia del «diritto  nuovo» moderno, l’intransigente opposizione alla massoneria, il  riferimento obbligatorio per i cattolici nella filosofia a san Tommaso  d’Aquino (1225-1274). La terza è che gli stessi oppositori più  conseguenti dei cattolici democratici, gli esponenti della scuola  contro-rivoluzionaria, se si sono ampiamente serviti del magistero di  Leone XIII di rado hanno veramente amato papa Pecci. Questo  atteggiamento appare nel modo più tipico nel maggiore esponente della  scuola contro-rivoluzionaria del XX secolo, Plinio Corrêa de Oliveira  (1918-1995). Le sue opere sono ricche di citazioni da Leone XIII. Eppure  in una conferenza inedita – forse rimasta inedita non a caso,  considerata la venerazione che l’autore aveva per il pontificato romano  in genere – Corrêa de Oliveira stigmatizza «la vanagloria rispetto alla  sua famiglia» (Pecci) di Leone XIII, la paragona a quella di papa  Innocenzo III (1160-1216) la quale, secondo una rivelazione privata,  avrebbe condannato questo pontefice medievale a «rimanere in purgatorio  fino alla fine del mondo», e definisce «un incubo» la condizione dei  contro-rivoluzionari sotto il pontificato di Leone XIII che, afferma,  «può essere simbolizzato dal ralliement» (Corrêa de Oliveira s.d.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’allusione, qui, è al ralliement alla Repubblica voluto nel 1892 da  Leone XIII, che con l’enciclica Au milieu des sollicitudes incita i  cattolici francesi, nella loro grande maggioranza monarchici, a  collaborare lealmente con le istituzioni repubblicane purché siano  salvaguardati alcuni princìpi fondamentali in tema, in particolare, di  libertà di educazione. La rottura del 1892 è drammatica e divide in  Francia anche i cattolici più fedeli al Papa — per esempio, all’interno  stesso della scuola contro-rivoluzionaria, René de la Tour du Pin  (1834-1924) rifiuta il ralliement mentre Albert de Mun (1841-1914) lo  accetta —, spacca le famiglie e costituisce un passaggio traumatico  senza il quale non si spiegano tutte le traversie seguenti del mondo  cattolico conservatore e tradizionalista francese, fino alla vicenda di  monsignor Marcel Lefebvre (1905-1991). Il ralliement ha certo  conseguenze negative sul piano storico e politico. Contrariamente alle  attese di Leone XIII, non modera la Repubblica, che anzi accelera la  deriva laicista e anticlericale fino agli eccessi fanatici del  presidente del Consiglio Émile Combes (1835-1921), mentre all’interno  della Chiesa alcuni cattolici rallié passano dall’accettazione del  sistema repubblicano a quella dei princìpi ispiratori della Rivoluzione  francese, determinando così la condanna nel 1910 da parte di san Pio X  (1835-1914) del movimento Sillon, fondato da Marc Sangnier (1873-1950).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può tuttavia non considerare che il ralliement è anche figlio di  una questione dinastica divenuta intrattabile. Per gran parte  dell’Ottocento i contro-rivoluzionari e la Santa Sede avevano sostenuto  la branca primogenita dei Borboni di Francia, rappresentata da un  contro-rivoluzionario convinto e coerente come Enrico V, conte di  Chambord (1820-1883), mentre la branca cadetta degli Orléans era stata  il simbolo stesso di una monarchia rivoluzionaria, fredda verso la  Chiesa e filo-massonica. La branca primogenita si estingue nel 1883 con  la morte di Enrico V senza figli. La grande maggioranza dei monarchici  francesi riconosce come nuovi legittimi pretendenti al trono di Francia,  senza entusiasmo, gli Orléans. Esistono, certo, i cosiddetti «bianchi  di Spagna», monarchici che rifiutano la successione orléanista e  ritengono che i legittimi eredi di Enrico V siano i Borbone di Spagna  della branca detta «carlista». Benché riescano a produrre opere  raffinate che giustificano le loro pretese dal punto di vista del  diritto dinastico francese, i «bianchi di Spagna» restano però una  piccola minoranza, una «cappella insignificante» (Augé 1995, 156)  secondo le parole stesse di uno dei loro maggiori esponenti nel secolo  XX, lo storico Guy Augé (1938-1994). La loro corrente diventerà  nuovamente significativa, per una serie di circostanze, solo dopo la  Seconda guerra mondiale. Così, tra orléanisti in odore di massoneria e  «bianchi di Spagna» politicamente irrilevanti, Leone XIII – su cui  peraltro è stata pure emessa l’ipotesi secondo cui avrebbe pensato al  ralliement già durante la vita del conte di Chambord –, nove anni dopo  la morte di Enrico V, conclude che nessuna delle due alternative è  praticabile, ricorda la dottrina tradizionale secondo cui la dottrina  sociale della Chiesa non è legata di per sé ad alcuna forma di governo e  sceglie il ralliement alla Repubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimane tuttavia vero che chi considera il ralliement una catastrofe  ammette di solito il carattere dottrinalmente impeccabile dell’enciclica  Au milieu des sollicitudes – in effetti, per seguire la dottrina  sociale della Chiesa non è obbligatorio essere monarchici, né  l’enciclica, a differenza dei cattolici democratici del Sillon, insinua  che sia obbligatorio non esserlo – e apprezza il magistero di Leone  XIII. Al contrario, chi vede il ralliement come un atto dovuto, semmai  troppo tardivo, si trova spesso in prima linea fra coloro che eliminano  dall’orizzonte culturale dei cattolici contemporanei il magistero di  papa Pecci, di solito attraverso la strategia che consiste nel ridurlo  alla sola Rerum novarum. In questo panorama, dove si situa Del Noce?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’apprezzamento di Del Noce per Leone XIII&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del Noce incontra la centralità di Leone XIII attraverso un lunghissimo  sodalizio intellettuale con Étienne Gilson (1884-1978). Per Del Noce  Gilson non è solo uno storico della filosofia, ma un pensatore originale  che, ove fosse stato seguito, avrebbe potuto arginare i guai del  progressismo cattolico o, per dirla con il filosofo di Pistoia, del  «neomodernismo» (Del Noce 2005, 31). Su Gilson, scrive Del Noce, «è  opinione diffusa, qui in Italia, che sia uno storico della filosofia,  piuttosto che un filosofo; in realtà è un “filosofo attraverso la  storia”» (ibid., 33). Qui in verità Del Noce parla anche di se stesso.  Anch’egli è considerato da molti un mero storico della filosofia, mentre  rivendica di essere un filosofo, e precisamente un «filosofo attraverso  la storia». L’importanza di Gilson, per Del Noce, sta nel fatto che  «scoprì la verità e la presente attualità del tomismo attraverso  l’accertamento di quel che il Dottor Angelico aveva realmente pensato»  (ibid.). La questione è di rilievo, e non attiene solo alla storia,  precisamente perché ogni forma di resistenza al progressismo per Del  Noce deve necessariamente arruolare il tomismo: e deve trattarsi del  tomismo di san Tommaso, non di quello manualistico e sterile di tanti  neotomisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questo punto di vista Gilson articola attraverso gli strumenti della  storiografia del XX secolo quanto era già stato pensato da qualcuno nel  secolo XIX. E quel qualcuno è Leone XIII. Gilson, spiega Del Noce,  scopre l’enciclica Aeterni Patris di Leone XIII, che è del 1879, nel  1930, «dato che, per strano che possa parere, non aveva mai prima  d’allora letto questa enciclica. Strano, del resto, fino a un certo  punto, perché Gilson era di formazione universitaria, della Sorbona, e a  quel tempo le encicliche pontificie non solevano esser lette dai  filosofi, e spesso neanche dai filosofi cattolici» (ibid., 77: né molto è  cambiato nelle università dei giorni nostri). Gilson legge la Aeterni  Patris mentre è impegnato nella disputa sulla possibile esistenza di una  filosofia cristiana e nella risposta ai laicisti della Sorbona, i quali  sostengono che il pensiero cristiano medioevale di cui il docente  francese è studioso, per interessante che sia, non appartiene alla  filosofia perché è essenzialmente di natura teologica. Grazie al  provvidenziale incontro con Leone XIII, Gilson è in grado di rispondere  che non si tratta di sottrarre dal pensiero medioevale tutto quanto è  strettamente teologico e chiamare il residuo «filosofia cristiana». Al  contrario, è cristiana quella filosofia che riconosce il «primato della  fede» (Gilson 1960, 248), anzi «il primato della parola di Dio» (ibid.,  246), e questo non all’esterno ma all’interno stesso di un pensiero che  si presenta come «un progresso a partire da una verità che non è  suscettibile di progresso» (ibid., 251). Per Del Noce questa è l’unica  possibile filosofia che non rompe l’unità fra fede e ragione, ancorché  le distingua e sfugga quindi a ogni accusa di fideismo. La separazione  fra filosofia e teologia comporta invece la separazione fra fede e  ragione, e quel cedimento al laicismo che nella Chiesa prende la forma  del (neo)modernismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del Noce ritiene che il fondamentale risultato raggiunto da Gilson sia  possibile solo attraverso una critica di certe angustie e asprezze del  neotomismo, il che presuppone un ritorno alla lettera dell’enciclica  Aeterni Patris del 1879. Qui infatti si vincola la cultura cattolica a  privilegiare una filosofia ad mentem Sancti Thomae Aquinatis. Per Del  Noce, «quel ad mentem serve a chiarire l’equivoco delle dispute sulla  filosofia cristiana» (Del Noce 2005, 78) e testimonia «la grandezza  filosofica di Leone XIII» (ibid.). Leone XIII riporta con san Tommaso  nella Chiesa non un insieme di formule ma un metodo: nei termini di Del  Noce, in implicita polemica con qualche neotomista, «non tanto una  dottrina quanto una maniera di filosofare: e in ogni caso l’aspetto  della dottrina si trova in una certa misura posposto a quello della  maniera di filosofare» (ibid.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gilson nel volume del 1960 Le Philosophe et la théologie, su cui Del  Noce spesso ritorna, dà atto a Leone XIII di avere risolto il problema  della «filosofia cristiana» cinquant’anni prima che la Sorbona iniziasse  a discuterne, e di avere fatto molto di più: papa Pecci ha applicato  questo metodo a tutti i principali campi del pensare e dell’agire umano,  teorici e pratici. Per comprendere come questo sia avvenuto occorre  leggere le encicliche principali di Leone XIII non in ordine cronologico  ma nell’ordine che il pontefice stesso ha suggerito nell’enciclica  Pervenuti all’anno vigesimo quinto del 19 marzo 1902, pubblicata per il  venticinquesimo anniversario della sua elezione a Pontefice.  Nell’enciclica il papa ricorda nell’ordine «le [sue] Encicliche sulla  filosofia cristiana [Aeterni Patris, 1879], sulla libertà umana  [Libertas, 1888], sul matrimonio cristiano [Arcanum Divinae Sapientiae,  1880], sulla setta dei Massoni [Humanum genus, 1884], sui poteri  pubblici [Diuturnum, 1881], sulla costituzione cristiana degli Stati  [Immortale Dei, 1885], sul socialismo [Quod apostolici muneris, 1878],  sulla questione operaia [Rerum novarum, 1891], sui principali doveri dei  cittadini cristiani [Sapientiae Christianae, 1890]» (Leone XIII 1902).  In un discorso di trent’anni fa Del Noce si chiedeva «perché nessuno in  Italia abbia pensato all’edizione delle nove encicliche secondo  quell’ordine logico che il Papa aveva fissato» (Del Noce 2005, 77).  Nessuno ci ha pensato ancora oggi, e potrebbe essere un modo di dare  retta a Benedetto XVI che ha invitato a ricordare Leone XIII in  occasione del bicentenario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque sia, in funzione di questo corpus secondo Gilson – che Del Noce  cita e approva più di una volta (ibid., 77; Del Noce 1977, 25) – «Leone  XIII prende posto nella storia della Chiesa come il più grande filosofo  cristiano del secolo XIX e uno dei più grandi di tutti i tempi» (Gilson  1960, 191). Tutto il Corpus Leonianum è retto dalla Aeterni Patris,  perché prima occorre definire il metodo e poi applicarlo: «i programmi  di riforma sociale suppongono effettuata questa prima riforma  intellettuale, condizione di tutte le altre» (ibid., p. 192). «I vecchi  politici cattolici – notava Del Noce nel 1977 – leggevano la Rerum  novarum come se fosse isolabile dall’insieme del Corpus Leonianum;  coerentemente i nuovi, portando alle conseguenze ultime il difetto di  questa linea, hanno del tutto trascurato di leggerla» (Del Noce 1977,  25-26). L’oblio della Rerum novarum è avvenuto «diciamo pure con  ragione, perché scissa dal suo fondamento filosofico, dal contesto delle  nove encicliche essenziali, e in particolare dall’Aeterni Patris, è  destinata a perdere significato» (Del Noce 2005, 77).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non già che la Rerum novarum, per Del Noce, non sia importante anche nei  suoi aspetti strettamente sociali. Al contrario è una «enciclica  profetica» (Del Noce 2005, 227) la cui «critica radicale della mentalità  utopistica» (ibid., 228) del marxismo e nello stesso tempo di un  liberalismo assoluto, secondo cui il mercato risolverà da solo tutti i  problemi, appare non – come talora si legge – in ritardo rispetto alla  teoria economica dell’epoca, ma al contrario in anticipo e  sorprendentemente attuale. Ma, appunto, per cogliere tutte le  implicazioni della Rerum novarum è necessario prendere sul serio  l’invito della Pervenuti all’anno vigesimo quinto di leggerla dopo altre  sette encicliche di Leone XIII, comprese quelle sulla filosofia, sulla  massoneria e sul socialismo. Infatti tutta la parte della Rerum novarum  sui diritti rispettivi dei datori di lavoro e dei lavoratori, afferma  Del Noce, «è legata alla fondamentale tesi dell’antecedenza dell’uomo  allo Stato, e questa alla legge naturale e alla metafisica che essa  implica» (ibid., 231). «Ora, la rinascita cattolica – incalza ancora il  filosofo di Pistoia – deve essere, secondo il pensiero di Leone XIII,  inscindibilmente religiosa, filosofica e politica, “politica”, perché  richiesta come necessaria per la salvezza anche temporale della società  umana, ma questa politica deve appoggiarsi su una filosofia che sia a  sua volta preambolo della fede» (Del Noce 1977, 26).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi è qui un insegnamento fondamentale di Del Noce, che si ritrova oggi  in Benedetto XVI e in particolare nell’enciclica Caritas in veritate del  2009. La dottrina sociale della Chiesa è parte integrante  dell’insegnamento della Chiesa Cattolica: ma lo è proprio perché non è  solo socio-economica ma anche e anzitutto socio-politica, e perché altro  non è che la morale sociale cristiana, la quale presuppone i fondamenti  della morale nella verità naturale e rivelata. Il filo che collega  Leone XIII, Gilson e Del Noce aiuta a cogliere questa autentica natura  della dottrina sociale. Benedetto XVI la ribadisce ancora oggi perché,  nonostante la sua reiterata illustrazione da parte del Magistero, non  tutti l’hanno compresa. Del Noce ha messo in guardia per tempo sulle  conseguenze catastrofiche di questa incomprensione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una riserva di Del Noce su Leone XIII&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del Noce, come si vede, è prodigo di elogi su Leone XIII, « il più  grande filosofo cristiano del secolo XIX e uno dei più grandi di tutti i  tempi» secondo la citata espressione di Gilson che riprende e approva. E  tuttavia vi è un aspetto del pensiero di Leone XIII che Del Noce non  condivide. Dal mio punto di vista questa critica è particolarmente  interessante e, se mi è consentito un accenno autobiografico, mi riporta  alla mente numerose conversazioni con il filosofo italiano a Roma e a  Savigliano, perché è qui che si situa precisamente la divergenza fra Del  Noce e la scuola contro-rivoluzionaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei tanti pensatori oggi ampiamente dimenticati di cui Del Noce si è  interessato in modo approfondito è il filosofo idealista francese Léon  Brunschvicg (1869-1944). Questo autore, che non aveva simpatia né per la  rinascita del tomismo né per la scuola contro-rivoluzionaria, aveva  sostenuto che il Corpus Leonianum, a partire da quel suo punto di  partenza logico che è la Aeterni Patris, presuppone un giudizio sulla  storia che è quello contro-rivoluzionario, mutuato da papa Pecci  soprattutto da Joseph de Maistre (1753-1821) e Louis de Bonald  (1754-1840) (Brunschvicg 1928, II, 502-503). Secondo Del Noce,  Brunschvicg espone la tesi «con una certa tendenziosità, ma con un  sostanziale fondo di verità» (Del Noce 1964, 401). È interessante notare  che Del Noce discute la questione in un contesto di critica a Jacques  Maritain (1882-1973) e al contributo di quest’ultimo al progressismo  cattolico. Certo, a proposito di Maritain Del Noce ha invitato a  «riconoscere, contro critiche facili, il suo elevatissimo valore, come  sistematore filosofico rigoroso di una delle maggiori esperienze  spirituali a cavallo fra l’800 e il ‘900, quella di Léon Bloy  [1846-1917]» (ibid.). Il filosofo di Pistoia, però, si separa da  Maritain precisamente sul punto dell’interpretazione della storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle varie fasi che hanno contraddistinto l’itinerario intellettuale di  Maritain secondo Del Noce è cambiato – più di una volta – il giudizio  sul processo storico del pensiero moderno, ma non è mai cambiata la  descrizione di questo processo, che rimane quella contro-rivoluzionaria.  Secondo questa descrizione la modernità è un processo di progressiva  scristianizzazione che va in modo lineare dal Rinascimento e da Martin  Lutero (1483-1546) fino all’illuminismo, alla Rivoluzione francese e al  marxismo. Se questo processo sia da combattere – secondo la posizione  contro-rivoluzionaria – o se invece occorra cercare qualche forma di  composizione e di dialogo è questione su cui Maritain ha cambiato idea  più volte. Maritain ha oscillato verso la seconda alternativa, quella  del compromesso, in particolare durante e dopo l’epoca dei fascismi,  ritenendo – o almeno così ne ricostruisce le motivazioni Del Noce – che  una condanna radicale del processo rivoluzionario portasse  «inevitabilmente» ad «atteggiamenti pro fascisti»: «non per nulla il  principale discepolo recente di Donoso Cortés [Juan, 1809-1853, teorico  spagnolo della Contro-Rivoluzione] è stato C.[arl] Schmitt [1888-1985,  giurista e filosofo tedesco che aderì a suo tempo al Partito  Nazionalsocialista]» (ibid.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta, tuttavia, una visione della storia che secondo Del Noce sarebbe  comune alla scuola contro-rivoluzionaria, a Leone XIII, a Maritain ma  anche – cambiata di segno quanto al giudizio di valore, cioè intesa come  «processo verso la pienezza» anziché «verso la catastrofe» (ibid., 400)  – alle prospettive laiciste dominanti. Per Del Noce la visione  contro-rivoluzionaria della modernità come processo rivoluzionario  lineare che avanza in direzione della scristianizzazione, e dunque «di  un processo unitario della filosofia moderna» (ibid.), non solo è in  «simmetria» (ibid.) con una lettura laicista uguale e contraria, ma in  un certo senso ne dipende in posizione di «subalternità» (ibid., 527).  Per usare un’espressione che non è di Del Noce, si potrebbe dire che il  filosofo di Pistoia accusa la lettura contro-rivoluzionaria della storia  europea – che coinvolge Leone XIII e anche Maritain, non solo nella sua  fase giovanile – di regalare la modernità ai laicisti. Dal momento che  la modernità appare inevitabilmente vittoriosa, questa lettura  preparerebbe dunque la sconfitta dei cattolici. E peggio: una volta  presa coscienza della sconfitta, secondo l’idea di «rovesciamento» che è  tipica della visione storiografica di Del Noce, la lettura  contro-rivoluzionaria della modernità rischierebbe di «rovesciarsi» nel  «progressismo». come dimostrerebbero gli itinerari personali di Félicité  de Lamennais (1782-1854), per certi versi di Vincenzo Gioberti  (1801-1852) e dello stesso Maritain, salvo l’ulteriore passo indietro di  quest’ultimo nell’ultimo periodo di vita, come reazione a eccessi  progressisti di cui peraltro era egli stesso corresponsabile (ibid.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intendiamoci: Del Noce riconosce alla scuola contro-rivoluzionaria il  merito di avere colto il carattere profondo di un pensiero che va da  Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) a Karl Marx (1818-1883) e oltre. Qui  la negazione del peccato originale porta a sostituire la politica alla  religione come strumento di salvezza. In questa prospettiva anche Del  Noce parla di Rivoluzione con la R maiuscola come processo unitario:  «Per varie che possano essere le forme rivoluzionarie, intese in questo  senso, – scrive – il loro tratto comune è la correlazione tra  l’elevazione della politica a religione e la negazione del  soprannaturale. La Rivoluzione, con la maiuscola e senza plurale, è  quell’evento unico, doloroso come i travagli del parto (la metafora che  torna continuamente nei suoi teorici) che media il passaggio dal regno  della necessità a quello della libertà, raffigurato questo, né può  essere altrimenti, attraverso la semplice generica negazione delle  istituzioni del passato (società senza stato, senza chiese, senza  eserciti, senza delitti, senza magistratura, senza polizia…); che genera  un avvenire in cui non ci sarà più nulla di simile alla vecchia storia;  che, in ciò, è la risoluzione del mistero della storia» (ibid., 362).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È una pagina molto bella, anche dal punto di vista letterario, che  conferma la frequentazione dei classici della Contro-Rivoluzione da  parte di Del Noce. Dov’è, allora, il dissenso? Il filosofo italiano  pensa che le origini della Rivoluzione «con la maiuscola» «siano  abbastanza recenti, non antecedenti a Rousseau» (ibid.): quello che  viene prima non è tanto rivoluzionario quanto ambiguo. Sullo sfondo c’è  qui la polemica con l’opera di Maritain più apprezzata dagli ambienti  contro-rivoluzionari, Tre riformatori, il cui sottotitolo – Lutero -  Cartesio - Rousseau (Maritain 1967) – indica già l’elemento da cui  dissente Del Noce. In verità, il dissenso non riguarda tanto Lutero  quanto Cartesio (René Descartes, 1596-1650). Secondo Del Noce quando si  applica lo schema contro-rivoluzionario – che poi coincide con quello  laicista, salvo come si è accennato il giudizio di valore diametralmente  opposto – alla storia della filosofia si arriva fatalmente a quattro  conclusioni: «1) l’inizio cartesiano della filosofia moderna; 2)  l’opposizione radicale fra Cartesio e Pascal [Blaise, filosofo e teologo  francese, 1623-1662]; 3) il fallimento di una nuova scolastica,  costruita sull’accordo tra pensiero cristiano e cartesianismo, in  Malebranche [Nicolas, C.O., teologo e filosofo francese, 1638-1715]; 4)  l’inconsapevolezza, in Vico [Giambattista, filosofo napoletano,  1668-1744], della sua reale posizione storica, per cui la sua filosofia  esemplificherebbe, nel modo più perfetto, la sua teoria dell’eterogenesi  dei fini» (Del Noce 1964, 402).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Principalmente nel suo libro Il problema dell’ateismo (ibid.), ma anche  altrove, Del Noce ha avvertito come suo compito quello di smontare pezzo  per pezzo questa visione della filosofia moderna, mantenendone soltanto  il primo punto – l’inizio cartesiano –, in quanto anche per il filosofo  di Pistoia «ogni filosofia moderna si costituisce nell’orizzonte  storico che il cartesianismo ha determinato» (ibid., 405). Tuttavia  secondo Del Noce la rappresentazione comune di Cartesio, da manuale  scolastico (ma anche da Tre riformatori di Maritain), è ingannevole (Del  Noce 1965). In verità nel pensiero del filosofo francese coesistono  spunti molto diversi: alcuni, certo, suscettibili di essere continuati  in senso anticristiano, altri invece profondamente e sinceramente  cristiani. Da questi ultimi parte una versione cristiana della modernità  che passa per alcuni aspetti del pensiero di Pascal, la cui  contrapposizione a Cartesio è dunque esagerata (e lo è, talora, da  Pascal stesso), per Malebranche e per Vico e arriva fino al beato  Antonio Rosmini-Serbati (1797-1855).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del Noce si rende conto che ognuno di questi passaggi è problematico.  Affermare per esempio che «Malebranche è il tramite tra il cartesianismo  e il pensiero italiano da Vico a Rosmini» (Del Noce 1964, 493)  presuppone un’analisi delle critiche di Vico a Cartesio che ne restringa  la portata solo ad alcuni aspetti del pensiero cartesiano (Del Noce  1965, 653), e una forte riaffermazione della tesi del «malebranchismo di  Vico» (ibid., 652; Del Noce 1964, 481), che di per sé quando Del Noce  scriveva non era nuova, ma era stata anche fortemente criticata. E su  Pascal il filosofo di Pistoia ammette che «in Pascal il più radicale  cartesianismo coincide col più radicale anticartesianismo» (Del Noce  1965, 642). Del Noce stesso ha insegnato che la storia della filosofia è  una vera scienza nel senso moderno del termine, le cui acquisizioni  possono sempre essere rimesse in discussione da nuovi studi e documenti.  Non possiamo certo risolvere qui le complesse questioni legate alla  lettura che Del Noce propone di ciascuno dei pensatori che prende in  esame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo però cercare di capire qual era per Del Noce la posta in gioco.  Per lui la linea che va da Rousseau a Marx e oltre fino al 1968 è un  processo che non è sbagliato chiamare rivoluzionario, nel senso di una «  Rivoluzione, con la maiuscola e senza plurale». Non è neppure  sbagliato, a rigore, trovare in Lutero elementi che hanno a che fare con  questo processo, i quali coesistono peraltro con aspetti diversi. E  tuttavia c’è un altro «processo unitario» (Del Noce 1964, 509) che lega  pensatori pure fra loro diversi come il Cartesio cristiano, Pascal,  Malebranche, Vico e Rosmini – cui Del Noce è andato progressivamente  aggiungendo, attribuendogli un ruolo sempre più importante, il  calvinista olandese Arnold Geulincx (1624-1669), in cui peraltro vi è un  dubbio «scettico-mistico» (ibid., 492) sulla capacità della ragione di  conoscere le cose come veramente sono che apre la strada verso Immanuel  Kant (1724-1804). Non vi è tra costoro identità di pensiero ma «identità  dell’avversario» (ibid., 508), che è l’ateismo moderno come esito  fatale del processo rivoluzionario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Del Noce, dunque, ci sono due modernità: quella rivoluzionaria e  quella cristiana. La visione contro-rivoluzionaria della storia accolta  da Leone XIII, secondo il filosofo di Pistoia, dimentica o sottovaluta  la seconda modernità, la linea che va da Cartesio a Vico e a Rosmini.  Così facendo, si espone al rischio di adottare lo schema  storico-filosofico dell’avversario laicista e a quello più grave di  «rovesciarsi» nel progressismo, una volta constatato che questo  avversario ha vinto. Paragonando de Maistre a Vico, Del Noce sottolinea  le somiglianze nella critica alla deriva della modernità verso l’ateismo  ma afferma che in Vico c’è «non la semplice negazione del moderno, ma  l’enucleazione in esso di un momento positivo che non è però quello  illuministico e rivoluzionario» (ibid., 528). Rinunciare ad avvalersi di  questo «momento positivo» sarebbe il limite della Contro-Rivoluzione e  dello stesso Leone XIII.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista, che è il mio, di un cattolico contro-rivoluzionario  che cosa pensare di questa analisi di Del Noce? E – per formulare il  quesito in un modo che sarebbe forse piaciuto al filosofo nato a Pistoia  – com’è possibile essere contro-rivoluzionari dopo Del Noce? Anzitutto,  non si può non riconoscere quanto il confronto intellettuale e le  conversazioni con Del Noce abbiano aiutato a crescere la generazione che  è alle origini di un’associazione che si dichiara esplicitamente  contro-rivoluzionaria come Alleanza Cattolica. Queste conversazioni  forse ai più giovani oggi mancano, anche se le provocazioni di Del Noce  si ritrovano in autori contemporanei come la storica statunitense di  origine tedesca Gertrude Himmelfarb, che in un certo senso va oltre Del  Noce distinguendo una linea anticristiana e una compatibile con il  cristianesimo anche nello stesso illuminismo, particolarmente in quello  britannico (Himmelfarb 2004). Il 12 maggio 2010 a Lisbona Benedetto XVI  ha messo in luce il corretto atteggiamento nei confronti di queste  provocazioni: «la Chiesa, partendo da una rinnovata consapevolezza della  tradizione cattolica, prende sul serio e discerne, trasfigura e supera  le critiche che sono alla base delle forze che hanno caratterizzato la  modernità, ossia la Riforma e l’Illuminismo. Così da sé stessa [con il  Concilio Vaticano II] la Chiesa accoglieva e ricreava il meglio delle  istanze della modernità, da un lato superandole e, dall’altro evitando i  suoi errori e vicoli senza uscita» (Benedetto XVI 2010).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del Noce ci ha certamente aiutato a vedere i limiti di qualunque schema  che passi da Lutero alla Rivoluzione francese saltando a pié pari le  complessità del Seicento e del primo Settecento, così come abbiamo  accolto il suo invito a rileggere con simpatia Vico e ad apprezzare le  ragioni di Rosmini fino alla sua recente beatificazione, anche se forse  abbiamo letto meno Malebranche, per non parlare di Geulincx. Fa parte  del legato di Del Noce anche l’attenzione particolare al Seicento e al  barocco, sia contro le sue svalutazioni laiciste sia contro le  falsificazioni che vorrebbero vedere in quanto nel barocco e perfino in  autori come Vico vi è di bello e di grande una paradossale anticipazione  dell’illuminismo. Quest’ultima posizione inficia, per esempio, gli  elementi d’interpretazione proposti nel catalogo ufficiale delle sei  mostre napoletane del 2009-2010 Ritorno al barocco (Sapio, Giannotti e  La Marca 2009), mostre splendide dal punto di vista dei pezzi esposti ma  discutibili quanto all’interpretazione ideologica proposta al  visitatore. Del Noce ci ha appunto insegnato che non si tratta qui di  questioni meramente estetiche o turistiche, ma di battaglie culturali di  primaria importanza, e questo è oggi tanto più importante in presenza  di un pontefice come Benedetto XVI che si autodefinisce «un uomo del  barocco» (Benedetto XVI 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soprattutto, Del Noce con le sue critiche ci ha obbligati a riflettere  sulla distinzione fra una nozione cronologica e una ideologica di  modernità. Non tutti coloro che sono vissuti e vivono nell’epoca moderna  appartengono alla «modernità» come categoria ideologica. Occorre  distinguere fra moderno e contemporaneo, e il fatto che Vico termini la  sua vita in piena epoca dell’illuminismo non ne fa – benché appunto si  vada sostenendo, ma infondatamente, anche il contrario – un illuminista.  Ancora, Benedetto XVI invita come si è visto a distinguere nella  modernità le domande in parte giuste e le risposte sbagliate, i veri  problemi e le false soluzioni, le «istanze», di cui la Chiesa si è fatta  carico nella loro parte migliore – ma «superandole» –, e gli «errori e  vicoli senza uscita» (Benedetto XVI 2010) in cui la linea prevalente  della modernità ha fatto precipitare queste istanze, ultimamente  travolgendo e negando quanto nel loro originario momento esigenziale  potevano avere di ragionevole e di condivisibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con altrettanta serenità, e senza rinnegare l’affetto e la gratitudine  per Del Noce – che da parte sua seguì sempre con grande simpatia e  benevolenza le attività di Alleanza Cattolica –, possiamo dire che la  sua critica del pensiero contro-rivoluzionario e dell’orizzonte  storiografico che fa da sfondo al Corpus di Leone XIII non ci ha indotto  ad abbandonare il riferimento tematico alla Contro-Rivoluzione. Per  quanto autori di scuola contro-rivoluzionaria abbiano parlato abbastanza  male di Cartesio, e talora anche di Pascal e del beato Rosmini, non ci  sembra che stia nella critica di questi autori l’essenziale dello schema  contro-rivoluzionario. Del resto, l’intreccio fra storia della  filosofia e storia della scuola contro-rivoluzionaria è più complesso di  quanto possa sembrare a prima vista. Se vi è nella letteratura  filosofica di lingua francese un continuatore della linea cara a Del  Noce che da certi aspetti di Cartesio va a Malebranche questo è il  cardinale Hyacinthe-Sigismond Gerdil B. (1718-1802: cfr. Del Noce 1965,  653). Ora, è nota l’influenza di Gerdil su de Maistre e su tutto il  mondo francofono che è alle origini della scuola contro-rivoluzionaria. E  dello stesso Rosmini si è potuto scrivere che originariamente «forma il  suo pensiero sulla letteratura contro-rivoluzionaria, in specie del  conte savoiardo Joseph de Maistre» (Cantoni 2010, 79) – il che,  beninteso, non comporta che si possano ascrivere alla scuola  contro-rivoluzionaria tutte le opere del beato di Rovereto. Analoghe  indagini andrebbero condotte su Vico. La contrapposizione fra il  «momento positivo» del moderno di Del Noce e l’«antimoderno»  contro-rivoluzionario non è rigida, anzi le due linee s’incontrano e  s’intersecano più volte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pensiero contro-rivoluzionario postula essenzialmente che la  modernità come ideologia – che è cosa diversa dall’epoca moderna come  semplice dato cronologico – abbia un orientamento nettamente prevalente  di tipo laicista e anticristiano. Lo stesso Del Noce nelle sue analisi  dell’ateismo moderno, del marxismo, del progressismo cattolico e del  1968 ha confermato questo postulato. Il fatto che nello scorrere della  storia moderna si siano manifestati anche pensatori cristiani – così  come sono apparsi, grazie a Dio, tanti santi – non modifica la  conclusione secondo cui il carattere dominante della modernità è la  deriva anticristiana e laicista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La deriva non è «necessaria» di diritto, come pensa un certo  tradizionalismo non cristiano sedotto da visioni pagane o orientali  della storia come decadenza obbligatoria da un’età dell’oro originaria  verso l’età oscura chiamata dai libri sacri induisti Kali Yuga, in cui  tutti coloro che hanno la sventura di vivere in una determinata epoca  sarebbero volenti o nolenti coinvolti. Questa prospettiva non solo non  resiste alla critica dell’«antimoderno» proposta da Del Noce, ma nel suo  nucleo profondo nega la libertà umana sottomettendola  deterministicamente alla storia e ai suoi «cicli», così da rivelarsi  incompatibile con il cristianesimo. Tuttavia, la scuola  contro-rivoluzionaria non sostiene – certamente nelle sue articolazioni  più mature, ma in realtà già nelle sue origini – la necessità di diritto  di una deriva anticristiana della modernità. La constata leggendo la  storia, dove la nobilissima resistenza di stili di pensiero alternativi  non inficia la conclusione secondo cui la linea della modernità come  ideologia si afferma come culturalmente, sociologicamente e  politicamente dominante. Si può anche sostenere che la deriva  rivoluzionaria e anticristiana obbedisce a una «necessità», non però di  diritto ma di fatto: una volta poste certe premesse intellettuali, le  conseguenze seguono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grati a Del Noce degli elementi di riflessione che ci ha offerto, anche  donando con generosità il suo tempo a chi di noi era allora molto  giovane, abbiamo pertanto mantenuto il nostro spirito  contro-rivoluzionario e «antimoderno». Le sue critiche ci hanno semmai  aiutato a precisare il significato di queste espressioni e a evitare  trappole e fraintendimenti. A Del Noce possiamo dunque promettere oggi,  con affetto, una vigilanza che a fronte di passati errori altrui  veglierà a evitare ogni possibile «rovesciamento» dell’antimoderno  nell’ultramoderno progressista sulla scia di Lamennais e di un certo  Maritain.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E tuttavia la nostra posizione è chiara. Alla scuola di Benedetto XVI ci  sforziamo di accogliere le domande della modernità, ma non possiamo  accettare le risposte di un’ideologia che comporta il rifiuto della  tradizione e l’idolatria del presente. In Portogallo il Papa ha appunto  denunciato l’ideologia che «assolutizza il presente, staccandolo dal  patrimonio culturale del passato» (Benedetto XVI 2010) e quindi  fatalmente finisce per presentarsi «senza l’intenzione di delineare un  futuro» (ibid.). Considerare il presente la sola «fonte ispiratrice del  senso della vita» (ibid.), il che è l’essenza della modernità come  ideologia, porta a svalutare e attaccare la tradizione, che in  Portogallo – e non solo – «ha dato origine a ciò che possiamo chiamare  una “sapienza”, cioè, un senso della vita e della storia di cui facevano  parte un universo etico e un “ideale” da adempiere» (ibid.),  strettamente legati all’idea di verità e all’identificazione di questa  verità con Gesù Cristo. Dunque «si rivela drammatico il tentativo di  trovare la verità al di fuori di Gesù Cristo» (ibid.): un altro elemento  costitutivo del dramma della modernità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il «“conflitto” fra la tradizione e il presente si esprime nella crisi  della verità, ma unicamente questa può orientare e tracciare il sentiero  di una esistenza riuscita» (ibid.). In questo conflitto la Chiesa non  ha dubbi su da che parte stare. «La Chiesa appare come la grande  paladina di una sana ed alta tradizione» (ibid.): parole di Benedetto  XVI che richiamano – certo con uno stile e un linguaggio diverso –  quelle del suo predecessore san Pio X nella lettera apostolica del 1910,  di cui pure ricorre il centenario, Notre charge apostolique secondo cui  «i veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né innovatori, ma  tradizionalisti» (Pio X 1910, n. 44).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La difesa della verità contro il culto relativistico e anti-tradizionale  del presente è una missione «per la Chiesa irrinunciabile» (Benedetto  XVI 2010), ripete Benedetto XVI. «Infatti il popolo, che smette di  sapere quale sia la propria verità, finisce perduto nei labirinti del  tempo e della storia» (ibid.). Sulla necessità di un filo d’Arianna  costituito dalla tradizione cattolica per uscire da questi labirinti Del  Noce sarebbe stato d’accordo: e di questo filo egli fu anzi  impareggiabile tessitore. Anche per questo merita oggi la nostra  gratitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riferimenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Augé, Guy. 19952. Les Blancs d’Espagne. Contribution à l’étude d’une  composante du royalisme français contemporain, Association des Amis de  Guy Augé - La Légitimité, Parigi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benedetto XVI. 2008. Intervista concessa dal Santo Padre Benedetto XVI  ai giornalisti durante il volo verso la Francia, del 12-9-2008.  Disponibile sul sito Internet della Santa Sede all’indirizzo abbreviato &lt;a href="http://tinyurl.com/5ooy8n" onmousedown="'UntrustedLink.bootstrap($(this)," rel="nofollow" target="_blank"&gt;http://tinyurl.com/5ooy8n&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benedetto XVI. 2010. Incontro con il mondo della cultura, Centro  Cultural de Belém, Lisbona, del 12-5-2010. Disponibile sul sito Internet  della Santa Sede all’indirizzo abbreviato &lt;a href="http://tinyurl.com/37wsv92" onmousedown="'UntrustedLink.bootstrap($(this)," rel="nofollow" target="_blank"&gt;http://tinyurl.com/37wsv92&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brunschvicg, Léon. 1928. Le Progrès de la conscience dans la philosophie  occidentale. 2 voll. Presses Universitaires de France, Parigi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cantoni, Ignazio. 2010. «Beato Antonio Rosmini-Serbati (1797-1855)».  Cristianità, anno XXXVIII, n. 355, gennaio-marzo 2010, pp. 79-83.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corrêa de Oliveira, Plinio. s.d. «San Pio X». Conferenza inedita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del Noce, Augusto. 1964. Il problema dell’ateismo. Il Mulino, Bologna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del Noce, Augusto. 1965. Riforma cattolica e filosofia moderna. Volume  I: Cartesio. Il Mulino, Bologna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del Noce, Augusto. 1977. Il marxismo di Gramsci e la religione (CRIS  Documenti, n. 35). Centro Romano di Incontri Sacerdotali (CRIS), Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del Noce, Augusto. 2005. Pensiero della Chiesa e filosofia  contemporanea. Leone XIII / Paolo VI / Giovanni Paolo II. A cura di  Leonardo Santorsola. Studium, Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gilson, Étienne. 1960. Le Philosophe et la théologie. A. Fayard, Parigi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Himmelfarb, Gertrude. 2004. The Roads to Modernity. The British, French  and American Enlightenments. Knopf, New York.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leone XIII. 1902. Lettera enciclica Pervenuti all’anno vigesimo quinto,  del 19-3-2002.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maritain, Jacques. 1967. Tre riformatori. Lutero - Cartesio - Rousseau.  Trad. it. Morcelliana, Brescia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pio X, 1910. La concezione secolarizzata della democrazia. Lettera agli  Arcivescovi e ai Vescovi francesi «Notre charge apostolique», del  25-8-1910 [trad. it., Cristianità, Piacenza 1993].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapio, Maria - Maria Teresa Giannotti - Tiziana La Marca (a cura di).  2009. Ritorno al barocco. Da Caravaggio a Vanvitelli. Electa, Napoli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-6717925021550796888?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/6717925021550796888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/05/massimo-introvigne-del-noce-e-leone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6717925021550796888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6717925021550796888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/05/massimo-introvigne-del-noce-e-leone.html' title='Massimo Introvigne: Del Noce e Leone XIII'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-6985043245293885344</id><published>2010-05-17T01:58:00.000-07:00</published><updated>2010-05-17T01:59:07.172-07:00</updated><title type='text'>Comunicazione di Mons. Prof Antonio Livi: Del Noce e Gilson</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;font-size:130%;"&gt;Augusto Del Noce è  tra i pochissimi studiosi italiani che hanno conosciuto, capito e  apprezzato  il pensiero di Etienne Gilson; io, che al pensatore francese ho dedicato   tanti studi e tante iniziative di tipo “promozionale”, considerandolo  il mio primo maestro&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;, ricordo che negli anni Settanta mi  sorprese molto e mi rallegrò ancora di più vedere come Augusto Del  Noce fosse capace di capire Gilson e di entrare in piena sintonia di  pensiero con lui (indubbiamente, più di chiunque altro in Italia).  Ma quale fu il punto di contatto tra il filosofo francese e quello  italiano?  Fu proprio il metodo filosofico, il modo specifico di fare filosofia  in rapporto alle motivazioni profonde che guidavano i due filosofi nel  loro impegno intellettuale e nelle scelte di campo che erano chiamati  a fare in un mondo come quello di oggi. E qui viene a proposito il  racconto  di un episodio della biografia di Del Noce che può sembrare di poco  conto (si tratta, tutto sommato, di un evento occasionale) ma è tipico  di quel modo di fare filosofia che caratterizza i “filosofi della  libertà e dell’esistenza”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;font-size:130%;"&gt;Lo so per certo, per  ammissione dello stesso Del Noce, che l’incontro con Gilson fu  occasionale;  a differenza di quello che feci io – che andai a cercare Gilson e  lo frequentai a lungo - , Del Noce non sentì particolare interesse  per il collega francese (pur essendo la Francia la sua patria d’adozione   dal punto di vista culturale) e lo incasellò, come facevano tutti in  Italia in quegli anni (e ancora oggi), nell’innocua casella degli  “storici della filosofia”. Ma vedendo in libreria l’ancora non  tradotto saggio su &lt;i&gt;Réalisme thomiste et critique de la connaissance&lt;/i&gt;,   superato l’iniziale fastidio che tutti i non tomisti avvertono di  fronte all’aggettivo “tomista”, Del Noce lesse il libro di Gilson  con l’attenzione che gli era solita e la penetrazione straordinaria  di cui lui solo era capace. La conclusione fu che l’argomentazione  gilsoniana lo convinse pienamente, a tal punto da dire – da allora  in poi – che Gilson era colui che meglio di chiunque altro aveva capito  l’opposizione polare tra realismo e immanentismo, e che solo la sua  posizione – il “realismo metodico” - poteva vantare un’assoluta  coerenza logica. Alla fine, Del Noce non esitava a scrivere che Gilson  era a suo giudizio il più grande pensatore del Novecento, da affiancare  – perché di pari importanza – a Giovanni Gentile, il quale però  aveva portato la filosofia e la politica nel vicolo cieco del più  coerente  immanentismo, a quel “suicidio del pensiero” che Del Noce riteneva  strettamente collegato al “suicidio della rivoluzione”&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h1 align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;Un comune metodo  di pensiero&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt; &lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;font-size:130%;"&gt;Ma qual era il motivo  profondo di tanto entusiasmo? Che cosa aveva determinato tanta sintonia  speculativa tra i due pensatori? Si penserà che essi avevano in comune  il lavoro storiografico, adoperato come base per gli sviluppi teoretici  in ogni direzione (la gnoselogia, la teologia naturale, l’etica, la  politica). Questo è vero, ma spiega solo in parte la sintonia tra i  due filosofi. Non dimentichiamo infatti che gli studi di Del Noce furono   tutti in materia di filosofia moderna (da Malebranche a Gioberti, e  poi da Descartes a Rosmini) e di filosofia contemporanea (da Giuseppe  Renzi a  Lev Sestov, da Giuseppe Capograssi a Enrico Castelli),  mentre gli studi di Gilson furono – dopo le iniziali analisi della  filosofia cartesiana - tutti in materia di filosofia medioevale. Non  è quindi la materia di studio l’elemento comune.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;font-size:130%;"&gt;L’elemento comune  è invece il metodo del pensiero. Perché sia Gilson che Del Noce  intendono  la filosofia come comprensione profonda e globale del mondo in cui  vivono  e operano, de questo attraverso l’individuazione delle radici storiche  che rendono ragione delle convinzioni teoretiche e delle opzioni  pratiche  operanti nel loro mondo. Il mondo di entrambi è stato quello  dell’Occidente  cristiano (scristianizzato), nel quale operano due diverse opzioni  intellettuali:  da una parte, l’opzione del realismo metafisico (che parte da Vico  e giunge fino a Bergson, passando da Rosmini e Newman), dall’altra  quella dell’immanentismo (che ha inizio con il razionalismo cartesiano  e si conclude con l’idealismo di Hegel e di Gentile). Il realismo  metafisico è un pensiero sostanziato di logica aletica: esso infatti  ancora la verità alla trascendenza gnoseologica e ne individua la fonte  nella Trascendenza ontologica, vedendo pertanto nella realtà creata  una razionalità che ha origine trascendente (l’idea divina) e per  questo è norma per la verità dell’agire umano (la “legge naturale”);  questa opzione, minoritaria ai nostri giorni, si riconosce nella  tradizione  classica e medioevale ma è anche fiera della propria capacità di creare  nuove prospettive, ivi compreso l’ideale politico o “utopia” (Tommaso  Campanella, Thomas More) e l’ermeneutica  storica come “scienza  nuova” (Giambattista Vico). Invece l’immanentismo (tanto nella versione  iniziale, che era stata quella razionalistica, che nella versione  finale,  che fu quella idealistica) è il pensiero della rivoluzione, della  rottura  con la tradizione, dell’abolizione di ogni fondamento oggettivo per  l’etica, della pretesa di dare origine a una nuova umanità e a un  nuovo mondo, come opera delle mani dell’uomo. Ogni aspetto teoretico  e pratico dell’immanentismo – la secolarizzazione, l’ateismo,  il relativismo o il formalismo morale, il nichilismo, la deriva  totalitaria  -  ha la sua giustificazione ultima nell’opzione gnoseologica,  in quella che Carlos Cardona chiamava l’opzione intellettuale; per  contro, ogni critica di quelle forme di immanentismo che prima citavo  non può avere successo se non giunge a criticare il nucleo gnoseologico  dell’opzione. E’ proprio per questo motivo che il problema gnoseologico  – con la sua intrinseca dimensione storica - è centrale nel capire  e nel risolvere i problemi del nostro tempo: è appunto ciò che Del  Noce ha compreso e che poi ha ritrovato nella lettura delle opere di  Gilson, a cominciare da &lt;i&gt;Réalisme thomiste et critique de la  connaissance&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;font-size:130%;"&gt;Il metodo di Gilson  consiste nell’individuare nelle idee filosofiche una necessità  intrinseca,  una necessità che costituisce una vera e propria legge storica, la  legge che regola lo sviluppo delle idee. I filosofi hanno una libertà  di azione quasi illimitata: possono scegliere il campo della loro  ricerca,  il metodo di indagine, il rapporto con la tradizione, il modo o i   modi per esprimere le conclusioni del loro lavoro e per far accettare  agli altri le loro convinzioni… Tutto è oggetto di libera scelta,  meno gli esiti speculativi delle idee filosofiche che si trovano ad  adottare. Le idee filosofiche portano necessariamente a certi esiti,  indipendentemente dalle intenzioni e dalle pretese del filosofo che  le adotta. Descartes, per esempio, adottò l’idea della certezza  matematica  come modello della scienza in generale e della filosofia in particolare,   e non poteva derivarne che un sistema soggettivistico di tipo  razionalistico,  dove la realtà del mondo è mediata dalle idee chiare e distinte e  si perdono irrimediabilmente l’unità dell’uomo, la legge naturale,  la trascendenza di Dio: si perdono proprio quelle dimensioni metafisiche   del reale che pure erano l’essenza delle categorie filosofiche  scolastiche  utilizzate da Descartes nel costruire il suo sistema (la categoria di  creazione del mondo da parte di Dio, la categoria di anima immortale,  la categoria di libero arbitrio) . Così pensò e scrisse Gilson, e  così pensò e scrisse per conto suo anche Del Noce, il quale però  vide nel sistema cartesiano anche un’idea (agostiniana) che avrebbe  potuto avere esiti diversi, di tipo realistico&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h1 align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;La centralità  dell’esperienza  storica&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt; &lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;font-size:130%;"&gt;Come possa questa  metodologia storiografica sfuggire all’accusa di idealismo – o,  meglio,  di storicismo idealistico – è presto detto. La necessità  intrinseca dello sviluppo delle idee filosofiche non risponde, in Gilson   e in Del Noce, all’apriorismo astratto delle metafisiche idealistiche  o dello storicismo positivistico: risponde invece all’osservazione  attenta e penetrante della realtà empirica in tutta la sua complessità,  risponde ai protocolli dell’esperienza storica fedelmente applicati  all’ermeneutica storiografica. In Gilson, come in Del Noce, non sono  le tesi teoriche – siano esse metafissiche, o logiche, o  socio-economiche  – a determinare l’interpretazione della storia della filosofia;  nei due grandi filosofi del Novecento la metodologia storiografica è  davvero autonoma da presupposti arbitrari: essa si fonda su induzioni  di carattere schiettamente sperimentale, arriva cioè a stabilire delle  leggi universali sulla base di fatti accuratamente esaminati e valutati  attraverso il confronto con fatti analoghi. Alla fine, è l’esperienza  storica  - ossia ciò che risulta dall’indagine storiografica,  applicando ai fatti le regole della corretta induzione – a determinare  l’orientamento speculativo, che proprio per questo risulta inattaccabile   sul piano della dialettica filosofica (è invece attaccabile, come di  fatto fu attaccato, sul piano della polemica ideologica). Si pensi alla  forza con cui Gilson ha sempre difeso la sua nozione di “filosofia  cristiana” o di “realismo”; si pensi poi alla forza con cui Del  Noce ha difeso la sua nozione di “ontologismo”  e ha scoperto  la comune radice di fascismo (Giovanni Gentile) e di comunismo (Antonio  Gramsci), potendo così proporre un progetto politico alternativo ad  entrambi&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;; si pensi infine al rifiuto – netto e  inequivocabile  in entrambi – di compromessi teoretici tra cristianesimo e marxismo  e di strategie comuni tra cattolici e comunisti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;font-size:130%;"&gt;Per concludere  parlando  direttamente ed esclusivamente di Del Noce, voglio far notare – per  chi conosce bene il suo pensiero e le sue prese di posizione su  molteplici  argomenti – come il realismo politico di cui è stato campione e maestro  si configuri talvolta come sorprendente capacità di svolgere da filosofo   una funzione che senza esitazioni chiamerei “profetica”: è la funzione  critica di chi denuncia mali  presenti e prospettive future senza  lasciarsi intimorire dall’impopolarità, senza paura di sembrare un  visionario (in un mondo di idealisti, consapevoli e inconsapevoli, un  vero realista può sembrfare un visionario), animato soltanto dall’amore  per la verità, forte soltanto della certezza di dire il vero. Ciò  dipende - ne sono certo – direttamente e totalmente dalla forza  insuperabile  della logica, quando essa deriva dalla realtà (conosciuta),  e  alla realtà (da valutare) viene applicata con tutto il rigore della  razionalità libera da condizionamenti ideologici. Un esempio davvero  significativo: prima ancora che avvenisse il crollo del comunismo  mondiale  (almeno in Europa), e prima ancora che il capitalismo mondiale  cominciasse  a riempire il vuoto lasciato dal comunismo con i suoi sistemi di vita  (secolarizzazione, consumismo, edonismo, immoralismo), Augusto Del Noce  prevedeva i danni che ne sarebbero derivati, quegli stessi danni che  molti oggi lamentano, e tra questi anzitutto il papa Giovannni Paolo  II. Domenico Settembrini racconta che Del Noce gli disse: “Voi sapete  quanto io detesti il comunismo: ebbene, se l’unica alternativa –  cosa che non credo – dovesse essere la società consumistica, sceglierei  il comunismo”&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;. Si  potrebbe dire: sono parole di  un utopista; come si fa a opporsi a un  processo ineluttabile come  quello che ha portato e sempre di più porterà all’egemonia del sistema  capitalistico? Come si fa ad andare contro la globalizzazione? Ebbene:  Augusto Del Noce fu creduto un sognatore quando prevedeva il crollo  del comunismo, e invece il suo pensiero si rivelò l’espressione del  più acuto realismo politico, perché aveva saputo leggere nella realtà  la legge che regola le idee politiche e le fa vivere o morire, facendo  vivere o  morire con esse i sistemi di potere che se ne servono;  chi può essere certo che egli non abbia visto chiaro anche nel caso  del capitalismo consumistico? Non sarà anch’esso condannato a crollare,  perché in conflitto con la coscienza cristiana (questo per quanto  riguarda  le nazioni  di antica tradizione cristiana, dove la scristianizzazione  non avrà mai una vittoria completa e definitiva) ma anche e soprattutto  (e questo vale per ogni parte del mondo) perché contrario alla legge  naturale, alla natura dell’uomo e al bene comune della società? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;                               &lt;p&gt;&lt;wbr&gt;                        &lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Antoni&lt;wbr&gt;o Livi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-6985043245293885344?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/6985043245293885344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/05/comunicazione-di-mons-prof-antonio-livi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6985043245293885344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6985043245293885344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/05/comunicazione-di-mons-prof-antonio-livi.html' title='Comunicazione di Mons. Prof Antonio Livi: Del Noce e Gilson'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-5204632186123213792</id><published>2010-05-04T01:19:00.000-07:00</published><updated>2010-05-05T06:50:25.142-07:00</updated><title type='text'>evento: tutti i dettagli</title><content type='html'>il Comitato per il centenario della nascita di Augusto Del Noce&lt;br /&gt;PRESENTA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Augusto  Del Noce: cultura e politica di fronte al suicidio della rivoluzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;partners&lt;br /&gt;Alleanza Cattolica, Associazione John Locke, Biagioni Media&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il  Congresso sarà tenuto domenica 16 maggio 2010 presso il Residence  Artemura in Via Pietro Bozzi 6/8 a Pistoia.&lt;br /&gt;ore 9 e 30 saluti e  introduzione generale&lt;br /&gt;Intervento dell'On. Rocco Buttiglione&lt;br /&gt;Introduzione  di Giovanni Cantoni&lt;br /&gt;ore 10 e 40 prima sessione&lt;br /&gt;Massimo  Introvigne “Due centenari s’incontrano. Augusto Del Noce e il magistero  di Leone XIII” Mauro Ronco "La linea di Vico- Rosmini come  risposta all'ateismo nel pensiero di Augusto Del Noce."&lt;br /&gt;ore 13 pausa  pranzo con buffet&lt;br /&gt;ore 15 seconda sessione&lt;br /&gt;Maurizio  Schoepflin "Del Noce filosofo inascoltato e controcorrente"&lt;br /&gt;Lucia Palumbo "L'irreligione occidentale come affermazione della  semplice tecnica"&lt;br /&gt;Lavinia Peserico "Del Noce e il 1968"&lt;br /&gt;Ore  18 Santa Messa in Cattedrale di San Zeno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;si ringraziano:&lt;br /&gt;Fondazione  Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fondazionecrpt.it/" onmousedown="'UntrustedLink.bootstrap($(this)," rel="nofollow" target="_blank"&gt;http://www.fondazionecrpt.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fondazione  Giorgio Tesi&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.giorgiotesivivai.it/it/azienda/fondazione-giorgio-tesi/" onmousedown="'UntrustedLink.bootstrap($(this)," rel="nofollow" target="_blank"&gt;http://www.giorgiotesivivai.it/it/azienda/fondazione-giorgio-tesi/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ottica  Bruni Aligi&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.otticabrunialigi.it/" onmousedown="'UntrustedLink.bootstrap($(this)," rel="nofollow" target="_blank"&gt;http://www.otticabrunialigi.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Agraria  Checchi Silvano&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.agrariachecchi.it/" onmousedown="'UntrustedLink.bootstrap($(this)," rel="nofollow" target="_blank"&gt;http://www.agrariachecchi.it/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-5204632186123213792?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/5204632186123213792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/05/evento-tutti-i-dettagli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/5204632186123213792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/5204632186123213792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/05/evento-tutti-i-dettagli.html' title='evento: tutti i dettagli'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-6447833722566935449</id><published>2010-04-13T04:56:00.002-07:00</published><updated>2010-04-13T04:57:31.053-07:00</updated><title type='text'>COSÌ DEL NOCE SMASCHERÒ L ’ATEISMO</title><content type='html'>COSÌ DEL NOCE SMASCHERÒ L ’ATEISMO&lt;br /&gt;UMBERTO GALEAZZI&lt;br /&gt;In Augusto Del Noce lo studio dell’ateismo assume un valore apologetico  del 'kerigma' cristiano: le ragioni dell’ateismo – disse –, proposte da  più parti, non mi hanno mai convinto, sicché il procedere nella ricerca  filosofica mi ha confermato, sempre più criticamente nella fede  cattolica. Nel mondo contemporaneo si manifesta, secondo Del Noce, il  'carattere postulatorio' ('Il problema dell’ateismo') dell’ateismo, in  quanto non è sostenuto da ragioni atte a giustificarlo, ma è frutto,  come presupposto indiscutibile, di una scelta precedente l’indagine  filosofica sulla realtà. Si tratta di una 'postulazione arbitraria', che  non nasce da un’evidenza razionale, ma dalla pretesa dell’uomo di non  essere quell’essere finito, che è, ma di essere l’assoluto o di farsi  assoluto nel futuro: è il rifiuto della condizione creaturale e, quindi,  della dipendenza dal Creatore. Sartre ha avuto l’onestà intellettuale  di ammettere l’esito fallimentare della pretesa impossibile ('una  passione inutile') dell’uomo di essere o farsi assoluto, riconoscendo  che esso non si è creato da solo. Marx, invece, pretende che l’uomo si  creerà perfetto, attraverso il lavoro e la prassi politica  rivoluzionaria, dando vita ad una società perfetta; come se dicesse:  giacché voglio che l’uomo sia creatore di sé, rifiuto il Creatore.&lt;br /&gt; Ma il mito della società perfetta è andato incontro alle dure smentite  della storia.&lt;br /&gt; L’umanesimo ateo di Marx ha lanciato ai credenti una sfida decisiva:  noi costruiremo una società perfetta, che eliminerà la religione,  creando una sorta di paradiso in terra. Ma dall’esperimento (condotto a  prezzo della vita di milioni di persone), invece della società perfetta,  è scaturita la patria della disumanizzazione nei suoi molteplici  aspetti. Non è semplicemente crollato un muro, ma tutta una visione  dell’uomo, della realtà e della storia. Per una filosofia che aveva  posto nella verifica storica il criterio di verità, la confutazione è  clamorosa e ineludibile. Ciò che doveva confutare la religione è stato  smentito e bisogna trarne razionalmente le conseguenze: se il tentativo  di confutazione e di eliminazione è fallito, ciò che si intendeva  confutare ed eliminare (la religione, il cristianesimo) risulta  corroborato. Del Noce ci ha anche insegnato che l’esito disumanizzante  dell’esperimento marxista dipende dall’opzione atea (confutando chi  crede, senza conoscere i testi, che l’ateismo sia inessenziale nel  marxismo).&lt;br /&gt; In primo luogo perché il rifiuto ateo è anche negazione di un ordine  morale superiore all’arbitrio umano; onde, ponendo come assoluto la  futura società perfetta da realizzare, ci si ritiene legittimati a usare  qualsiasi mezzo per conseguire la meta agognata. Si ha, così, la totale  risoluzione e dissoluzione dell’etica nella politica, che diventa  spregiudicata e tende a dar vita al potere totalitario. Inoltre, il  rifiuto ateo è rifiuto di quel riconoscimento originario con cui Dio  crea ogni essere umano perché lo vuole e lo ama, costituendolo nella sua  inalienabile dignità, che esige, prima di tutto, rispetto; così quel  rifiuto conduce all’annegamento del singolo uomo, considerato  accidentale, nella vita del genere umano, al suo sacrificio per il mito  della società perfetta. Perché Marx risolve l’uomo nei rapporti sociali,  identifica l’essenza umana con il genere, negandola ai singoli uomini,  la cui dignità viene trasferita nella società.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-6447833722566935449?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/6447833722566935449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/04/cosi-del-noce-smaschero-l-ateismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6447833722566935449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6447833722566935449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/04/cosi-del-noce-smaschero-l-ateismo.html' title='COSÌ DEL NOCE SMASCHERÒ L ’ATEISMO'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-5133121681854829013</id><published>2010-04-13T04:56:00.001-07:00</published><updated>2010-04-13T04:56:55.202-07:00</updated><title type='text'>Del Noce: società radicale, che guaio!</title><content type='html'>Del Noce: società radicale, che guaio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DI VITTORIO POSSENTI&lt;br /&gt;&lt;span&gt; Come ogni centenario, anche quello di Augusto Del Noce porta con sé  bilanci, nuove letture e prospettive, all’insegna del «ciò che è vivo e  ciò che è mor­to ». Seguendo di poco il centena­rio di Bobbio, amico e  contraltare intellettuale, quello di Del Noce non avrà forse la stessa  ampiezza d’iniziative ma non sarà meno si­gnificativo. Tra le varie  possibilità di proseguire il suo lascito ne tocco qui una. Il problema  dell’ateismo (1964), la sua opera maggiore, si incentrava sull’ateismo  marxista, allora in pieno vigore ma oggi crol­lato miseramente: il  «suicidio della rivoluzione», preconizzato da Del Noce, si è compiuto e  accade quando il marxismo fa propria la lettura «borghese» e  materialista della vita. «La ricomprensione ita­liana del marxismo  attraverso la versione rivoluzionaria dello stori­cismo si risolve in  una sua ricom­prensione illuministica» ( Il suici­dio della rivoluzione,  1978): il co­munismo in versione gramsciana diventa una componente  sconsa­crata della società radicale, che consente allo spirito borghese  di realizzarsi allo stato puro. Saint-Si­mon e Comte prevalgono su Marx e  Gramsci. Il suicidio della rivolu­zione dipinto da Del Noce avviene  attraverso la politica, in cui si in­tende creare l’uomo nuovo me­diante  la prassi civile. L’esito è spesso stato fallimentare e sangui­noso,  come nei totalitarismi. L’al­tra grande rivoluzione è quella at­traverso  la scienza, e tutti siamo in grado di valutarne il successo, la  potenza, e di non intravederne la fine. Essa non si suicida affatto,  an­zi tenta di mettere mano sull’uo­mo e spesso ci riesce: non si  auto­dissolve ma avanza promettendo benessere, salute e una  quasi-im­mortalità. Caduto il marxismo, ri­mangono il relativismo morale  e lo scientismo tecnologico. Dinanzi alle due forme della città degli  atei, la comunista e la tecnocratica, sor­ge la domanda su quale sia la  for­ma più radicale di ateismo: Marx o Comte? Ci sono buoni motivi per  ritenere che l’ateismo scientistico sia più intenso, freddo e meno  sog­getto a dubbi. Esso attua un tenta­tivo di mutazione antropologica  attraverso le biotecnologie, una comprensione evoluzionistica dell’io  come soggetto casuale, e tappa ogni minimo spazio entro cui possa  sentirsi la nostalgia di Dio. L’ateo scientista non sente la mancanza di  Dio come mancanza, è naturaliter irreligioso. Lo stesso problema  dell’ateismo andrebbe ripensato a fondo in rapporto all’e­clissi  dell’idea di Dio (e dell’uomo) che si verifica nell’attuale situazio­ne  spirituale, richiedendo rinnova­te ricerche. La sequenza franco­italiana  Cartesio-Pascal-Malebran­c&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;wbr&gt;&lt;span class="word_break"&gt;&lt;/span&gt;he-  Vico-Rosmini in cui Del Noce vedeva – del resto con validi motivi – la  linea della vita della filosofia moderna, non pare forse sufficien­te ad  interpretare la vittoria dello scientismo e del deserto secolari­stico  che esso veicola, e ad anima­re la necessaria resistenza. È natu­rale  che anche il problema della secolarizzazione sia da ripensare, avvenendo  essa oggi assai più at­traverso la natura e il naturalismo che  attraverso la storia e lo storici­smo. La grave crisi dell’idea di Dio  veicolata dall’obiezione scientisti­ca comporta l’attacco all’idea  d’uomo. Lo scientismo sogna mol­to e si illude che, una volta elimi­nato  Dio, sia possibile salvare in qualche modo l’uomo. Da ricorda­re sono  le parole di Max Horkhei­mer: «Tutti i tentativi di fondazio­ne della  morale su una saggezza di questo mondo anziché sul riferi­mento a un  aldilà riposano su illu­sioni di impossibili concordanze».&lt;br /&gt; Non è possibile mantenere fermo un senso assoluto senza Dio. Il  marxismo teneva aperto uno spa­zio minimo – certo suo malgrado – per Dio  poiché parlava d’aliena­zione e di giustizia, temi pericolosi per un  ateismo conseguente. Ma lo scientismo? Esso si rifiuta di pensare.  Sembra una frase ad ef­fetto ma è la pura verità quando u­no consideri  le poche righe in cui Richard Dawkins vorrebbe liquida­re il problema  Dio, e non fa altro che dipingere la sua completa in­consapevolezza  filosofica del tema (cfr. L’orologiaio cieco ). Ora per ri­prendere alla  base questi problemi ci si deve fondare su una filosofia che sia in  potenza attiva verso il fu­turo, e Del Noce la individuò verso la fine  della vita. Nel Giovanni G entile (1989) scrisse che lo scacco  dell’idealismo riapriva la possibi­lità storica della filosofia  dell’esse­re, ritrovata in specie attraverso Gilson. Così egli si  ricongiungeva implicitamente alle idee di Felice Balbo che intorno agli  anni ’60 a­veva con singolare acume specula­tivo indicato nella  filosofia dell’es­sere di Tommaso la linea della vita del filosofare,  nonostante le diver­sità di valutazione tra i due amici su non pochi  punti: uniti però nel dare il primato a quel tomismo esi­stenziale  (Maritain, Gilson, Fabro) che è il frutto migliore della filoso­fia  dell’essere del XX secolo. Essi anticipavano il giudizio della Fides et  ratio , secondo cui tale filosofia, fondata sull’atto stesso  dell’essere, è aperta a tutta la realtà sino a rag­giungere Colui che a  tutto dona compimento. Del Noce ha dunque indicato nella filosofia  dell’essere l’edificio intellettuale che riapre il cammino dopo la crisi  del neoi­dealismo gentiliano; diagnosi che andrebbe completata  indicando nella stessa filosofia (e antropolo­gia) quella che può  superare Com­te e il suo assoluto ateismo. Questo compito è lasciato a  noi, insieme alla valorizzazione del realismo, che Del Noce colse ma non  ebbe tempo di completare.&lt;br /&gt;30 marzo 2010&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-5133121681854829013?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/5133121681854829013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/04/del-noce-societa-radicale-che-guaio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/5133121681854829013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/5133121681854829013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/04/del-noce-societa-radicale-che-guaio.html' title='Del Noce: società radicale, che guaio!'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-2621824196918049901</id><published>2010-02-05T08:23:00.000-08:00</published><updated>2010-02-05T08:24:53.431-08:00</updated><title type='text'>Augusto Del Noce su storialibera.it</title><content type='html'>http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/concilio_e_postconcilio/augusto_del_noce/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;scritti e iniziative per il Centenario della nascita&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-2621824196918049901?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/2621824196918049901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/02/augusto-del-noce-su-storialiberait.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2621824196918049901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2621824196918049901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2010/02/augusto-del-noce-su-storialiberait.html' title='Augusto Del Noce su storialibera.it'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-1743291695472665736</id><published>2009-12-30T02:22:00.000-08:00</published><updated>2010-02-26T00:03:09.033-08:00</updated><title type='text'>programma provvisorio</title><content type='html'>&lt;input id="post_form_id" name="post_form_id" value="5f12a34e279c945102be026584ab6733" autocomplete="off" type="hidden"&gt;&lt;div class="note_header"&gt;&lt;div class="note_title_share clearfix"&gt;&lt;div class="note_title"&gt;&lt;span&gt;Programma provvisorio convegno&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class="share_and_hide clearfix"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/ajax/share_dialog.php?s=4&amp;amp;appid=2347471856&amp;amp;p%5B%5D=168289793879&amp;amp;p%5B%5D=239613535688" rel="dialog" title="Invia ai tuoi amici o pubblica nel tuo profilo." class="share share_a"&gt;Condividi&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="byline"&gt; Ieri alle 18.21 &lt;span class="pipe"&gt;|&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.facebook.com/editnote.php?note_id=239613535688&amp;amp;id=168289793879"&gt;Modifica nota&lt;/a&gt; &lt;span class="pipe"&gt;|&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.facebook.com/home.php?ref=home#" onclick="ask_delete_note(239613535688, 'note_239613535688', 10,168289793879,'Programma provvisorio convegno','/note.php?note_id=239613535688', 0); return false;"&gt;Elimina&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;  PROGRAMMA: Il Congresso sarà tenuto domenica 16 maggio 2010 presso il Residance Artemura in Via Pietro Bozzi 6/8 a Pistoia. Ore 9 e 30 saluti, ore 10 relazioni, ore 13 brunch, ore 15 relazioni, ore 18 e 30 Santa Messa.&lt;br /&gt;Le relazioni si articoleranno in modo da ripercorrere:&lt;br /&gt;Aspetto filosofico: esito nihilistico della linea filosofica che va da Cartesio a Hegel fino a Marx e Nietzschei;&lt;br /&gt;Aspetto culturale: Errore della cultura, egemonia culturale di ispirazione gramsciana in Italia, conseguenze sulla società civile, scuola, pensiero di Gramsci come suicidio della rivoluzione;&lt;br /&gt;Aspetto sociologico: Secolarizzazione e ateismo come conseguenza della “fortuna” di una certa linea filosofica e, in Italia, anche della egemonia di Gramsci;&lt;br /&gt;Aspetto politico: confronto fra marxismo e cattolicesimo, interpretazioni del fascismo e dell’antifascismo, politica della DC.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verranno effettuate riprese video dell’intero congresso da Biagioni Media e sarà in seguito trasmesso in streaming su youtube, vimeo e su web tv e le riprese rimarranno eventualmente a disposizione per televisioni locali o nazionali interessate.&lt;br /&gt;Il Congresso sarà preceduto da conferenza stampa aperta a tutti presso un locale pistoiese che si terrà nella settimana precedente alla domenica in cui si svolgerà l'evento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente del Comitato&lt;br /&gt;ALESSIO BIAGIONI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-1743291695472665736?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/1743291695472665736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2009/12/programma-provvisorio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/1743291695472665736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/1743291695472665736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2009/12/programma-provvisorio.html' title='programma provvisorio'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-2073660626767316268</id><published>2009-11-04T07:02:00.000-08:00</published><updated>2009-11-04T07:04:27.979-08:00</updated><title type='text'>Democrazia e trascendenza</title><content type='html'>La democrazia come valore si può giustificare unicamente a partire dall'affermazione della trascendente dignità dell'uomo, chè il singolo è capax Dei e trascende quell'ordine delle creature finite nel quale la specie umana è inserita. E' da questa convinzione ceh storicamente nasce la rivendicazioen diun diritto a non essere coartato nella propria coscienza che sta alla base della genesi del moderno stato di diritto. non a caso le democrazie moderne nascono proprio sul terreno della libertà religiosa, la prima che sia rivendicata. Alla rivendicazione di potere pensare secondo la propria coscienza segue quella di poter vivere secondo la propria cosienza, e di qui scaturisce il riconoscimento della democrazia come valore, o per essere più precisi come strumento eprchè si realizzi il avlore della persona. Premessa della democrazia è dunque il riconoscimento dell'uomo coe realtà trascendente il mero ordine naturale. Quando si rinunzia a questo pensiero e si riassorba l'individuo nella specie, viene allora a mancare qualunque fondamento etico della democrazia, che si riduce a mera tecnica di esercizio del potere&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-2073660626767316268?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/2073660626767316268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2009/11/democrazia-e-trascendenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2073660626767316268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2073660626767316268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2009/11/democrazia-e-trascendenza.html' title='Democrazia e trascendenza'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-8542954825730605600</id><published>2009-11-03T00:21:00.000-08:00</published><updated>2010-01-04T14:24:54.354-08:00</updated><title type='text'>Convegno “Augusto Del Noce: cultura e politica di fronte al suicidio della rivoluzione”</title><content type='html'>il Comitato per il centenario della nascita di Augusto Del Noce organizzerà a Pistoia il Convegno “Augusto Del Noce: cultura e politica di fronte al suicidio della rivoluzione” in collaborazione con Alleanza Cattolica e l'Associazione John Locke&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;iscrivetevi alla pagina per rimanere aggiornati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onmousedown="'UntrustedLink.bootstrap($(this)," href="http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/pages/COMITATO-PER-IL-CENTENARIO-DELLA-NASCITA-DI-AUGUSTO-DEL-NOCE/168289793879?ref=ts" rel="nofollow" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size:+0;"&gt;http://www.facebook.com/ho&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;&lt;span class="word_break"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:+0;"&gt;me.php?ref=home#/pages/COM&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;&lt;span class="word_break"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:+0;"&gt;ITATO-PER-IL-CENTENARIO-DE&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;&lt;span class="word_break"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:+0;"&gt;LLA-NASCITA-DI-AUGUSTO-DEL&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;&lt;span class="word_break"&gt;&lt;/span&gt;-NOCE/168289793879?ref=ts&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onmousedown="'UntrustedLink.bootstrap($(this)," href="http://centenariodelnoce.blogspot.com/" rel="nofollow" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size:+0;"&gt;http://centenariodelnoce.b&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;&lt;span class="word_break"&gt;&lt;/span&gt;logspot.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:+0;"&gt;&lt;a href="mailto:comitatocentenariodelnoce@gmail.com"&gt;comitatocentenariodelnoce@&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;gmail.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-8542954825730605600?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/8542954825730605600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2009/11/convegno-augusto-del-noce-cultura-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/8542954825730605600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/8542954825730605600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2009/11/convegno-augusto-del-noce-cultura-e.html' title='Convegno “Augusto Del Noce: cultura e politica di fronte al suicidio della rivoluzione”'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-2273205756885613922</id><published>2009-11-02T10:04:00.001-08:00</published><updated>2009-11-02T10:04:36.157-08:00</updated><title type='text'>da il suicidio della rivoluzione</title><content type='html'>"Compito del comunismo è portare al popolo quel secolarismo integrale, che sinora è stato retaggio di ristrette èlite, realizzando così in forma moderna quell'unità spirituale tra gli intellettuali e i semplici che la Chiesa cattolica aveva già saputo creare nel Medioevo....nel gramscismo tale fine è piuttosto la condizione della rivoluzione; la distruzione della religione non dovrebbe però venire cercata per le vie di una propaganda ateistica diretta, ma per quelle di una pedagogia stoicistica; attraverso la riflessione sulla stori present il giovane dovrebbe giungere alla convinzione che il cattolicesimo appartiene a un passato irrevocabilmente trascorso, perchè non sarebbe possibile attenersi ad esso come ad una norma di vita. La cultura di ispirazione gramsciana ha praticato in Italia questa pedagogia con i risultati che tutti possono vedere" pagg 271-272&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-2273205756885613922?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/2273205756885613922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2009/11/da-il-suicidio-della-rivoluzione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2273205756885613922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/2273205756885613922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2009/11/da-il-suicidio-della-rivoluzione.html' title='da il suicidio della rivoluzione'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1546414196791962066.post-6241918907513837278</id><published>2009-11-02T09:51:00.000-08:00</published><updated>2009-11-02T09:53:42.177-08:00</updated><title type='text'>Atto costitutivo e statuto Comitato</title><content type='html'>ATTO COSTIITUTIVO E  STATUTO DEL “COMITATO PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI AUGUSTO DEL NOCE”&lt;br /&gt;Articolo 1&lt;br /&gt;E' costituito tra i signori Alessio Biagioni, Franco Biagioni, Pio Kinsky Dal Borgo, Francesco Barachini, Daniela Simionato, il Comitato denominato “Comitato per il centenario della nascita di Augusto Del Noce”, costituito al fine di organizzare il Convegno “Augusto Del Noce: cultura e politica di fronte al suicidio della rivoluzione” che si svolgerà nel maggio 2009 a Pistoia, giorno da definire.&lt;br /&gt;Il Comitato curerà l'organizzazione e la promozione della manifestazione suddetta e la raccolta dei fondi necessari per conseguire lo scopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 2&lt;br /&gt;Il Comitato si prefigge, altresì, la realizzazione di manifestazioni collaterali, culturali o di spettacolo o di quant'altro fosse ritenuto utile per la migliore realizzazione della manifestazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutti gli effetti i soci promotori si intendono domiciliati presso il Comitato. Il Comitato potrà inoltre, istituire sedi secondarie e succursali e potrà svolgere tutte le attività ritenute utili al raggiungimento dello scopo sociale.&lt;br /&gt;Il Comitato si riunirà secondo le necessità, di convocazione del Presidente, tramite avviso contenente l'ordine del giorno, visibile nella sede del Comitato, almeno ventiquattro ore prima della convocazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 4&lt;br /&gt;Il Comitato avrà durata fino al compimento di tutte le operazioni contabili conclusive della manifestazione e si intenderà automaticamente sciolto con l'approvazione del bilancio.&lt;br /&gt;Potrà, tuttavia, sciogliersi anticipatamente nel caso si verificasse l'impossibilità di raggiungimento dello scopo sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 5&lt;br /&gt;Il Comitato non ha finalità lucrative ed i suoi componenti si impegnano a collaborare per l'organizzazione della manifestazione in oggetto di intesa e secondo le direttive del Consiglio Direttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 6&lt;br /&gt;I sopraindicati promotori del Comitati eleggono Alessio Biagioni che accetta la qualifica di presidente del Comitato stesso. Il Presidente resterà in carica fino allo scioglimento del Comitato;&lt;br /&gt;vengono altresì affidati  i seguenti incarichi:&lt;br /&gt;Franco Biagioni, Vicepresidente&lt;br /&gt;altre eventuali cariche potranno in seguito essere attribuite dal Comitato.&lt;br /&gt;Resta esclusa la possibilità da parte dei componenti, di trarre dall'attività svolta un lucro personale.&lt;br /&gt;Al Presidente spetta la rappresentanza del Comitato di fronte ai terzi ed in giudizio, con tutti i poteri, nessuno escluso, che da tale rappresentanza legale gli derivano.&lt;br /&gt;Il Presidente provvede all'esecuzione delle delibere del Comitato esecutivo ed ai rapporti con gli Enti Pubblici e Privati ed i terzi in genere, salvo espressa delega ad altro componente del Comitato.&lt;br /&gt;In casi di mancanza o altro impedimento temporale del Presidente, ne fa le veci il Vicepresidente con tutti i poteri che competono a questi.&lt;br /&gt;Articolo 7&lt;br /&gt;I promotori daranno opportuna pubblicizzazione alla manifestazione di cui all'art. 1 ed il relativo programma verrà affidato all'esecuzione degli stessi promotori del Comitato i quali, pertanto, opereranno in tale veste quali organizzatori della manifestazione.&lt;br /&gt;Il Comitato sarà aperto ad eventuali soci che ne facciano richiesta previa adesione al presente atto ed accettazione da parte dei promotori.&lt;br /&gt;Articolo 8&lt;br /&gt;Il Comitato godrà di piena autonomia ed utilizzerà, per il conseguimento dei suoi fini, non essendo stato precostituito un preciso piano di finanziamento, fondi derivanti da contributi e/o oblazioni da parte degli stessi componenti e terzi.&lt;br /&gt;Il Presidente, previo accordo con i soci promotori, potrà inoltre concludere accordi aventi natura promo-pubblicitaria in nome e per conto del Comitato stesso e finalizzati alla realizzazione della manifestazione.&lt;br /&gt;La raccolta di tali fondi potrà avvenire anche in epoca successiva all'effettuazione della manifestazione.&lt;br /&gt;E' facoltà del Comitato costituire un Comitato d'onore che comprenda personalità od enti che contribuiscano alla migliore riuscita della manifestazione.&lt;br /&gt;Articolo 9&lt;br /&gt;La raccolta, la gestione, l'utilizzazione delle oblazioni sottoscritte e delle somme comunque riscosse è affidata al Presidente del Comitato e, per sua delega, all'evantuale responsabile amministrativo, i quali godono a tal fine della più ampia autonomia negoziale, ivi compresa quella di accedere, in nome e per conto del Comitato stesso, conti correnti di corrispondenza presso Istituti bancari di sua fiducia, ferma restando la responsabilità illimitata e solidale degli altri componenti per le obbligazioni assunte dal Comitato stesso ex art.. 41/1 C.C..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 10&lt;br /&gt;Al termine della manifestazione i componenti del Comitato nella loro ulteriore qualità di organizzatori della stessa, redigeranno un rendiconto dei costi e dei ricavi derivanti dalla manifestazione e l'eventuale eccedenza verrà devoluta alle Monache Benedettine Cassinesi delMonastero di S. Maria degli Angeli a Pistoia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 11&lt;br /&gt;L'esercizio finanziario del Comitato, che ha inizio contestualmente alla costituzione dello stesso, si chiuderà al 31 luglio 2010 e così i successivi fino alla chiusura di tutti i costi attivi e passivi relativi all'organizzazione della manifestazione per cui il Comitati stesso si è costituito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 12&lt;br /&gt;Per quanto non previsto dal presente atto si fa riferimento alle norme di legge vigenti in materia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1546414196791962066-6241918907513837278?l=centenariodelnoce.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/feeds/6241918907513837278/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2009/11/atto-costitutivo-e-statuto-comitato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6241918907513837278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1546414196791962066/posts/default/6241918907513837278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://centenariodelnoce.blogspot.com/2009/11/atto-costitutivo-e-statuto-comitato.html' title='Atto costitutivo e statuto Comitato'/><author><name>COMITATO CENTENARIO AUGUSTO DEL NOCE</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17242552558605216286</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_pREQyz9T4v0/Szsrkn-06wI/AAAAAAAAAAM/aMgpLc6nhO0/S220/comitato.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
